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Archivio › Fuori Binario n. 230 · Giugno 2021 › pagina 8

PALESTINA

Solidarietà al popolo palestinese contro ogni censura e complicità

Riceviamo e pubblichiamo il commento dell'Associazione Amicizia Italo Palestinese sui recenti avvenimenti in Terra Santa.

Petra Matti · Fuori Binario n. 230, Giugno 2021, pagina 8

Siamo scesi in piazza per resistere a fianco del popolo palestinese, ma anche per condannare. Condannare la censura che da giorni elimina post, foto e video, rimuove e blocca gli account di tutti quei palestinesi che informano su quanto sta accadendo. Non si tratta di un incidente di percorso: questa censura non è altro che una delle tante forme che assume l'occupazione, che non è dunque solo fisica ma anche mediatica: nel 2016 il ministro della giustizia israeliano ha gioito di come Facebook, Google e Youtube stessero rispettando fino al 95% le richieste israeliane di eliminare contenuti, ovviamente tutti palestinesi. Oltre che reprimere la libertà d'espressione, l'acquiescenza di queste società alle richieste del governo israeliano nel rivelare i dati degli utenti comporta e sta comportando arresti di centinaia di palestinesi (per i loro post su Facebook).

La censura riguarda anche i media italiani. Tanto per citarne alcuni: Il Giornale "attacco islamico, pioggia di razzi da Hamas"; La Stampa "Israele brucia: morti e centinaia di feriti nelle battaglie nelle case"; La Repubblica "Scontri e razzi: battaglia a Gerusalemme". A Rai News 24 invece si è parlato di "scontri iniziati dal quartiere di Sheik Jarrah che hanno fatto da innesco alle violenze di questi giorni" e di "attacchi palestinesi contro israeliani che stavano rientrando in caserma al termine del turno o contro civili alla fermata del bus".

Non una parola sul regime di occupazione in Palestina, non una parola sull'espropriazione di stampo coloniale dei residenti di Sheik Jarrah, non una parola sull'incendio innescato dalle forze di occupazione nei pressi di Al-Aqsa, sulla loro entrata violenta e sulle loro sparatorie in questo luogo di pace dove i fedeli riuniti osservavano il ramadan, non una parola sui 115 gazawi morti, di cui 27 bambini, sotto i raid aerei israeliani.

Tutto ciò viene omesso e si parte a raccontare da un preciso momento: razzi di Hamas su Tel Aviv. Si compie così un'operazione di stortura della realtà che legittima la risposta di Israele "costretta" a intervenire per garantire l'ordine pubblico contro il "terrorista arabo"... ma ricordiamoci che la storia non inizia coi razzi di Hamas, ma con una brutale occupazione che, dalla costituzione di Israele, più di 70 anni fa, viene portata avanti impunemente a danno della popolazione palestinese. Tutto il resto, è malainformazione.

Dobbiamo poi condannare la complicità che vede l'UE e l'Italia stringere accordi, collaborazioni e partnership con lo Stato d'Israele nel campo della privacy e delle nuove tecnologie (tecnologie di sorveglianza!) e nel campo della sanità e della ricerca medica: si comprano telecamere modello Tel Aviv da piazzare in giro per Firenze per la sicurezza della città, si acquistano droni per le politiche europee antimigratorie, si elogia l'"esemplare gestione" della sua campagna vaccinale senza nemmeno accennare all'apartheid sanitario con cui ha escluso 5 milioni di palestinesi dalle vaccinazioni, dichiarandosi "non responsabile della loro salute" e violando così anche la Convenzione di Ginevra.

Così facendo, anche noi al pari dell'occupante traiamo profitto dalla violazioni dei diritti dei palestinesi: prendiamo consapevolezza di questo, responsabilizziamoci e poniamo fine alla nostra complicità in queste violazioni. Una complicità che pochi giorni fa ha portato molti leader politici italiani a partecipare alla manifestazione indetta dalla comunità ebraica di Roma, mostrando solidarietà a "Israele sotto attacco" senza spendere una parola sulle sue responsabilità per ciò che sta accadendo.

Infine dobbiamo condannare l'indifferenza e l'inefficienza della politica internazionale davanti alle continue violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte dello Stato d'Israele, che impunemente può consumare confische di terre, sgomberi forzati, demolizioni di case, violenze e sopraffazioni nel territorio occupato ignorando le legittime rivendicazioni del popolo palestinese. Queste sono proprie anche della stessa Autorità Nazionale Palestinese, più occupata a compiacere gli interessi dell'occupante che a rappresentare e a sostenere veramente la sua gente.

Ma i palestinesi dimostrano che pur nell'isolamento internazionale e in questo vuoto di rappresentanza non hanno alcuna intenzione di cedere il loro diritto all'esistenza su quelle terre. I palestinesi scelgono la Resistenza, scelgono di restare e di continuare a lottare giorno dopo giorno finché la Palestina non sarà libera: un messaggio di speranza potentissimo, che condividiamo con loro.

W la Palestina libera, Falestin hurra!

Pagina 8 del numero 230 Uscito sul numero 230 (Giugno 2021), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero