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POVERTÀ SANITARIA
La salute diseguale ai tempi del Covid
In pandemia crescono povertà e malattie. Mezzo milione di persone non si cura più per motivi economici. In Toscana assistite 25mila persone con le donazioni in farmacia.
Beatrice Montini · Fuori Binario n. 228, Aprile 2021, pagina 5
Lo scoppio della pandemia ha colpito il sistema economico e sociale italiano in "forme e intensità allarmanti e imprevedibili". Così l'Istat, nel recente Rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes), evidenzia il duro impatto del Covid sugli italiani. I dati dicono che il 28,8% delle famiglie ha dichiarato un peggioramento della situazione economica rispetto all'anno precedente. Anche "numeri" relativi alla crescita delle persone indigenti parlano da soli: secondo una stima preliminare per il 2020, oltre 5,6 milioni di individui si trovano in condizione di povertà assoluta in Italia, con un'incidenza media pari al 9,4%, rispetto al 7,7% del 2019. Si tratta dei valori peggiori dal 2005.
Più poveri al nord
La povertà cresce soprattutto al Nord: qui la percentuale di poveri assoluti passa dal 6,8% al 9,4%, mentre al Centro passa dal 5,6% al 6,7% e al Sud dal 10,1% all'11,1%. Più colpite le famiglie con bambini e ragazzi. Gli under 18 sotto la soglia di povertà sono 1 milione e 346 mila (il 13,6%): ancora una volta il valore più alto dal 2005. E, infine, secondo un altro recente rapporto, una persona su due che adesso si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta.
Stili di vita miseri favoriscono le malattie
L'aumento della povertà assoluta ha effetti diretti anche sulla salute degli individui: le persone più abbienti stanno meglio, si ammalano di meno, vivono più a lungo. Come ha scritto anche Michael Marmot nel libro "La salute disuguale" (2016), chi è socialmente più disagiato, con una scolarità più bassa, si ammala di più perché è più esposto a stili di vita non salutari e ad ambienti di vita più degradati. Un esempio su tutti è dato dalla distribuzione dell'obesità: mettendo a confronto i due estremi - cioè il 10% della popolazione più svantaggiata con il 10% dei meno disagiati - la prevalenza dell'obesità nel primo gruppo è il doppio rispetto al secondo.
Chi è povero spende solo 3,77 euro al mese in farmaci
In Italia la capacità di spesa pro capite mensile per le cure mediche è di circa 65 euro per chi non ha particolari difficoltà economiche, chi si trova in una situazione di indigenza ha invece a disposizione massimo 10,15 euro. La situazione - spiegano ancora i ricercatori - è aggravata dal fatto che le persone povere spendono il 63% del loro budget sanitario mensile per acquistare farmaci da banco e destinano solo 3,77 euro alle altre cure necessarie, di cui fanno parte anche quelle a scopo preventivo (per questo tipo di spese le persone non povere investono 36,82 euro, cioè 10 volte di più).
173 mila persone hanno rinunciato del tutto a curarsi
Il risultato? Secondo l'ultimo "Rapporto sulla Povertà Sanitaria di Banco Farmaceutico" 434 mila persone hanno dovuto rinunciare nel 2020 all'acquisto di medicinali di cui avevano bisogno per ragioni economiche e 173 mila hanno rinunciato del tutto a curarsi perché non hanno chiesto aiuto agli enti assistenziali. Oppure hanno chiesto aiuto ma, in molti casi, gli enti che fornivano loro sostegno, avevano subito l'impatto della pandemia: "Il 40,6% ha sospeso alcuni servizi. Il 5,9% ha chiuso e non ha ancora riaperto", conferma Luca Pesenti, docente di Sociologia alla Cattolica di Milano e direttore della ricerca.
Oltre 33.000 i farmaci donati in Toscana
Sono oltre 1.800 gli enti assistenziali che - in collaborazione con il Banco Farmaceutico - distribuiscono medicinali a chi non riesce ad acquistarli. Ogni anno, di solito a febbraio, viene organizzata un'iniziativa nazionale di raccolta attraverso le farmacie a cui tutti possono partecipare. I medicinali più richiesti sono quelli per il tratto alimentare, per il sistema nervoso e per quello muscolo-scheletrico, per le malattie metaboliche e per l'apparato respiratorio, ma servono anche presidi medici e integratori alimentari. Nell'edizione 2020 sono stati raccolti a livello nazionale 541 mila farmaci, pari a 4 milioni di euro. In Toscana le 33.840 confezioni di farmaci raccolte in 301 farmacie (pari a un valore di 248.000 euro) hanno contribuito a curare circa 25 mila persone.
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Uscito sul numero 228 (Aprile 2021), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
