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CITTADINANZA
La balla del nucleare sostenibile
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 280, Gennaio 2026, pagina 4
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Sezione: CITTADINANZA | Autore: Clara Baldasseroni
Che va a braccetto con il riarmo nel nuovo piano industriale
L'Italia nel 1960 era il terzo paese al mondo nel settore nucleare. Nel 1987, dopo il disastro di Chernobyl, un primo referendum bloccò l'attività che aveva dimostrato la sua pericolosità e il suo impatto anche nella gestione delle scorie. Un secondo referendum nel 2011 aveva riconfermato la scelta.
Oggi stiamo assistendo al massiccio impiego della intelligenza artificiale, delle banche dati, dei cloud, che da un lato sono necessari, ma dall'altro comportano elevati consumi energetici. Per queste ragioni, o forse con questa scusa, molti paesi stanno annullando gli impegni del Green New Deal che tramite l'Agenda del 2030 dell'Onu avrebbe dovuto ridurre le emissioni del 55%, per ritornare all'utilizzo dell'energia nucleare.
Il processo si è già avviato con modalità antidemocratica e il 16 giugno scorso il Governo italiano ha aderito all'Alleanza Nucleare Europea con altri 13 Stati su 27 e 250 partner industriali. Dopodiché il 2 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega in materia di energia nucleare, inserendola fra le energie sostenibili.
Tutto ciò, non a caso, nel bel mezzo delle manifestazioni che hanno animato le piazze di tutta Italia contro il genocidio in corso a Gaza.
La cosa incredibile è che, secondo il governo, il nucleare dovrebbe servire alla "transizione ecologica", nonostante non sia una fonte rinnovabile né tanto meno pulita (non esiste ancora un sito per lo stoccaggio delle scorie). Chi supporta questa scelta, dice che ha basse emissioni di CO2 rispetto ai combustibili fossili, ma non considera i costi per la produzione e la manutenzione, il grande fabbisogno di acqua e altri aspetti che lasciano molti esperti scettici sulla resa.
L'Italia è già partita a investire fondi pubblici, sia per la ricerca (da fissione nucleare a fusione nucleare), che per la parte tecnica. Stiamo andando verso un nucleare di terza generazione che viene presentato come più sicuro, sotto controllo e garantito, ma trattandosi di tecnologie sperimentali, i rischi ambientali e sociali sono difficili da prevedere.
Nel maggio 2025 è stata fondata la società Nuclitalia con Enel, Ansaldo Energia e Leonardo, in cui industriale e militare si uniscono.
Le campagne di informazione sono pronte a convincere i cittadini a percorrere quella che viene indicata come "l'unica via" verso la decarbonizzazione, mentre parallelamente si spinge sempre più verso il riarmo, tanto da far convergere pericolosamente nella pratica energia e riarmo. È infatti il problema energetico la causa delle guerre in tutto il mondo, per cui il nucleare viene presentato come la soluzione ideale per una popolazione che affronta preoccupazioni sempre più numerose.
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Uscito sul numero 280 (Gennaio 2026), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
