Archivio › Fuori Binario n. 238 · Marzo 2022 › pagina 5
DECORO INDECOROSO
Grandi Stazioni ha dichiarato guerra ai senzatetto di Termini e a chi li aiuta
Acqua gelida sul pavimento, coperte gettate, vietata la distribuzione del cibo.
Cecilia Ferrara · Fuori Binario n. 238, Marzo 2022, pagina 5
Allora se sei giornalista devi dire questa cosa a quelli della stazione: se qui fuori trovano la coperta e i cartoni in ordine, tutto pulito vuol dire che torniamo, che per favore non la buttino via. Sennò che ci stanno a fare questi ragazzi che ogni volta ci portano le coperte e poi i poliziotti gliele buttano via! Il signore che mi parla ha un nome improbabile, ma che comunque non vuole mettere sul giornale, è bengalese e ha lavorato oltre vent'anni a La Spezia in un cantiere, poi ha iniziato a giocare alle macchinette, le slot machine. Da un mese dorme in via Marsala alla stazione Termini. Con il prossimo stipendio, dice, si troverà una casa.
I ragazzi sono quelli di Akkittate, il gruppo di volontari dei circoli ARCI romani che portano cibo e coperte il mercoledì sera, ma hanno anche dei progetti sia di ricovero notturno che di inserimento socio lavorativo e abitativo.
La stazione Termini è un punto centrale per chi, per qualsiasi motivo, è stato sbalzato fuori dal sistema e non ha più nulla. Sono centinaia le persone che ci passano e ci dormono, cercando un riparo, ma da anni c'è una lotta sottile tra loro, Grandi Stazioni e i volontari che aiutano i senzatetto.
"Hanno iniziato con i dissuasori – racconta Stefania di Akkittate – una sorta di gradone sul lato di via Marsala, dove ci si poteva sedere e sdraiare, che è diventato obliquo. Poi hanno iniziato a bagnare il pavimento di fronte all'entrata in piazza dei Cinquecento e le persone si spostavano dal lato dove sono i taxi, poi hanno iniziato a bagnare anche là. E questo vuol dire coperte bagnate". Il giorno invece, quando i senza tetto si muovono per cercare cibo, lavoro, vestiti e assistenza di altro tipo, quelli delle pulizie buttano via le coperte che, come ci dice il signore bengalese, sono lasciate lì con cura per far capire che quello è un posto letto occupato.
Questo sottile conflitto a Termini sta prepotentemente venendo alla luce in queste settimane. Prima c'è stato un tweet di Lapo Elkann, che raccontava dei volontari a cui era impedito di dare cibo ai clochard di Termini, poi c'è stato il video di alcuni volontari della Casa Famiglia Ludovico Pavoni, identificati dai Carabinieri mentre portavano cibo e coperte all'interno della stazione. Un video che ha fatto scattare l'indignazione generale anche da parte di alcuni parlamentari.
Infine sabato 19 febbraio, non casualmente la data della strage fascista di Addis Abeba del 1937 ad opera del generale Rodolfo Graziani, l'associazione Mama Termini di Termini TV ha organizzato un flash mob per protestare contro la pratica di bagnare il marciapiede di fronte alla stazione, per impedire ai senza fissa dimora di dormirci.
Sabato molte associazioni tra cui, Casetta Rossa, i City Angels, Nonna Roma, Akkittate e attivisti da altre parti di Roma, hanno ballato e cantato e fatto un sit in in segno di protesta, proprio là dove ogni sera l'idropulitrice viene a bagnare il marciapiede. Francesco Conte è il creatore di Termini TV, una tv on line che da 6 anni racconta la stazione, è lui che ha avuto l'idea del flash mob: "Cacciando le persone da davanti alla stazione, non è che queste spariscano. Si spostano di cinquanta metri in posti non riparati. Nessuno si chiede dove vanno? A queste persone non è stata data un'alternativa".
In seguito al flash mob è intervenuto su Facebook Alessandro Radicchi, dell'Osservatorio Nazionale Solidarietà nelle stazioni (ONDS), creatura del gruppo Ferrovie dello Stato, società al 100% del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che gestisce gli help center e a Roma il polo sociale per senza fissa dimora Binario95: "Eventi di questo tipo creano bolle mediatiche che indignano per qualche giorno, fanno aumentare i click di una testata o di una pagina Facebook e magari danno un po' di visibilità alla associazione o al politico di turno. Poi... tutto sfuma". Nel suo lungo post Radicchi osserva che esiste un coordinamento di associazioni "Forum per la strada", chi vuole distribuire cibo deve aderire al forum e accettare le regole o "vada da un'altra parte". La pulizia è stato un semplice fraintendimento. È stato intensificato il lavoro delle idropulitrici e prolungato dalle 20 alle 23, spiega Radicchi, bastava farlo capire meglio a chi normalmente utilizzava il marciapiede per ripararsi la notte sotto il tetto della stazione.
"Pulizia? – ribatte Francesco Conte – mi sembra poco credibile visto che fino ad ora non la facevano alle 11 di sera". Secondo Conte c'è un filo rosso che lega la trasformazione delle stazioni centrali in centri commerciali, alla cacciata dei senza tetto sempre un po' più in là. Dove non si vedono. "Prima li hanno buttati fuori dai binari – prosegue Conte – poi dall'interno della stazione e poi dall'ingresso. Un'altra cosa che noi contestiamo è la gestione di un luogo che deve essere pubblico per antonomasia come se fosse un luogo privato. La stazione non è casa di qualcuno, è casa di tutti, è una piazza, è il centro di Roma. Sicuramente non può ridursi a centro commerciale".
"Non basta l'acqua per pulire le coscienze": un'immagine dal flash mob alla Stazione Termini a Roma.
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Uscito sul numero 238 (Marzo 2022), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
