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Archivio › Fuori Binario n. 287 · Settembre 2026 › pagina 8

GRANDI OPERE

Stazione Foster, la grande opera inutile

Guido Leoni · Fuori Binario n. 287, Settembre 2026, pagina 8

Tanti anni fa, quando ero ragazzo, presi la residenza vicino a via Circondaria. Avevo notato che c'erano dei lavori importanti: demolizioni, grossi camion per il trasporto di materiali, silos, etc.

Un giorno davanti ai cancelli di quel cantiere incontrai Tiziano Cardosi, ferroviere in pensione, promotore del Comitato No Tunnel Tav. Feci la tessera del comitato e cercai di informarmi sulle criticità e i rischi legati alla perforazione vicino all'abitato. Il comitato aveva dalla sua parte un manipolo di ingegneri, geologi ed altri professionisti. Si erano presi la briga di verificare il progetto della futura stazione Foster e del passante dell'alta velocità in qualità di cittadini attivi e indipendenti da pressioni politiche ed economiche, nell'interesse di tutti. Poi qualcuno mi disse che la probabilità che la mia casa ricevesse dei danni era scarsa, misi in secondo piano l'argomento e lasciai scorrere gli anni senza partecipare a quella lotta.

Adesso la parte strutturale della stazione è quasi conclusa, le due frese da 1.500 tonnellate sono ferme e, dopo aver finito il tunnel che va da Campo di Marte alla Foster, a breve riprenderanno a scavare per completare il collegamento verso Castello, precisamente in zona Tre Pietre.

Le frese passeranno a poche decine di metri in linea d'aria da dove abito. La mia gatta non si fida a stare dentro casa, percepisce come un forte terremoto costante, quando lavorano.

Sono quindi tornato a parlare con Tiziano, prima di tutto come residente direttamente interessato. E la mia domanda principale era questa: cosa c'è di tanto sbagliato in questa opera, perché dedicare tutto questo impegno di controinformazione? I tecnici del comitato ci hanno scritto pure un libro... cos'è che proprio non va?

Tiziano mi dice che si tratta di un esempio di grande opera inutile. Partendo dai numeri: un costo di circa 3 miliardi di euro di denaro pubblico (per fare un esempio, corrisponde al costo annuale di tutti i servizi della salute mentale in Italia), più di 20 anni per la realizzazione, 3 inchieste giudiziarie (di cui una in corso sul caporalato), almeno 40 edifici danneggiati in zona tra via Masaccio e Viale Don Minzoni senza che se ne sapesse niente. Le inchieste del 2013 e 2015 hanno rivelato un sistema di corruzione, truffe e danni ambientali, in particolare riguardo allo smaltimento delle terre di scavo.

Ma questi dati da soli dicono ancora poco, se non esistesse un'altra possibilità. Se l'obiettivo delle ferrovie fosse stato esclusivamente quello di avere più binari per evitare l'interferenza continua che abbiamo a Firenze tra treni ad alta velocità e regionali, bastava un progetto di superficie, vale a dire una coppia di binari affiancati a quelli esistenti. E qui avremmo avuto altri numeri, secondo le stime: 300 milioni (un decimo del costo), un lavoro di pochi anni, insomma molta meno trippa per gatti. Inoltre avere due stazioni lontane tra loro fa lievitare i costi e dal punto di vista dei trasporti può solo peggiorare la situazione.

Pagina 8 del numero 287 Uscito sul numero 287 (Settembre 2026), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero