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Archivio › Fuori Binario n. 230 · Giugno 2021 › pagina 8

PALESTINA

Dall'apartheid alle espulsioni

Sofia Rampazzi · Fuori Binario n. 230, Giugno 2021, pagina 8

Gli sfratti di Sheikh Jarrah sono una delle tante facce della politica colonialista di insediamento che Israele porta avanti da quando è nato. In particolare a Gerusalemme est, che Israele ha isolato dalla Cisgiordania anche grazie alla costruzione del muro, dove lo stato sionista si impegna quotidianamente per cambiarne il volto cercando di cacciare via i palestinesi e negando loro servizi che non sono lontanamente paragonabili a quelli degli israeliani.

I palestinesi che vivono a Gerusalemme est con lo status di residenti permanenti sono circa 300 mila, e subiscono discriminazioni in vari campi; da quello dell'istruzione, all'assistenza sanitaria, all'accesso all'acqua e al sistema fognario, ai servizi pubblici di trasporto, al lavoro, ai diritti di costruzione. Secondo una legge israeliana approvata nel 1996 i palestinesi che abitano a Gerusalemme per non perdere il loro status sono tenuti a dimostrare che la città è il loro centro di vita. Ciò significa presentare regolarmente il pagamento di tasse, contratti di lavoro, contratti di affitto, certificazione di iscrizione dei figli a scuola. Avere contatti coi territori occupati, spostarsi liberamente al di fuori della città, viaggiare all'estero diventa quasi impossibile per queste persone perché rischiano di trovarsi la residenza revocata.

Assegnando loro uno status di residenza precario, Israele è riuscito dal 1967 a sradicare da Gerusalemme est più di 14.200 palestinesi. Inserendoli in una precisa categoria giuridica, Israele può controllarli a livello demografico, politico e cacciarli via con varie pratiche tra cui la confisca di abitazioni come abbiamo visto nel caso di Sheikh Jarrah o l'espansione di insediamenti di coloni nella città.

Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo palestinese che in questo momento resiste a Gaza, nei territori occupati nel 1948, in Cisgiordania, nei campi profughi. Un popolo che seppur diviso e costantemente isolato è sempre più unito, che seppur dilaniato da un'occupazione di più di 70 anni è sempre più forte.

Scegliere da che parte stare in questo conflitto per quanto la situazione sia complessa e per quanto sia complesso informarsi, è una scelta semplice, e noi scegliamo di stare dalla parte di chi lotta per la propria libertà.

Lunga vita alla Palestina e lunga vita alla Resistenza.

Pagina 8 del numero 230 Uscito sul numero 230 (Giugno 2021), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero