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Archivio › Fuori Binario n. 287 · Settembre 2026 › pagina 10

INFOGRAFICA

L'inutile pugno di ferro della destra

Minori imputabili, pene severe, stretta "anti-maranza": un delirio repressivo privo di fondamento e controproducente.

Felice Simeone · Fuori Binario n. 287, Settembre 2026, pagina 10

La vocazione repressiva del governo più a destra della storia repubblicana spinge, da tempo, a sovvertire l'impianto riabilitativo della giustizia minorile italiana che ha sempre messo al centro il percorso educativo del ragazzo. La politica, invece, invoca l'adozione di misure più dure, spesso esasperando casi di cronaca ed ingigantendo fenomeni marginali (basti pensare ai cosiddetti "maranza"). I dati pubblicati dallo stesso Ministero della Giustizia, però, raccontano una realtà diversa da quella spesso evocata nel dibattito pubblico.

Al 31 dicembre 2025 i minorenni e i giovani adulti fino a 25 anni seguiti dai servizi della giustizia minorile sono 17.647 (dato del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità). La maggior parte, 16.930, è in carico agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM), il vero motore del sistema. Solo una minoranza si trova ristretta: 572 ragazzi negli Istituti Penali per i Minorenni (cioè, carceri minorili), e circa 1.240 in comunità residenziali. Il resto vive percorsi che puntano a mantenere il legame con la famiglia e il territorio.

Lo strumento cardine della riabilitazione di questi giovani resta la messa alla prova, che sospende il processo e apre un percorso fatto di volontariato, studio e formazione, senza il marchio stigmatizzante della condanna: è questa la misura più diffusa nel circuito penale minorile e ne beneficiano 3.387 ragazzi, di cui 2.792 in comunità, un'alternativa al carcere. La comunità permette un lavoro educativo e clinico intensivo, mentre l'Istituto Penale rimane l'ultima risorsa, riservata ai reati più gravi o ai casi in cui altre strade non sono percorribili. Anche Fuori Binario, o più precisamente l'associazione, Periferie al Centro, nostra editrice, è una comunità che ospita messe in prova, nel nostro caso di persone adulte.

Il nodo più controverso del recente dibattito politico riguarda i minori di 14 anni. La cronaca e certa politica raccontano un'emergenza, quasi si trattasse di un fenomeno dilagante e fuori controllo. I dati, però, la ridimensionano nettamente: nel 2025 i minori di 14 anni in carico agli USSM sono stati appena 153, pari all'1,3 per cento del totale di tutti i ragazzi seguiti dal sistema. Un numero che dovrebbe far riflettere su quanto siano davvero proporzionate, rispetto al fenomeno reale, le risposte legislative attualmente in discussione in Parlamento.

Il decreto Caivano (di cui Fuori Binario si è occupato nel numero 283 di Aprile 2026) ha già segnato un cambio di rotta, con misure più severe e un dibattito riacceso sull'imputabilità. Le proposte del governo, che vanno dall'abbassamento della soglia minima di età penale a un irrigidimento delle pene per i 14-18 anni, disegnano un modello di adultizzazione del processo minorile: si tratta di risposte rapide al bisogno di sicurezza percepito dall'opinione pubblica, ma che si scontrano con la natura ancora in formazione dell'adolescente.

Resta da chiedersi se questa linea sia davvero efficace, oppure se risponda più a un'esigenza di consenso politico immediato che a una reale strategia di prevenzione. Magistrati minorili e associazioni di settore, come l'Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, avvertono da tempo che anticipare la risposta penale può essere controproducente. Il carcere più severo, infatti, non affronta le cause profonde del disagio giovanile, spesso legate a povertà educativa, marginalità sociale e abbandono scolastico, e rischia al contrario di spezzare quei legami familiari e comunitari che permettono il reinserimento, producendo così un possibile effetto criminogeno anziché deterrente.

La sfida, allora, non è alzare muri repressivi destinati a restare semplici norme-manifesto, buone per un titolo di giornale ma poco incisive sulla realtà, quanto investire seriamente in risorse umane e sociali capaci di intercettare il disagio prima che si trasformi in reato. Dalla capacità di custodire la vocazione pedagogica del sistema, senza farla piegare alla ricerca di un consenso immediato e superficiale, dipende in larga parte il futuro di migliaia di ragazzi che, va ricordato, sono ancora in una fase cruciale della loro crescita.

I numeri della giustizia minorile italiana (al 31 dicembre 2025)

  • 17.647 minorenni e giovani adulti fino a 25 anni seguiti dai servizi della giustizia minorile
  • 16.930 in carico agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM)
  • 572 ragazzi negli Istituti Penali per i Minorenni (carceri minorili)
  • circa 1.240 in comunità residenziali
  • 3.387 ragazzi in messa alla prova, di cui 2.792 in comunità
  • 153 i minori di 14 anni in carico agli USSM nel 2025, pari all'1,3 per cento del totale

Pagina 10 del numero 287 Uscito sul numero 287 (Settembre 2026), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero