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Archivio › Fuori Binario n. 287 · Settembre 2026 › pagina 8

GRANDI OPERE

Cantieri tramvia, 87 imprese senza nome

Il Comune non ha l'elenco aggiornato, alla faccia del protocollo firmato nel 2024.

Alberto Ottanelli · Fuori Binario n. 287, Settembre 2026, pagina 8

Basta fare un giro in città per rendersene conto, Firenze è piena di cantieri dal forte impatto sui suoi abitanti: traffico, rumore, deviazioni stradali, interruzioni. Spesso i fiorentini si lamentano, un po' per una innata tendenza caratteriale, un po' per motivazioni più serie legate alla qualità della vita e dell'aria che respiriamo. Ma raramente, purtroppo, i cittadini si fermano a pensare a chi in quei cantieri ci lavora, a quali condizioni, con quali paghe, con quali tutele.

Alcune recenti inchieste giornalistiche hanno fatto luce sul sistema dei subappalti nel cantiere della stazione Foster dell'Alta velocità e in quelli per la realizzazione della tramvia per Bagno a Ripoli. Nel primo caso è stato documentato un sistema di caporalato ai danni dei lavoratori stranieri, costretti a restituire in nero parte del salario; nel secondo caso è emerso che in poche centinaia di metri di lavori, in viale Giannotti, operano ben 87 aziende tra affidatarie, esecutrici e subappaltatrici e che il Comune non sa chi sono.

Lo schema si ripete sempre uguale: il pubblico affida al privato il compito di progettare e realizzare l'opera ed è quest'ultimo ad avere la responsabilità di scegliere le imprese che ci lavorano, firmando anche le autorizzazioni per i subappalti, in una catena potenzialmente lunghissima.

Tutto formalmente regolare. Se non che nel 2024, all'indomani della tragedia che costò la vita a cinque persone impegnate nella costruzione del nuovo centro commerciale Esselunga di via Mariti, il Comune aveva annunciato, con grande eco mediatica, la firma di un protocollo con le maggiori sigle sindacali che aveva l'obiettivo dichiarato di fermare il sistema dei subappalti a cascata, vietare i ribassi sul costo del lavoro, istituire un tavolo permanente sulla sicurezza. Da allora, però, nessun atto concreto è stato approvato per rendere effettive le prescrizioni di tale protocollo, e le interrogazioni in merito presentate alla Giunta comunale da parte del consigliere di opposizione Dmitrij Palagi non hanno per ora ottenuto risposta. In questo momento, dunque, sappiamo che i cantieri ci sono, ma paradossalmente non sappiamo chi ci lavora, perché l'elenco aggiornato delle imprese coinvolte e dei subappalti autorizzati non è nelle mani del Comune.

Come sempre, a farne le spese sono gli operai, perché più la catena si allunga più è facile penetrarne le maglie, a suon di ribassi sui salari e sulle condizioni di sicurezza. Specialmente se alle buone intenzioni annunciate non corrispondono azioni conseguenti.

Pagina 8 del numero 287 Uscito sul numero 287 (Settembre 2026), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero