Archivio › Fuori Binario n. 285 · Giugno 2026 › pagina 5
DIRITTO ALL'ABITARE
Minaccia di darsi fuoco dopo lo sfratto senza preavviso
Sandro Targetti · Fuori Binario n. 285, Giugno 2026, pagina 5
La minaccia di darsi fuoco davanti al Tribunale di Firenze non è un gesto casuale, ma determinato da una grande disperazione. Il fatto risale all'inizio di maggio e riguarda una signora di 47 anni privata della casa popolare con un provvedimento vissuto come ingiusto, su cui occorre riflettere.
Quando nell'autunno scorso come Sportello Solidale Casa-Rete Antisfratto Area Fiorentina scrissi all'Assessore alla Casa del Comune di Signa per invitarlo a ripensare la decisione di attuare la decadenza dalla casa popolare della famiglia della signora (con la discutibile accusa di aver abbandonato l'alloggio) e individuare provvedimenti alternativi per risolvere e sanare una situazione già molto critica dal punto di vista sociale, relazionale, economico e di salute, ero consapevole che togliere la casa, la residenza (già cancellata nel giugno 2025) e dunque anche l'assistenza sanitaria, avrebbe comportato conseguenze disastrose, vista la quasi impossibilità di trovare un'altra abitazione nel libero mercato. Il SUNIA, che aveva in tutela la signora, propose, in alternativa alla decadenza, un cambio alloggio con un'altra famiglia, per risolvere difficoltà di convivenza presenti in quel condominio, e un piano di rientro dalla morosità da concordare con la signora.
Il Comune sembrava disponibile, ma prese tempo prima di fissare un incontro per definire la questione, fino a quando il 25 marzo scorso, senza alcun preavviso, la signora venne sfrattata da ben 12 carabinieri e 2 vigili urbani. Da allora è stato chiesto al Comune, senza alcun risultato, di ripristinare la residenza e indicare una soluzione abitativa anche temporanea, considerato che la signora era rimasta per strada, aiutata unicamente dalla Rete Antisfratto.
Grave dunque è la responsabilità del Sindaco, dell'Assessore alla Casa e del Responsabile dell'Ufficio Casa del Comune di Signa che dovevano prevedere le possibili gravi conseguenze dei loro provvedimenti. Rimane urgente per il Comune di Signa la necessità di ripristinare la residenza e garantire una soluzione abitativa, con un percorso di inserimento sociale, per questa famiglia, che sicuramente non è in grado di trovare casa in un mercato libero speculativo e discriminante.
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Uscito sul numero 285 (Giugno 2026), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
