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Archivio › Fuori Binario n. 234 · Novembre 2021 › pagina 8

DIRITTI

Trans: una parola per molte realtà

Il 20 novembre si celebra il giorno della memoria delle persone trans uccise dall'odio per la diversità. L'esistenza non semplice di quantə non rispondono ai rigidi canoni imposti dalla società patriarcale

Daria Campriani · Fuori Binario n. 234, Novembre 2021, pagina 8

Chi sono le persone trans? Che cosa significa il termine trans? Trans è un termine ombrello, che include al suo interno tutte le varianze di genere che le persone possono trovarsi a vivere. Trans, in generale, significa "al di là" e si affianca al termine cis, "al di qua". Transgender quindi significa letteralmente "al di là del genere" assegnato alla nascita, sulla base prioritaria della morfologia genitale. Lo si preferisce al termine transessuale, utilizzato in passato, perché quest'ultimo sembra riferirsi esclusivamente ad una persona che non si trova a suo agio con i propri genitali e che desidera perciò modificarli attraverso la chirurgia. In generale si preferisce usare il termine trans perché è in grado di ricomprendere quasi, se non tutte, le realtà relative alla varianza di genere.

La popolazione delle persone trans infatti è molto varia e comprende: persone che desiderano modificare il proprio corpo con la terapia ormonale, persone che desiderano modificare i propri genitali con la chirurgia, e anche persone che vogliono vivere il genere che sentono proprio anche senza un percorso medicalizzato.

Le persone trans quindi sono individui la cui identità di genere non si allinea con le aspettative sociali connesse con le loro caratteristiche sessuali. L'identità di genere si può invece definire come l'identificazione di una persona con un genere piuttosto che un altro e caratterizza ognunǝ di noi, persone trans e persone cis.

A causa del mancato soddisfacimento delle aspettative sociali connesse con la propria realtà biologica e con il contesto di appartenenza, e soprattutto al fatto che questo disallineamento mette in discussione la primazia degli uomini nella scala sociale, le persone trans non sono particolarmente amate. Subiscono anzi ogni sorta di discriminazione, sociale, culturale istituzionale, familiare. Le persone trans che non sono accettate in famiglia possono essere allontanate da casa ed essere costrette a vivere ai margini della società, senza la possibilità di un'adeguata istruzione. Nell'ambito lavorativo accade che siano rifiutate nell'accesso ad un impiego, a volte costrette al sex working per guadagnarsi da vivere.

In Italia, e in tante altre realtà, la discriminazione istituzionale può rendere la vita delle persone trans un vero inferno. Per accedere infatti alle terapie ormonali, alla chirurgia desiderata e alla rettifica anagrafica dei documenti, il percorso è irto di difficoltà. Occorrono mesi, se non anni di psicoterapia, perizie psichiatriche, certificazioni cliniche per avere il riconoscimento sociale della propria esistenza, che si ha attraverso una sentenza di rettifica, quindi attraverso l'agire del sistema giudiziario, che può rendere le cose molto complicate, mediante ostacoli posti alle persone trans perché si adeguino a standard sociali di passabilità stereotipati e funzionali a riprodurre rapporti di potere volti alla supremazia maschile.

Il forte disamore per le persone trans da parte della società, però, raggiunge il culmine nelle numerose morti per omicidio che succedono ogni anno. Soltanto nel 2020 nel mondo sono state uccise trecentocinquanta persone trans, in massima parte donne. Per ricordare le vittime di questa discriminazione violenta, il 20 novembre di ogni anno si celebra il Transgender Day of Remembrance, ossia il giorno della memoria delle persone trans uccise dall'odio per la diversità.

Pagina 8 del numero 234 Uscito sul numero 234 (Novembre 2021), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero