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ATTUALITÀ
La privatizzazione dell'attesa
Redazione · Fuori Binario n. 287, Settembre 2026, pagina 13
I FrecciaClub delle principali stazioni ferroviarie italiane sono l'emblema del capitalismo reale, al di là dell'ideologia. Dopo aver chiuso tutte le sale d'aspetto pubbliche, sono stati creati questi spazi privati, accessibili solo a chi spende moltissimi soldi all'anno sui treni più cari, le Frecce.
Naturalmente non sono frequentati dai veri ricchi (che, se costretti a un viaggio in treno, si stupiscono di quanto è brutto il mondo che hanno creato, ma nel quale non sono costretti a vivere - vi ricordate l'articolo "indignato" di Alain Elkann?), ma da chi viaggia molto per lavoro, spesso schiavo di se stesso e del precariato.
Sono comunque salette "esclusive", con divanetti, musica soffusa, inservienti sorridenti, bevande e cibo offerti... Tutto è pensato per trasmettere una sensazione di privilegio, una netta separazione di classe con i "poveri" (con la r moscia) che non hanno manco più una panca su cui sedersi e sono costretti a comprarsi un caffè al bar al doppio del prezzo normale.
Come sempre, il capitalismo ruba ai poveri per donare ai ricchi, col supporto di una classe media illusa da qualche ridicolo privilegio.
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Uscito sul numero 287 (Settembre 2026), a pagina 13. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
