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DIRITTI
Il virus delle diseguaglianze
Redazione · Fuori Binario n. 227, Marzo 2021, pagina 5
I vaccini non dimentichino i più deboli. Perché nemmeno il Covid è uguale per tutti. Se è accertato che ogni malattia ha un impatto maggiore su chi si trova in stato di difficoltà e di disagio, ciò è ancor più vero quando si tratta della pandemia in corso. Vaccini permettendo, appunto. Considerato che anch'essi, rischiano di rappresentare un paradigma delle disparità.
Il "virus delle diseguaglianze", come è stato definito, ha portato allo scoperto tutte le patologie strutturali del modello economico neoliberale e delle sue diramazioni: l'aspetto sanitario e quello sociale si intersecano con effetti potenzialmente devastanti. E ci sono luoghi interni alla nostra società nei quali le covid-disuguaglianze diventano ancor più evidenti, luoghi in cui la "via di fuga" dal virus quasi non esiste oppure è strettamente correlata alla natura stessa della struttura: ospedali, rsa, istituti penitenziari.
Fra tutti, le carceri restano le più dimenticate. Certo è che gestire l'impatto della pandemia sul sistema carcerario è una sfida irrinunciabile in uno Stato di diritto e di diritti. Strutture da sempre alle prese con gli alti tassi di sovraffollamento, in cui le persone diventano ancor più vulnerabili al virus: il necessario distanziamento sociale è difficile mentre, d'altro canto, si accentua il senso di reclusione per il divieto di visita.
Così, accanto alla richiesta di provvedimenti più forti per ridurre una popolazione carceraria troppo spesso "classista", urge che la campagna di vaccinazione all'interno degli istituti di pena diventi una priorità e che, dopo l'appello del Garante dei detenuti Mario Palma, della senatrice Liliana Segre - che ha presentato un'interrogazione parlamentare affinché "chi è prigioniero non diventi più prigioniero" - dopo i richiami dei Garanti regionali, si proceda alla "doverosa tutela della vita e della salute di chi non ha autonomia di movimento e decisionale".
Richiami sollecitati e rilanciati dall'associazione Antigone: "Sentimenti di odio, risentimento, paura, non devono giocare alcun ruolo in una tale decisione. Non c'è tempo da perdere".
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Uscito sul numero 227 (Marzo 2021), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
