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ANNO SCOLASTICO 2020/21
La situazione insolita della comunità cinese
Intervista a Maria Omodeo.
Valentina Baronti · Fuori Binario n. 230, Giugno 2021, pagina 3
Se per qualcuno il problema è stata la Dad, per altri è stata piuttosto la scuola in presenza, soprattutto nel caso degli alunni di origine cinese, che hanno subito più di altri le conseguenze della pandemia. Maria Omodeo, della cooperativa Tangram, se ne è occupata sia con la cooperativa che con il progetto "Apriti Sesamo", di cui Tangram è partner.
I bambini di origine cinese hanno frequentato la scuola quest'anno?
Nella stragrande maggioranza sono rimasti a casa da subito, anche perché avevano condizioni abitative e familiari tali da non poter gestire le quarantene. Ci sono state poi scuole private che si sono autodefinite 'parentali', che hanno fatto girare voce che i genitori potevano segnare lì i figli per corsi on line e farli poi rientrare in aula quando la situazione sanitaria sarebbe migliorata. Cosa che ovviamente non era possibile, senza un esame di fine anno.
Come siete intervenuti?
Abbiamo proposto subito diversi progetti, da una parte per una reciproca informazione con le famiglie di lingua cinese e dall'altra per facilitare il potenziamento dell'italiano per gli studenti, con il progetto 'Apriti Sesamo' e con attività doposcuola tenute da volontari.
Qual è stata la risposta?
È stata sorprendente. In tanti hanno continuato a frequentare nel pomeriggio, anche una volta rientrati in presenza, sia perché famiglie e studenti sono consapevoli di essere rimasti indietro a causa delle tante assenze a scuola, sia perché si è creata una piccola comunità virtuale.
Possono essere recuperati?
Fra dicembre e gennaio, la maggior parte di loro è tornata a frequentare la scuola in presenza, non hanno perso il contatto con l'impegno per lo studio. Ai nostri corsi doposcuola abbiamo avuto 629 iscritti, di cui oltre 400 hanno ricevuto l'attestato di partecipazione e i risultati dei percorsi sono stati condivisi, per quanto possibile, con gli insegnanti delle scuole. Questo per quanto riguarda l'area fiorentina.
A Prato invece cosa è successo?
Di Prato hanno partecipato in pochissimi, quindi abbiamo meno il polso della situazione. Sappiamo che in tanti si sono iscritti alla scuola parentale, nell'intento di non perdere l'anno. Ma a quanto ne so, ancora molti non sono tornati in presenza e sarà difficile che possano superare l'esame con serenità.
Qual è il rischio?
La china in cui si rischia di scivolare è pericolosissima. Il senso di esclusione che stanno vivendo tante famiglie di origine cinese potrebbe incentivare la strutturazione di scuole private, che si autodefiniscono come più sicure. È un rischio molto sottovalutato, che ci porterebbe dritti verso una scuola di classe, connotata etnicamente, un grave smacco per le politiche di inclusione.
(VB)
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Uscito sul numero 230 (Giugno 2021), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
