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Archivio › Fuori Binario n. 232 · Settembre 2021 › pagina 8

PARADOSSI ITALIANI

Emergenza Sollicciano

Sovraffollamento, cimici, sporcizia diffusa, cucine insufficienti e disservizi. Intanto chiude il reparto trans e si "punisce" con trasferimenti fuori da ogni prassi

Redazione · Fuori Binario n. 232, Settembre 2021, pagina 8

Il presidente di Progetto Firenze, Massimo Lensi, ha incontrato i primi di agosto il garante regionale dei detenuti, Giuseppe Fanfani, dopo aver visitato il carcere di Sollicciano insieme al consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi. Al centro del colloquio le gravi criticità del penitenziario fiorentino a partire dal sovraffollamento: a fine luglio erano infatti detenute 638 persone quando i posti regolamentari sono 491.

Non si tratta - purtroppo - del solo problema presente. "Il reparto transessuali, un'esperienza innovativa rispetto alle ordinarie prassi penitenziarie, è stato chiuso e le detenute trasferite, senza sapere se e quando rientreranno. Il reparto giudiziario è infestato dalle cimici, ed è in corso la disinfestazione. La seconda cucina inaugurata a ottobre 2020 è in funzione - ha continuato Lensi - ma nel frattempo è stata chiusa la prima. La direzione del carcere è in una situazione di precarietà da quasi un anno, mentre servirebbe stabilità, dopo continui cambi di direzione, intervallati da incarichi ad interim. Anche gli operatori Asl e gli educatori si trovano in condizione di sofferenza, poiché sono sotto organico: solo adesso è in fase di svolgimento un concorso per educatori, con pochissimi posti rispetto alle necessità e dopo più di vent'anni dall'ultimo concorso effettuato. Anche gli operatori sanitari vivono a loro volta una situazione di disagio: in molti casi hanno contratti precari".

Lensi si è soffermato poi sulle difficili condizioni di detenzione causate dalla magistratura di sorveglianza, "che in alcuni casi ha espresso prassi giudiziarie poco attente alla particolare condizione delle persone detenute". Dopo il principio di rivolta del 10 luglio scorso alcuni detenuti sono stati trasferiti per punizione, nonostante questa prassi "non trovi avallo nell'ordinamento penitenziario ma è ovunque utilizzata: si pensi che nello stesso modo sono stati trattati i detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere che hanno denunciato le violenze".

La salute psichica dei detenuti, è stato rilevato nell'incontro, "necessita di un maggiore investimento: i numerosi detenuti con patologia psichiatrica dovrebbero uscire dal carcere e scontare la pena all'esterno in luoghi idonei alla loro cura, come ha stabilito chiaramente la Corte Costituzionale nel 2019".

C'è poi la questione dei bambini in carcere. Nella sezione femminile, al momento della recente visita di Lensi e Palagi, erano presenti una neonata di pochi giorni e una donna incinta al settimo mese. Dal garante comunale, Eros Cruccolini, è arrivata la notizia della concessione della detenzione domiciliare alla madre della neonata, "ma resta improcrastinabile l'attuazione della legge che già prevede la realizzazione/attivazione di case-famiglia protette per le detenute con figli a seguito". Una soluzione "preferibile, rispetto alla realizzazione dell'istituto a custodia attenuata per madri, che comunque resta sempre un carcere. Le case famiglia protette permettono invece ai bambini a seguito delle madri detenute di vivere fuori dal carcere".

Il garante regionale ha preso atto delle criticità emerse e si è impegnato a chiedere, dopo le ferie estive "un incontro con l'Amministrazione penitenziaria, al fine di affrontare le possibili soluzioni alle problematiche emerse". (red)

Pagina 8 del numero 232 Uscito sul numero 232 (Settembre 2021), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero