Archivio › Fuori Binario n. 228 · Aprile 2021 › pagina 5
GEOPOLITICA
Quanta sofferenza ancora in Palestina?
La testimonianza di Micol Savia, avvocata dei Giuristi Democratici.
Radio Wombat · Fuori Binario n. 228, Aprile 2021, pagina 5
Buongiorno Palestina è una trasmissione di Radio Wombat che segue l'evoluzione della questione palestinese nei territori occupati. Nella puntata numero 72 abbiamo proposto un intervento di Micol Savia, avvocata, rappresentante dell'Associazione Internazionale dei Giuristi Democratici (IADL), un'organizzazione fondata nel 1946 che riunisce avvocati e giuristi di tutto il mondo e che ha rappresentanti permanenti presso le Nazioni Unite a New York, Ginevra, Parigi e Vienna. Micol Savia offre un resoconto documentato delle violazioni del diritto internazionale commesse dallo Stato di Israele.
Mezzo secolo di occupazione
Prima di tutto c'è l'aggressione: da oltre 50 anni Israele occupa illegalmente la Striscia di Gaza, la Cisgiordania, Gerusalemme Est ed il Golan siriano. Sono centinaia le risoluzioni delle Nazioni Unite che gli intimano di ritirarsi, a cominciare dalle Risoluzioni 242 (1967) e 338 (1973) del Consiglio di Sicurezza. L'invasione militare e l'occupazione, così come l'annessione, sono atti di aggressione proibiti dal diritto internazionale. Il divieto di acquisizione di un territorio con la forza e il diritto dei popoli all'autodeterminazione sono principi cardine del diritto internazionale, non ammettono deroghe né eccezioni. La guerra di conquista è catalogata come crimine contro la pace fin dai tempi del processo di Norimberga.
Crimini di guerra
Lo Stato di Israele ha commesso nel passato, e commette ancor oggi, crimini di guerra; in quanto Potenza occupante, nei territori occupati è tenuto a rispettare le norme del diritto internazionale umanitario e in particolare quelle stabilite dalle Convenzioni di Ginevra per proteggere coloro che in caso di conflitto, per una ragione o per l'altra, si ritrovano "nelle mani" del nemico e sono, pertanto, particolarmente vulnerabili: i feriti, i prigionieri di guerra e la popolazione civile dei territori occupati. Fin dall'inizio dell'occupazione, Israele ha ripetutamente e sistematicamente violato le previsioni della Quarta Convenzione di Ginevra, relativa alla protezione dei civili. E lo ha fatto alla luce del sole, sottoponendo la popolazione civile siriana e palestinese ad ogni tipo di vessazione: detenzioni arbitrarie, esecuzioni extragiudiziali, attacchi militari indiscriminati, privazione dei mezzi di sostentamento, costruzione di insediamenti illegali, trasferimento di popolazione, demolizione di case, punizioni collettive, trattamenti crudeli e disumani, etc.
Apartheid e violazioni nell'indifferenza
Si passa poi all'apartheid, cioè l'insieme di norme che discriminano su base etnica o religiosa stabilendo una disuguaglianza di diritti tra la popolazione. Così come definito dalla Convenzione Internazionale per la soppressione e la punizione del crimine di apartheid, si tratta di un vero e proprio crimine contro l'umanità. Infine vi sono le violazioni massive e sistematiche dei diritti umani. Israele è parte di quasi tutti i principali trattati internazionali in materia di diritti umani, ma, inutile dire, le autorità israeliane violano tutti i diritti umani dei palestinesi - civili, politici, economici, sociali e culturali - in forma massiva e sistematica. Purtroppo ad oggi a Ginevra, durante le sessioni del Consiglio dei Diritti Umani, quando si discute la situazione nei territori occupati, le delegazioni dei paesi occidentali e di molti paesi latinoamericani boicottano semplicemente il dibattito. Consentendo il perpetuarsi dell'attuale situazione.
Podcast della trasmissione su http://bp72.vado.li/
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Uscito sul numero 228 (Aprile 2021), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
