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DIRITTO INTERNAZIONALE
Tutti gli occhi sulla Palestina
L'azione della Flotilla riporta l'attenzione sul genocidio: boicottiamo Israele
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 285, Giugno 2026, pagina 2
Antonella Bundu e Dario Salvetti, i due attivisti fiorentini che hanno fatto parte dell'ultima missione della Global Sumud Flotilla, denunciano abusi, torture e violenze di ogni genere, ma ricordano: "Quello che abbiamo subito non è niente rispetto a quello che vivono i palestinesi quotidianamente, perché noi sapevamo che quelle interminabili ore avrebbero avuto una fine. Tutti gli occhi devono rimanere puntati sul genocidio e su quello che possiamo fare per fermarlo".
Il principio che ha spinto la nuova missione della GSF, oltre all'apertura di un corridoio umanitario verso Gaza, è la necessità di ribaltare la narrazione della tregua, perché il genocidio a Gaza non si è mai fermato e da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco, sono morte quasi 800 persone. Bundu e Salvetti sono stati tra gli ultimi ad essere rapiti dalla Marina militare israeliana quando erano a meno di 100 miglia nautiche da Gaza. Dopo un abbordaggio violento e con l'utilizzo di proiettili di gomma, sono stati trasportati su una nave prigione/lager dove hanno subito trattamenti inumani con soprusi fisici e psicologici che hanno messo a dura prova tutto l'equipaggio: percosse, aggressioni, pestaggi, violenze sessuali, utilizzo dei taser sul collo, su parti bagnate e sui genitali. Privati dei documenti hanno trascorso lungo tempo in posizioni impossibili, buttati a terra tutta la notte al freddo, con le mani legate tanto strette da sanguinare, senza cibo né acqua se non in quantità simbolica.
Mentre il disinteresse delle politiche internazionali sta cancellando la Palestina, mentre il Governo italiano si è espresso sminuendo l'azione di GSF e continua a non prendere le distanze da quello che lo Stato d'Israele ha compiuto durante la guerra e continua a compiere, dall'altra parte GSF valuta cosa si può fare: per iniziare vuole escludere qualsiasi meccanismo di complicità intensificando il boicottaggio dell'economia israeliana; poi annuncia che esperti legali internazionali stanno lavorando a procedimenti giudiziari per attaccare l'impunità dello Stato d'Israele. C'è l'intenzione di avviare un'azione presso la Corte Penale Internazionale contro Israele e i governi che hanno coperto e appoggiato questi crimini per richiedere sanzioni e risarcimenti.
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Uscito sul numero 285 (Giugno 2026), a pagina 2. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
