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DIRITTI
Case popolari: qualcosa è andato storto
Francesca Conti (La Città Manifesta) · Fuori Binario n. 281, Febbraio 2026, pagina 6
Sezione: DIRITTI | Autore: Francesca Conti (La Città Manifesta)
Intervista a Giuseppe Cazzato, attivista per il diritto alla casa Ogni anno restano vuoti 800 alloggi per troppa burocrazia. La poca trasparenza rende difficile controllare la gestione.
!Giuseppe Cazzato
Il volto felice di Giuseppe Cazzato - attivista per il diritto alla casa - apriva il numero di Fuori Binario del maggio 2023. Una sentenza del Consiglio di stato aveva appena decretato la sua vittoria contro il Comune di Firenze che voleva vendere la sua casa popolare in via dei Pepi senza che la legge glielo consentisse.
Ad oltre due anni di distanza lo abbiamo sentito di nuovo per fare il punto su un'emergenza, quella della casa, che nel frattempo si è aggravata a causa di una turistificazione esplosa per la speculazione e per politiche pubbliche incapaci di garantire il diritto all'abitare.
"Quella sentenza - ci dice Giuseppe - conferma un principio fondamentale: se una casa è assegnata con bando definitivo, quella casa è vincolata all'Edilizia residenziale pubblica, indipendentemente dall'origine. È equiparata al patrimonio demaniale e quindi inalienabile. Se la vuoi vendere devi rispettare la legge 560 del 1993 e puoi vendere solo e soltanto agli inquilini. Non le puoi mettere all'asta, né le puoi dare al Fondo i3-Core Sviluppo Italia 8-ter gestito da Invimit SGR, come fece il Comune di Firenze".
Le case messe in vendita erano una sessantina - di cui 14 in via dei Pepi. Quelli più pregiati sono stati venduti rapidamente. Due palazzine al Piazzale Michelangelo sono state acquistate a prezzi vantaggiosi per i privati (intorno ai 200.000 euro). Anche un'abitazione di nove vani in via dello Sprone è stata subito rivenduta sul mercato immobiliare a circa 300 euro al metro quadro ed è oggi destinata agli affitti brevi. Una trentina sono state vendute, una ventina sono rimaste invendute dopo la sentenza.
Nonostante le vittorie legali, la situazione degli immobili di Via de' Pepi rimane critica. Gli inquilini furono spostati in altre case popolari ma, ad oggi, gli alloggi non sono più stati riassegnati.
La situazione delle case vuote di Casa Spa
Il patrimonio di Casa Spa conta stabilmente circa 800 alloggi vuoti, un numero destinato ad aumentare vista la crescita delle decadenze dalle assegnazioni. Ogni anno si liberano almeno 400 abitazioni per molteplici motivi. I fondi comunali bastano solo per ristrutturare le 400 unità annuali, non intaccando il numero complessivo di alloggi inutilizzati.
Il sistema delle assegnazioni
La normativa regionale prevede che su 100 alloggi disponibili, 25 vadano assegnati tramite emergenza sfratti per morosità incolpevole, 10 tramite servizi sociali e 5 per emergenza abitativa grave. Tuttavia a Firenze la graduatoria per emergenza sfratti resta quasi vuota (2-3 persone) perché il Comune boccia 9 domande su 10. Il risultato è che vengono assegnate solo 4-5 case su 25 potenziali.
L'assenza di trasparenza
Un elemento critico riguarda l'assenza di trasparenza e pianificazione. Fino ai primi anni Duemila, esisteva un piano di recupero degli alloggi tracciabile con delibere di giunta, determinazioni dirigenziali e cronoprogrammi. Non esiste più un piano pubblicamente accessibile. Il sito web di Casa Spa risulta poco trasparente. Assegnazioni e decadenze vengono comunicate con codici identificativi, senza indicare composizione del nucleo, dimensione dell'alloggio, indirizzo o motivazioni.
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Uscito sul numero 281 (Febbraio 2026), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
