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Archivio › Fuori Binario n. 229 · Maggio 2021 › pagina 6

STATI UNITI

The right thing

Alla scoperta del collettivo californiano "Socialists of Caltech". In lotta per il diritto alla casa, solidali coi senza fissa dimora.

Radio Wombat · Fuori Binario n. 229, Maggio 2021, pagina 6

Parlare del problema abitativo a Los Angeles potrebbe sembrare strano, perchè è un luogo lontanissimo da noi e abbiamo già abbastanza problemi simili a Firenze e in Italia in generale. È però interessante capire come esistano anche negli Stati Uniti, il paese che attualmente traina l'economia mondiale, movimenti ispirati alla sinistra di base. E che non si limitino a sopravvivere, ma sappiano aprire vertenze e lotte e costruire una presenza territoriale. Potete ascoltare il podcast completo della trasmissione al link http://miseve.vado.li. Vi troverete un'intervista ad un esponente del collettivo "Socialists of Caltech". Chiamarsi "Socialists" in quel degli Usa è una forte presa di campo, in una paese nel quale per anni si è cercato di epurare quel termine. L'intervista parla del diritto all'abitare a fianco del sindacato degli inquilini di Los Angeles.

Studenti e attivisti

I "Socialists of Caltech" sono un gruppo di studenti e universitari del Technological Institute of California. L'approccio del collettivo è però andare oltre le vertenze universitarie e partecipare attivamente ai problemi del tessuto urbano circostante. Hanno deciso per questo di legarsi alla lotta del sindacato dell'area di Pasadena. In quella zona la condizione di affittuario è un fenomeno fortemente legato alle classi medio/basse, quello che nell'intervista è indicato sommariamente come proletariato urbano. La normalità abitativa viene considerata la proprietà della casa, seppure sia appannaggio di una minoranza della popolazione. Chi affitta si ritrova in una condizione di apparente eccezionalità e ha pochissime tutele.

In verità il campo di intervento dei "Socialists" è un poco più ampio, perché gli affittuari vengano fatti rientrare in una categoria di persone che non possiedono stabilmente una dimora, ovvero non hanno i mezzi per poter diventare proprietari di casa, come anche i senza fissa dimora e la popolazione carceraria. La questione abitativa diventa così il minimo comune denominatore di una classe di persone e contribuisce ad unire le lotte di un tessuto urbano più ampio e meno frammentato rispetto ad esempio alle questioni del mondo del lavoro. La loro stessa condizione di studenti li vedrebbe come elementi estranei da queste ultime vertenze, ma considerando invece le esigenze e le condizioni di vita legate ai problemi dell'abitare emerge un comune filo conduttore.

La proposta di legge sugli affitti

La sfera d'azione dei "Socialists" viene con naturalezza inserita all'interno del discorso antirazzista, perché non si può prescindere dal fatto che siano le comunità nere e latine a subire le maggiori pressioni sul tema della casa. Il sindacato degli inquilini non ha avuto dubbi nell'appoggiare fin da subito le proteste che hanno seguito l'omicidio di George Floyd, per testimoniare come la questione abitativa in quei luoghi sia conseguenza di un problema più ampio e molto radicato a tutti i livelli della società americana. Gli interventi che il sindacato mette in campo sono vari e spaziano da una proposta di legge per imporre un calmiere dei prezzi dell'affitto, che in America suona come una bestemmia alla proprietà privata, fino all'azione diretta con picchetti antisfratto, occupazioni di case, e uno sportello di assistenza legale. È interessante rilevare come di fatto utilizzino strategie e tattiche molto differenti, ben coscienti dell'esigenza di contrastare un sistema legislativo che offre pochi appigli, progettato per favorire in ogni modo la proprietà privata, anche quando questa entri in aperto conflitto con la giustizia sociale.

Pagina 6 del numero 229 Uscito sul numero 229 (Maggio 2021), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero