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Archivio › Fuori Binario n. 238 · Marzo 2022 › pagina 11

FIRENZE RIBELLE

Da Romano a Romina, così iniziò una battaglia di libertà

Riccardo Michelucci · Fuori Binario n. 238, Marzo 2022, pagina 11

Romano Cecconi nacque nel momento sbagliato – il 1941, in piena guerra – e in un corpo sbagliato, che non sentiva suo. Da bambino aspettava con ansia il Carnevale per poter indossare gonna e rossetto. Cresciuto in miseria, lascia giovanissimo il paese natale in Garfagnana per trasferirsi con la madre a Firenze, in un piccolo appartamento di via Senese. La geografia della sua gioventù ruota attorno a San Frediano: la madre lavora in una trattoria in piazza Santo Spirito, lui a 15 anni impara il mestiere di doratore di cornici in una bottega artigiana. Ma è solo una breve parentesi cui segue un caleidoscopio di storie, di amori, di notti brave. Non si contano le volte in cui i carabinieri lo fermano e lo multano perché passeggia per strada vestito da donna. Inizia a lavorare con una compagnia di girovaghi ispirandosi alla francese Coccinelle, una delle prime transessuali del mondo dello spettacolo, ma la sua carriera viene stroncata da un prete che lo denuncia ai carabinieri, definendolo "un diavolo tentatore".

È allora che, indossando parrucche, tacchi e pantaloni stretti, comincia a frequentare di notte le strade del centro. Subisce umiliazioni e soprusi, prende botte dalla polizia e dai clienti, poi un giorno viene rapinato e decide di denunciare: entra in tribunale da vittima per venirne fuori da condannato. Il giudice stabilisce che non deve più vestirsi da donna, né uscire di casa la notte. Un coprifuoco che viola ripetutamente, finché il cumulo delle condanne non lo fa etichettare come "persona socialmente pericolosa". Viene confinato in un piccolo paese in provincia di Foggia, perché nell'Italia degli anni '60 il reato di travestitismo era quasi più grave di quello di associazione mafiosa.

Il 19 settembre 1967 è la data che segna la sua rinascita, lo spartiacque tra il disagio e la felicità. Da quel momento in poi Romano diventa definitivamente Romina e dopo una lunga battaglia il tribunale di Lucca riconosce la sua identità di donna, creando un precedente che cambierà per sempre le leggi italiane, aprendo la strada ai tanti che seguiranno il suo esempio.

Pagina 11 del numero 238 Uscito sul numero 238 (Marzo 2022), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero