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INFOGRAFICA

Gaza, un racconto distorto

Felice Simeone · Fuori Binario n. 281, Febbraio 2026, pagina 10

Sezione: INFOGRAFICA | Autore: Felice Simeone

Nei media occidentali è dominante il punto di vista di Israele. Non c'è spazio per il contesto né per la voce dei palestinesi.

Due rapporti appena pubblicati – uno internazionale e uno italiano – rivelano un dato significativo dei tempi che corrono: nei due anni di guerra a Gaza, i media occidentali hanno parlato molto del conflitto, ma quasi mai con e dei palestinesi.

Lo studio "Framing Gaza" di Tech for Palestine ha analizzato oltre 54.000 articoli pubblicati tra ottobre 2023 e agosto 2025 da otto grandi testate: New York Times (USA), BBC (UK), Der Spiegel (Germania), Le Monde (Francia), Globe and Mail (Canada), Corriere della Sera (Italia), De Telegraaf (Paesi Bassi) e La Libre (Belgio).

I numeri sono inequivocabili: il New York Times ha citato "Israele" 186 volte per ogni menzione di "Palestina". Termini come "occupazione", "insediamenti illegali", "blocco" sono state sistematicamente evitati. Der Spiegel usa l'aggettivo "occupata" solo due volte su oltre tremila riferimenti alla Cisgiordania.

Il 7 ottobre viene citato ossessivamente per giustificare ogni azione militare israeliana. Ma il blocco imposto a Gaza dal 2007 è quasi del tutto ignorato. Nel Corriere della Sera il rapporto è di 215 a 1: per ogni volta che si parla del blocco, si cita il 7 ottobre 215 volte.

La parola "terrorismo" ha dominato tutto il racconto: su Le Monde è comparsa nel 69% degli articoli su Gaza, sulla BBC nel 66%. Le espressioni "attacchi di precisione" sono state ripetute in tutti i giornali analizzati – 68 volte sul New York Times, 34 sulla BBC – anche quando le testimonianze raccontavano bombardamenti indiscriminati. Visto il numero di morti totali (circa 63.000), si calcola che ogni attacco "di precisione" ha ucciso in media 1895 persone!

La parola "autodifesa" è comparsa 292 volte su Der Spiegel, 243 sul New York Times: un linguaggio che giustifica, che assolve, che trasforma l'aggressione in protezione.

Il rapporto italiano "Illuminare le periferie", curato da Cospe e dall'Osservatorio di Pavia, ha analizzato la televisione italiana. Nella TV italiana le voci palestinesi sono state quasi assenti, sostituite da ospiti prevalentemente italiani, maschi, esperti di geopolitica. Le donne sono solo il 30% degli ospiti, anche in una guerra che sta sterminando migliaia di donne e bambini.

Quando un popolo viene raccontato solo come minaccia, mai come vittima, quando la sua esistenza viene cancellata dalle parole prima ancora che dalle bombe, l'opinione pubblica si abitua all'ingiustizia.

!Infografica: Il pregiudizio mediatico nel racconto dei fatti di Gaza in 8 testate giornalistiche occidentali

Pagina 10 del numero 281 Uscito sul numero 281 (Febbraio 2026), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero