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Archivio › Fuori Binario n. 229 · Maggio 2021 › pagina 10

IL POTERE E LA PANDEMIA

Covid19, l'occasione per un salto evolutivo che rischiamo di perdere

L'incomunicabilità tra scienza e politica durante l'emergenza.

Felice Simeone · Fuori Binario n. 229, Maggio 2021, pagina 10

L'esplosione del Covid19 ha imposto il confronto tra politica e scienza. Dopo un anno di malattia e di morte, tuttavia, registriamo un'incomprensione frequente e, non di rado, l'incomunicabilità fra scienziati e politici. Le ragioni sono molteplici e complesse, ma possiamo intuirne qualcuna con un gioco molto semplice.

Guardate l'immagine qui al centro: qual è la linea orizzontale più lunga fra le due? Facile: quella sotto è più lunga. Ora prendete un righello e misurate le due linee: sono uguali. La misurazione è l'atto che definisce la scienza, che quindi, più che un sapere, è un metodo per testare le percezioni immediate della realtà. La difficoltà a capire la scienza è fondamentalmente resistenza ad accettare le conclusioni controintuitive a cui perviene. Cosa ci dice la nostra esperienza quotidiana della forma della Terra? Che è piatta. Eppure...

Le percezioni immediate della realtà sono le fondamenta, invece, della costruzione del consenso politico populista e della conservazione del potere: dalla condanna di Galileo fino alla temuta invasione odierna degli stranieri, chiunque ha voluto prendere il potere non ha fatto altro che puntare il dito ad indicare l'ovvio, l'apparente. L'ideologizzazione del Covid19 non è che l'ultimo esempio: mettere la mascherina è diventato un atto di sinistra, levarsela è di destra; chiudere è di sinistra, aprire è di destra. A questo si aggiunge l'incredibile onda di razzismo, nei primi mesi, verso chiunque avesse occhi a mandorla.

Su un livello diverso da quello della propaganda anche gli amministratori genuinamente preoccupati della nostra salute hanno messo in atto soluzioni rassicuranti perché ovvie: non c'era bisogno di un comitato tecnico-scientifico, infatti, per concepire il "tutti chiusi in casa" quale misura per annullare i contatti fra persone, a cui, in nome della prevenzione, sono stati negati persino i funerali dei familiari uccisi dal virus aprendo ferite che non guariranno mai. Devo concludere, allora, che i nostri governanti ignorano che la "gestione del rischio" è una scienza matura e in grado di elaborare strategie sostenibili di controllo dei contatti fra persone e virus a patto di non considerare, controintuitivamente, la pandemia un fatto esclusivamente sanitario-biologico.

Sappiamo ancora troppo poco, ma dobbiamo registrare l'assenza di un dibattito sulla gestione ampia del rischio che ha impedito a competenze, apparentemente lontane dalla lotta al virus, di proporre e testare strategie di riduzione del contagio oltre, o in aggiunta, a quelle biologico-sanitarie.

La natura ci ha insegnato che gli organismi sotto attacco rispondono ad una minaccia evolvendosi. Nel breve periodo, gli umani reagiscono molto più efficacemente di altre specie adattando la propria struttura sociale al nuovo contesto, soprattutto generando nuova cultura e nuove conoscenze. Attraversare questa pandemia ci fornisce l'opportunità di vivere questa evoluzione.

Per non sprecare questa occasione gli scienziati dovranno imparare che governare, arginare una malattia che ha infettato ogni aspetto del nostro vivere, comporta il confrontarsi con un livello di complessità molto più alto di quello che di solito si riscontra in un laboratorio di ricerca. Dal canto loro, i politici dovranno perseguire una visione dei problemi che vada oltre l'apparente e l'ovvio, e richiedere agli scienziati soluzioni che permettano la comprensione di un problema al di là della sua percezione immediata. Al momento, il dubbio che stiamo perdendo l'occasione di questo salto evolutivo è molto forte.

Pagina 10 del numero 229 Uscito sul numero 229 (Maggio 2021), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero