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STORIE
Il viaggio di Muhammad
Muhammad Azlan · Fuori Binario n. 281, Febbraio 2026, pagina 7
Sezione: STORIE | Autore: Muhammad Azlan
Partito dal Pakistan a 11 anni, ha attraversato mezzo mondo cercando una vita migliore, e finalmente l'ha trovata qui
!Muhammad Azlan
Mi chiamo Muhammad Azlan e vengo dal Pakistan. La città dove sono nato si chiama Muridke e si trova nella provincia del Punjab. Vi racconto una breve storia della mia vita. Nella mia famiglia siamo in sette compresi mia madre e mio padre. Io sono il maggiore di cinque fratelli. Ho due fratelli minori e due sorelle minori. Nel mio paese ho frequentato la scuola per quattro anni. Avevo molti amici e studiavamo insieme. Era molto divertente. Ho lasciato la scuola a causa di alcuni problemi a casa. Eravamo tanti e non riuscivamo ad arrivare a fine mese. Quindi ho iniziato ad aiutare mio padre. Ho lavorato in una fabbrica di cartone per circa due anni, per dodici ore al giorno, con un giorno libero a settimana, il venerdì, quando andavamo a pregare nella moschea. Ho acquisito una buona esperienza in quel campo. Ho deciso di lasciare il Pakistan perché le condizioni a casa erano pessime per i nostri problemi economici. Quindi ho convinto la mia famiglia a farmi partire e a organizzarmi il viaggio. Quando sono partito dal mio paese avevo undici anni.
Adesso vi racconto del mio viaggio dal Pakistan all'Italia. Sono partito insieme a un gruppo di persone. Abbiamo attraversato il confine tra il Pakistan e l'Iran durante la notte. In Iran ci siamo spostati con un viaggio molto difficile. Camminavamo di notte e a volte ci muovevamo in auto. Viaggiavamo di nascosto per evitare di incontrare la polizia. Dopo dodici giorni abbiamo raggiunto il confine turco. Quando abbiamo risposto alla chiamata della preghiera, la polizia iraniana ha aperto il fuoco su di noi uccidendo molte persone e ferendone ancora di più. Io per fortuna non sono stato colpito. Poi abbiamo dovuto dare dei soldi a delle persone e alla fine ci hanno lasciato entrare in Turchia. Quindi abbiamo iniziato il nostro viaggio in Turchia, dove siamo rimasti due mesi, diretti verso la Grecia.
Il passaggio dalla Turchia alla Grecia è avvenuto via mare su un gommone privo di dotazioni di sicurezza. Il mare era molto agitato e il motore a un certo punto si è spento. Nel gommone entrava acqua e stavamo per morire affogati. Per fortuna siamo stati salvati dalla polizia greca. Una volta arrivati in Grecia siamo stati inseriti in un centro di accoglienza. Ho vissuto in Grecia per tre anni e ho anche lavorato, ma non ho ottenuto alcun documento che mi consentisse di vivere regolarmente. Quindi ho deciso di lasciare la Grecia.
Sempre in gruppo siamo andati in Macedonia dove siamo rimasti per quindici giorni. Poi abbiamo trascorso due o tre mesi in Serbia dove abbiamo contratto una brutta malattia. Da lì siamo arrivati in Bosnia per iniziare il viaggio verso l'Italia. Cercavamo di entrare in Croazia ma c'erano tanti controlli e siamo stati fermati dalla polizia molte volte. Venivamo trattenuti e rimandati in Bosnia. La polizia ci fermava, ci picchiava duramente e bruciava tutti i nostri averi. Dopo circa tre anni passati in Bosnia sono riuscito a entrare in Slovenia e poi in Italia da Trieste.
Oggi ho quasi ventuno anni, vivo in Italia da più di tre anni e sono stato per tanto tempo in centri di accoglienza dove ho fatto domanda per i documenti e ho iniziato ad andare a scuola per imparare l'italiano.
Ho cercato con tutte le mie forze di trovare un lavoro e, contemporaneamente, ho seguito dei corsi, uno di informatica e uno di idraulica. L'anno scorso dopo un breve corso ho acquisito il patentino per utilizzare i carrelli industriali nei magazzini.
Da più di un anno lavoro in agricoltura nella vendemmia, nella raccolta delle olive e nella potatura. Con i miei guadagni aiuto la mia famiglia. In questo momento la mia famiglia in Pakistan è felice e io ho una casa dove vivere. Sto bene in Italia e la considero il punto di arrivo del mio lungo viaggio.
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Uscito sul numero 281 (Febbraio 2026), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
