Archivio › n. 232

Archivio › Fuori Binario n. 232 · Settembre 2021 › pagina 8

CONTRO IL SISTEMA

Polvere di strada. Il cammino per il mondo di Ezio Taddei

Livornese, antifascista, antimilitarista e scrittore, dalla parte degli ultimi. La sua vita, sempre in direzione ostinata e contraria, nel ricordo a 65 anni dalla morte

Corrado Marcetti · Fuori Binario n. 232, Settembre 2021, pagina 8

Ezio Taddei, autore de "L'uomo che cammina", "Rotaia" e altri pregevoli libri, ha narrato la strada e la sua gente, sempre dalla parte degli ultimi e ultimo lui stesso. Nato a Livorno nel 1895 e trasferitosi a Roma col padre dopo la morte della madre, finisce per strada a 12 anni. Cacciato di casa in seguito all'arresto subito nel corso di una manifestazione e interrotta la formazione scolastica, si trova a vagabondare per Roma in cerca di un tetto e di un qualche lavoro; a 14 anni è già a Milano dove si arrangia coi lavoretti e la piccola economia illegale.

Nel suo girovagare, cresce ribelle tra mille avversità, ma si informa e legge libri di letteratura come Resurrezione di Tolstoj. Richiamato in guerra, durante il primo conflitto mondiale, insofferente al comando e anti-militarista dichiarato, viene isolato e punito, ma è l'unico del suo reparto che si lancia fuori dalla trincea per salvare un compagno ferito, giudicato perduto dal comando militare. Una scheggia di granata gli spezza un braccio ma il riconoscimento ricevuto non lo salva, dopo il ricovero ospedaliero, dal carcere militare per insubordinazione.

La sua vita sarà poi segnata da ripetute incarcerazioni nelle prigioni fasciste e lunghi periodi di confino, nei quali diviene amico di Sandro Pertini e di altri antifascisti. Dopo le soste forzate, riprende la vita di strada. Sottoposto alla libertà vigilata nella sua Livorno elegge a proprio domicilio la panchina di una piazza dove è regolarmente controllato. Espatria in Svizzera, con l'aiuto di amici contrabbandieri, e poi in Francia con l'intenzione di recarsi a combattere in Spagna ma la vittoria franchista frustra il suo desiderio.

Per sfuggire all'internamento, si imbarca clandestinamente per gli Stati Uniti, e a New York diviene amico di Arthur Miller, scrittore e saggista americano, che ne apprezza le qualità letterarie ma soprattutto diventa amico fraterno di Carlo Tresca, popolare sindacalista anarchico, con cui condivide le battaglie di strada e le veementi polemiche condotte sul giornale "Il Martello".

Quando Tresca viene assassinato, Taddei realizza una controinchiesta che smonta le risultanze dell'indagine ufficiale e mette a nudo le connivenze tra mafia italo-americana e fascismo. Successivamente denuncia il trasformismo dei boss mafiosi che, passati con i vincenti, collaborano con gli anglo-americani dopo lo sbarco in Sicilia.

Espulso dagli Stati Uniti nel dopoguerra e sbarcato a Napoli, stringe amicizia con un gruppo di scrittori tra cui Corrado Alvaro, Francesco Jovine e Guido Piovene. Pubblica libri che riscuotono una buona critica come Quinto Vangelo in cui Cristo lascia i poveri in eredità agli apostoli. Scrive sull'Unità diretta allora da Pietro Ingrao e ha un periodo di notorietà dovuta alla stima da parte di autori come Italo Calvino, ma rimarrà sempre povero come i suoi personaggi.

Dopo la morte, nella sua Livorno, nel 1956, viene rapidamente dimenticato, salvo brevi riscoperte editoriali. Ricordarlo su Fuori Binario è come riportarlo tra la sua gente.

Pagina 8 del numero 232 Uscito sul numero 232 (Settembre 2021), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero