Archivio › Fuori Binario n. 283 · Aprile 2026 › pagina 3
NO ALLA GUERRA
Chi ha paura dei Tre Pini?
Sgomberato il presidio di pace a San Rossore nel terreno di proprietà dell'Università di Pisa
V.B. · Fuori Binario n. 283, Aprile 2026, pagina 3
Pochi giorni dopo il blocco dei treni della stazione, durante una passeggiata di monitoraggio nel parco di San Rossore, gli attivisti del Movimento No Base hanno trovato il presidio di pace dei Tre Pini sgomberato. Il presidio, usato dal Movimento fin dall'inizio, era diventato permanente nell'estate del 2024, proprio con l'intento di monitorare l'area dove dovrebbero sorgere la base militare. Il terreno dei Tre Pini è di proprietà dell'Università di Pisa, che risponde alle accuse di sgombero con "esigenze di sicurezza, tutela del patrimonio e gestione responsabile dei beni universitari".
Intanto però l'unico presidio di pace dell'area è stato sgomberato a pochi giorni dall'azione pacifista di maggiore richiamo anche mediatico. Dai Tre Pini sono spariti bagni, docce, lavabi, tavoli e panche, insieme a tutti gli oggetti e le attrezzature messe a disposizione dai solidali, che in questi anni hanno attraversato quello spazio. "È sparito tutto ciò che è stato costruito con il contributo della collettività – si legge sul sito del Movimento – e che ha reso un posto prima abbandonato percorribile dalla cittadinanza. In altre parole, un furto. Oltre che un tentativo di mettere i bastoni tra le ruote a chi si batte concretamente per la pace, per l'ambiente, contro le guerre".
Chi ha paura di un presidio per la Pace? Si chiede il Movimento: "L'Università di Pisa è come la verità di Orwell: quando parla di Pace, sta facendo la Guerra, quando parla di ambiente, sta gettando il cemento, quando parla di progresso, sta progettando il colonialismo. Non dimentichiamo che è la stessa Università che continua a sostenere Israele e i progetti con le entità che portano avanti il genocidio in Palestina. Provare a cancellare il Presidio di Pace Tre Pini è un attacco a chi lotta per la pace. Non è un caso che questo avvenga pochi giorni dopo aver bloccato un treno carico di armi, cosa che ha dato un segnale di pace forte e concreto a tutto il Paese. Non è in dubbio che ciò avvenga a braccetto con quei soggetti politici e militari che continuano a decidere in modo dispotico sul nostro territorio".
E infatti è proprio l'Università di Pisa a possedere i terreni adiacenti alle basi militari: CISAM, Camp Darby e COMFOSE. Su questi terreni sgombera i presidi di pace e tutela le attività delle basi, piuttosto che difendere le sue stesse terre dalla militarizzazione e dal cemento. "Ma le collaborazioni con la guerra sono anche dirette – si legge sul sito del Movimento – l'Ateneo pisano porta avanti ricerche milionarie all'interno di laboratori, come il RASS Lab a Cisanello o il Laboratorio Nazionale di Reti e Tecnologie Fotoniche del CNIT in collaborazione con aziende belliche come Leonardo SpA e Rheinmetall, con la NATO e persino con il CISAM, dove dovrebbe sorgere la nuova base militare".
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Uscito sul numero 283 (Aprile 2026), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
