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Archivio › Fuori Binario n. 233 · Ottobre 2021 › pagina 11

FIRENZE RIBELLE

La bomba partigiana al Caffè Paszkowski

Riccardo Michelucci · Fuori Binario n. 233, Ottobre 2021, pagina 11

Pochi sanno che nelle scintillanti stanze interne del caffè Paszkowski di piazza della Repubblica si consumò uno dei gesti più temerari della Resistenza fiorentina. In un pomeriggio del febbraio 1944, una giovane coppia fece capolino dalle grandi porte a vetri e si sedette a uno dei tavolini del locale, che all'epoca era ritrovo abituale dei comandanti nazisti e degli ufficiali repubblichini. Sembravano due innamorati, lei con una giacca rossa e una borsa di pelle nera, lui in impermeabile bianco.

Dopo aver ordinato e pagato un caffè, lei estrasse dalla borsa un pacchetto avvolto in carta di giornale e lo porse al suo compagno che lo scartò e ne agganciò il contenuto sotto al tavolo. Ma quando i due si alzarono e fecero per uscire, qualcosa andò storto. La bomba non era stata fissata bene al tavolo e cadde. La ragazza se ne accorse, spense la miccia e ripose l'ordigno nella borsa, tentando di allontanarsi. Ma la gente seduta intorno, già insospettita, si avventò su di loro. Ne nacque un parapiglia dal quale solo il ragazzo, il gappista Antonio Ignesti, riuscì a fuggire.

La sua compagna, la 22enne Tosca Bucarelli, venne invece catturata dai fascisti e portata a Villa Triste, il famigerato centro di tortura della banda Carità, in via Bolognese, dove subì giorni di interrogatori e torture. Con la sua testimonianza avrebbe potuto far arrestare tutto il comando partigiano, ma dalla sua bocca non uscì la minima informazione che potesse rivelarsi utile per incastrare i compagni.

In attesa dell'esecuzione o della deportazione, venne trasferita nel carcere femminile di Santa Verdiana. Lì il 9 luglio, dopo cinque mesi di prigionia, venne liberata da un gruppo di gappisti che si introdussero nel carcere in divisa della Wehrmacht, facendola scappare insieme ad altre sedici detenute antifasciste.

Dopo la guerra Tosca Bucarelli fu decorata con la medaglia d'argento al valor militare. È morta nel 2000 a Scandicci, dov'era nata.

Pagina 11 del numero 233 Uscito sul numero 233 (Ottobre 2021), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero