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COMUNITÀ
Scrivere dal carcere, in italiano
Claudio Pedron e i suoi allievi detenuti.
Redazione · Fuori Binario n. 286, Estate 2026, pagina 8
Oltre ad essere un amico di lunga data di Fuori Binario, Claudio Pedron è anche un maestro elementare che dal 1997 insegna italiano a detenuti stranieri nel carcere di Sollicciano. In un istituto dove l'80% dei reclusi è di origine non italiana, il doppio della media nazionale. Dal 2001 al 2015 Claudio ha raccolto circa 300 temi scritti dai suoi allievi adulti, alle prime prove con la lingua italiana. I titoli sono semplici (La mia famiglia, La mia cella, Il mio futuro) e le calligrafie incerte, ma capaci di restituire voci molteplici: cronache, introspezioni, fanfaronate, fantasie. Parafrasando il titolo del libro Io speriamo che me la cavo di Marcello D'Orta, Claudio ha immaginato di intitolare la raccolta Io speriamo che esco. L'antologia è rimasta a lungo nel cassetto, ma è adesso disponibile sul blog altrochemestre.it. Da questo diario a più voci emerge la personalità del maestro, che non esita a mettersi a nudo di fronte ai suoi allievi, ma anche la ricchezza e l'umanità di cui, a dispetto di un certo cinismo molto diffuso, anche il carcere è ricco.
https://altrochemestre.it/2026/05/27/scrivere-dal-carcere-in-italiano-1/
--- Segnalazione della Redazione, "Scrivere dal carcere, in italiano", Fuori Binario n.286
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Uscito sul numero 286 (Estate 2026), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
