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Archivio › Fuori Binario n. 284 · Maggio 2026 › pagina 8

SOCIETÀ

La diversità è vita

Tommaso Martinelli · Fuori Binario n. 284, Maggio 2026, pagina 8

Sentiamo spesso parlare di biodiversità e della sua importanza. La parola è abbastanza recente (anni 80) e deriva, come spesso ormai accade, dall'inglese. Forse è per questo che suona un po' pomposa ma ha un significato molto semplice: diversità della vita. In cosa si concretizza questa diversità? Molto semplicemente nell'incredibile ricchezza di forme in cui la vita si manifesta: dai diversi tipi di zucchine, insalate o fagioli che troviamo al mercato, alla diversità delle specie che abitano un luogo ma, per estensione, dato che siamo vivi anche noi, anche alle differenze fisiche e culturali che esistono tra individui e popoli.

Viviamo in un'epoca di passaggio e spesso i messaggi sono ambigui. Da una parte sentiamo ripetere che la biodiversità è fondamentale ma dall'altra abbiamo messo su un sistema socio-economico, il capitalismo globalizzato, che va per sua costituzione verso l'omologazione e la semplificazione. I campi sono coltivati con una sola varietà (monocoltura), si perde la diversità delle colture locali selezionate per millenni dai contadini, le foreste primarie (che sono le zone più biodiverse) vengono abbattute e, nel mondo dei consumi di massa, le differenze culturali svaniscono… ammettiamolo una volta per tutte: abbiamo tutti lo stesso piumone di una ditta svedese.

Ma perché la biodiversità è così importante? Facciamo un esempio. Se avessimo una sola varietà di fagiolo questo basterebbe? No… ipotizziamo che arrivi una nuova malattia che distrugge il nostro fagiolo. Se ho solo quello, fine della storia, non avrò più fagioli da mangiare. Se al contrario ho moltissime varietà di fagiolo, se ho biodiversità, ci sarà la possibilità che una di queste sia resistente alla nuova malattia (o al nuovo clima) e allora i fagioli non saranno perduti come non sarà perduto: il grano, il pomodoro, la quercia, la volpe, il canguro e l'uomo… se seguiremo la strada della diversità della vita.

Ma c'è molto, molto di più. Rimanendo sull'esempio, se io confronto i miei due fagioli, quello resistente e quello no, potrò trovare quali sono le differenze e quindi capire quali elementi siano coinvolti nella resistenza, accrescendo così la mia conoscenza sul mondo. È così, la comprensione avviene per lo più attraverso il confronto di cose diverse. Guardiamoci intorno: io capisco quanto è timido mio figlio quando lo vedo accanto al cugino estroverso, capisco che la mia vita è povera di relazioni quando vedo una bella comunità in festa. Se non ci fosse diversità e tutti i bambini fossero timidi e tutte le vite povere di relazioni non ci sarebbe molto da capire. Quindi, un contesto con poca bio-diversità, oltre a essere indifeso difronte alle nuove avversità, si chiude alla comprensione del mondo. L'impossibilità di confronto con il diverso ci abbandona a una vita piena di convinzioni.

In un'epoca in cui muri sempre più alti vengono eretti per escludere l'altro (Gaza, i muri della fortezza Europa, quello in Messico, le zone rosse, ecc.) e in cui nubi di guerra si addensano nere all'orizzonte, è importante ricordare che eliminare il diverso non ci aiuterà né a sopravvivere né a comprendere noi stessi e il mondo.

Pagina 8 del numero 284 Uscito sul numero 284 (Maggio 2026), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero