Archivio › n. 280

Archivio › Fuori Binario n. 280 · Gennaio 2026 › pagina 5

AMBIENTE

Ponte sì, ma non così

Camilla Lattanzi · Fuori Binario n. 280, Gennaio 2026, pagina 5

!Ponte Signa e kiwi di Maria

Sezione: AMBIENTE | Autore: Camilla Lattanzi

Il futuro viadotto di 900 metri tra Signa e Lastra a Signa preoccupa i cittadini per il forte impatto ambientale

Il Circolo Legambiente "di la' d'Arno" di Lastra a Signa e l'associazione "Vas" Vita Ambiente e Salute, hanno presentato alla comunità il nuovo ricorso contro il tracciato del ponte progettato per collegare Signa e Lastra a Signa, un tracciato complessivo di poco meno di tre chilometri, di cui 900 metri di viadotto a quasi 30 metri di altezza, i cui lavori potrebbero partire nel marzo 2026.

Nell'agosto 2022 era già stato presentato un ricorso, ma nuove motivazioni adeguatamente documentate si sono aggiunte alle precedenti. Carlo Moscardini, ex Sindaco di Lastra a Signa, oggi presidente del circolo di Legambiente di Lastra, mi dà appuntamento presso il parco fluviale, per mostrarmi dal vivo i danni che procurerebbe quel progetto di ponte se venisse realizzato.

Ammiriamo quel luogo verde, parentesi di pace in un'area già mortificata da autostrada, superstrada, aeroporto, elettrodotti, aree industriali e artigianali, megasuperfici commerciali, multicinema e chi più ne ha più ne metta. "Il nostro slogan è Ponte sì, ma non così: non siamo pregiudizialmente contrari a un ponte, tant'è che era stato individuato il tracciato di una 'bretellina' che ci trovava d'accordo, ma l'ampliamento della pista aeroportuale impone, come opera compensativa, di sostituire il lago di Sesto, quello sacrificato per la pista aeroportuale. E intendono metterlo proprio nell'area del tracciato che avevamo scelto".

Il ricorso si concentra anche su altro: la Regione Toscana da due anni non risponde ai quesiti richiesti dal Consiglio di Stato sulla realizzazione del tracciato stradale di questo ponte e si è del tutto sottratta a quel dibattito pubblico previsto per opere che superano i 50 milioni di euro. C'è poi il mancato rispetto degli accordi sottoscritti nel 1992, secondo i quali il Parco Fluviale di Lastra a Signa sarebbe nato come opera di mitigazione e compensazione asservita al Depuratore di San Colombano, e pertanto è un'opera immodificabile che non può essere alterata.

Per tutti questi motivi, sostanziali, procedurali e ambientali ribadiamo: "un ponte sì, ma non così".

---

Che ne sarà dei kiwi di Maria?

Una piccola azienda agricola sotto esproprio

In 20 minuti arrivo in bici dalle Cascine e chiamo: "Maria!" Lei mi viene incontro e apre il cancello. Siamo in zona Renai, a Signa. Il luogo è bello: un grande tetto di foglie verdi parallelo al terreno.

Sono produttori biologici di kiwi, conosciuti da chi bazzica i gruppi di acquisto solidale e i mercati contadini. "Abbiamo iniziato negli anni Ottanta" mi dice, "eravamo pionieri perché non c'era mercato per i kiwi, noi andavamo a venderli a Ravenna alla Orogel, a un prezzo di 60-70 centesimi al chilo. Poi un anno piovve molto e non si riuscì a raccoglierli in tempo. Orogel non li acquistò e per non buttarli via tentammo con i mercatini: funzionò. A Ravenna non ci siamo più tornati".

Ma il progetto di un ponte minaccia tutto questo. Prosegue Maria: "Produciamo in media 130/150 quintali di kiwi, ma ci sono anni in cui perdi tutto per la grandine, per la gelata, per l'alluvione. Siamo un'eccellenza, usano questo (odioso) termine le istituzioni quando devono riempirsi la bocca, le stesse istituzioni che ci hanno inviato la raccomandata di esproprio: c'è da costruire il nuovo ponte che collegherà la FI-PI-LI a Campi e l'impianto di kiwi verrà per metà espropriato e distrutto per il cantiere. Sull'altra metà incomberà l'ombra del ponte, pioveranno polveri sottili e altre nocività: addio biologico e addio azienda agricola familiare".

Maria è sconsolata: "Dal lato di Signa è già tutto recintato con la rete arancione di cantiere. Non ci resta che lasciare, buttare via un impianto a conduzione familiare tirato su con i sacrifici. Abbiamo il cuore stretto. Contiamo su Legambiente, che si sta impegnando, ma ci vorrebbe un movimento più vasto. Qui molti piccoli proprietari si accontentano di vendere, anche a due lire, mentre noi e altri non vogliamo mollare. Lotteremo fino all'ultimo".

Per sostenere l'azienda agricola familiare Maria Pratelli è possibile acquistare i kiwi biologici telefonando al numero 3396754776.

Pagina 5 del numero 280 Uscito sul numero 280 (Gennaio 2026), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero