Archivio › Fuori Binario n. 236 · Gennaio 2022 › pagina 10
BIODIVERSITÀ
Mufloni: prima importati, ora sgraditi
L'Ente Parco vuole "eradicare" gli esemplari presenti al Giglio. Gli abbattimenti sono stati sospesi ma la questione "alieni" resta aperta.
Restiamo Animali · Fuori Binario n. 236, Gennaio 2022, pagina 10
Ancora gli "animali alieni". Ancora progetti di "eradicazione". Dopo cinghiali e scoiattoli, tocca ai mufloni. La storia stavolta viene dall'isola del Giglio, dove l'ente Parco un bel giorno ha annunciato un piano di abbattimento di tutti i mufloni del posto, giudicati una minaccia per la biodiversità in quanto presenza "aliena" e anche responsabili di danni arrecati alle coltivazioni. Il Parco ha spiegato di applicare un progetto europeo di tutela degli ecosistemi e di avere deciso di passare all'azione, affidando l'esecuzione degli animali - in numero imprecisato, anche considerando una decina di esemplari catturati e già trasferiti lontano dall'isola - a un gruppo di cacciatori specializzati.
Alle dichiarazioni, in verità, non sono seguiti i fatti (anche se alcuni animali sono stati forse uccisi nei primi giorni della "campagna"), perché l'intervento di alcune associazioni animaliste e di numerosi attivisti ha portato a un accordo: i mufloni rimasti sull'isola non saranno sterminati, ma catturati e spostati altrove. Questo, almeno, è quanto scritto nel patto firmato dal Parco con Lav e Wwf, un accordo che mantiene delle ombre: sul numero degli animali effettivamente presenti sull'isola, sulla sorte degli animali che non dovessero essere catturati, sulla destinazione degli altri. E poi rimane la questione di fondo: perché progettare l'eradicazione? Su quali basi? In quale prospettiva?
È una questione delicata, perché i mufloni sono in effetti arrivati al Giglio solo pochi decenni fa, su iniziativa - sembra - di un privato cittadino, che mise in piedi un piccolo allevamento. Gli animali si sono poi dispersi nell'isola, trovando evidentemente un habitat adatto, un po' come succede in Sardegna, dove i mufloni sono considerati autoctoni. Quelli del Giglio sono invece reputati "alieni" e "nocivi", come altri esseri viventi presenti sull'isola: una specie di tartaruga importata da chissà chi e una pianta "straniera". L'obiettivo del Parco è quello di eliminare gli "alieni" e ripristinare gli ecosistemi di un tempo. Ma è davvero raggiungibile questo obiettivo in un mondo che fa degli scambi con l'esterno la sua ragion d'essere? In un'isola al centro di traffici turistici e commerciali intensi? E devono essere gli animali a pagare le azioni sbagliate compiute in passato?
La sospensione degli abbattimenti concede ora un po' di respiro e forse insegnerà agli amministratori a cercare fin da subito soluzioni non cruente per i problemi che si trovano ad affrontare, valutando anche l'ipotesi che i cambiamenti di popolazione ormai avvenuti debbano essere gestiti senza cercare improbabili fughe... nel passato. La pausa può essere anche l'occasione di ripensare a fondo i rapporti con le specie animali: alla radice di tutto c'è un errore basilare, l'idea di poter disporre delle vite altrui a piacimento, allevando e commerciando animali, incuranti di loro e delle conseguenze delle proprie azioni.
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Uscito sul numero 236 (Gennaio 2022), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
