Archivio › Fuori Binario n. 238 · Marzo 2022 › pagina 7
PACE E GUERRA
Kurdistan, la guerra dimenticata
Ocalan è in carcere da più di venti anni, ma il suo pensiero continua a tenere viva la lotta dei curdi per il loro diritto all'autodeterminazione.
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 238, Marzo 2022, pagina 7
È da 23 anni che il leader politico del popolo curdo Abdullah Ocalan è detenuto in Turchia nell'isola carcere di Imrali, in totale isolamento e in palese violazione dei diritti umani. Altri compagni sono detenuti nelle carceri ai limiti della sopravvivenza, provati e ammalati. L'Italia ha concesso l'asilo politico ad Ocalan, come ad altri esponenti del suo partito, ma lo ha fatto tardivamente, considerato che nel frattempo era stato costretto, con un'operazione di realpolitik, a lasciare il nostro paese. Alcuni Comuni gli hanno riconosciuto la cittadinanza onoraria e negli anni altri perseguitati politici curdi hanno potuto ottenere l'asilo.
Nonostante la prigionia, il pensiero di Abdullah Ocalan ha attraversato i confini del carcere. Il modello sociale da lui ideato propone un'organizzazione basata su un confederalismo democratico. Tra le proposte la liberazione della donna dal patriarcato e un'emancipazione che la ponga al centro della società e non in un ruolo marginale. Molto importante anche la valorizzazione della vita naturale e dell'ecologia, aspetti severamente minati dal capitalismo, ma anche la ricerca della pace e di una duratura convivenza tra tutti i popoli. Dare e ricevere, equilibrio, sinergia, uguaglianza, queste le parole chiave, alti valori da esportare e condividere in un confronto democratico.
La prigionia di Ocalan non ha naturalmente fermato la lotta dei popoli al capitalismo e ai poteri dominanti che pensano solo ai loro interessi economici. Sabato 12 febbraio si sono svolte due grandi manifestazioni in Italia, a Milano e a Roma, per chiedere un'amnistia per i prigionieri politici. Contemporaneamente in altre città europee la gente è scesa in piazza a sostegno del popolo curdo, ancora oggi senza uno Stato riconosciuto, sotto attacco da più fronti e messo a dura prova dagli equilibri precari del Medio Oriente. Ne è testimonianza la storia di Lorenzo Orsetti, un compagno di Firenze morto in Kurdistan combattendo nella guerra di liberazione. Tutti concordi, movimenti, associazioni, sindacalismo e quella sinistra diffusa che da sempre chiede la cessazione dei bombardamenti dell'aviazione turca nel Kurdistan e nel nord della Siria. Intanto Belgio e Lussemburgo hanno deciso l'illegittimità del collocamento del PKK, il partito dei lavoratori del Kurdistan di cui Ocalan è il fondatore, tra le associazioni terroristiche.
Quello curdo è un popolo accogliente, ma allo stesso tempo combattivo e combattente quando si tratta di lottare unito. La speranza di tutti noi è quella di veder rifiorire un florido e determinante dibattito culturale per la giusta causa curda, e assistere così alla costruzione di un sistema internazionale più equo e rispettoso dei diritti dei popoli.
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Uscito sul numero 238 (Marzo 2022), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
