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CYBER BLUFF
La Cyber war di hacker e spie fa girare l'economia
Ginox · Fuori Binario n. 237, Febbraio 2022, pagina 5
Il Clusit è un'associazione con sede al dipartimento di informatica dell'università di Milano che rilascia due volte all'anno un rapporto nel quale raccoglie e analizza i dati relativi agli attacchi informatici del semestre passato. È interessante spulciare questo tipo di fonti, perché aiutano a comprendere la visione, le preoccupazioni, le paranoie di stati e aziende rispetto alla questione della sicurezza informatica.
L'approccio del Clusit è abbastanza in linea con quello delle aziende che operano nel settore e in generale degli apparati governativi. Ogni report denuncia un incremento degli incidenti relativi a attacchi informatici, nell'analisi di quest'anno si parla di perdite a livello mondiale pari a 1 trilione per il 2020 e 6 trilioni per il 2021.
Non è molto chiaro come vengano calcolati questi numeri, se ne evince però il senso. Gli attacchi informatici su larga scala hanno un impatto sull'economia mondiale, in termini di perdite per le aziende. O, volendola guardare da un altro punto di vista: dal momento che tra i principali attori viene citato il cosiddetto Cybercrime, ovvero organizzazioni che sfruttano gli attacchi informatici per fare soldi, si può dedurre che queste attività siano piuttosto renumerative. Rispetto al 2020 si parla di un incremento del 21% di questo tipo di attacchi. È interessante notare come le perdite delle aziende si traducano comunque nel guadagno per qualcuno, è una delle magie del capitale: distruggere valore, per creare profitto.
A volte le attività di Cybercrime si trovano a convivere con quelle classificate come Information warfare, ovvero il più classico spionaggio tra Stati. Non è strano che una nazione possa avvalersi delle informazioni recuperate da campagne legate al Cybercrime. Si chiude un occhio, si scambiano favori. Politica e economia sono strettamente legate, le informazioni recuperate su una grossa azienda americana, potrebbero interessare al governo russo o cinese e viceversa. Le azioni riferibili apertamente allo spionaggio tra Stati secondo il rapporto del Clusit sono il 18% in più rispetto al 2020, anche se calano quelle di sabotaggio mirato, ovvero volte direttamente a provocare dei danni, -36%.
È interessante prendere coscienza di come la guerra tra Stati si trasferisca con naturalezza su Internet, logica continuazione degli attriti e tensioni del mondo reale. La cosiddetta "cyber war" appare meno violenta e cruda, ma è solo un palcoscenico diverso, e non viene mai da sola, ma sempre accompagnata dal più prosaico "sangue e affari", che caratterizza in negativo il nostro buffo mondo.
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Uscito sul numero 237 (Febbraio 2022), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
