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CONTROVENTO - EMERGENZA CASA

Da qui non ci muoviamo

Valentina Baronti · Fuori Binario n. 279, Dicembre 2025, pagina 2

!Rete Antisfratto

Sezione: CONTROVENTO - EMERGENZA CASA | Autore: Valentina Baronti

Seduti al tavolo di cucina o sul tappeto, quasi sempre ottengono il rinvio di uno sfratto: "ma ne gestiamo appena 6 su 120 al mese"

Corpi a disposizione dei più fragili. Sono una cinquantina i militanti della Rete Antisfratto Area Fiorentina, che da più di dieci anni si occupano di emergenza casa a Firenze e provincia. Si tratta di accogliere famiglie allo sportello, dare informazioni, aiutare a compilare moduli e domande, ma soprattutto di essere presenti quando lo sfratto arriva e interporre il proprio corpo tra la povertà e l'ingiustizia.

A raccontarci come funziona è Sandro Targetti, animatore e fondatore della rete, nata dal lavoro comune delle realtà storiche del territorio: Gruppo Casa Campi, Movimento di lotta per la casa, Resistenza Casa Sportello Solidale, associazione Solidarietà Alternativa. Il loro è principalmente un lavoro di mediazione, con gli ufficiali giudiziari, con le forze dell'ordine e gli avvocati della proprietà.

"Quando interveniamo, un risultato lo otteniamo quasi sempre – ci racconta Targetti –, ma purtroppo gli sfratti che seguiamo noi sono una minima parte del totale: in media, 6 al mese contro i 120 di tutta l'area. A fare il presidio il giorno dello sfratto ci siamo soltanto noi, purtroppo, ci piacerebbe ci fossero anche le altre realtà, perché quello è il momento più importante, l'atto che ci permette di ottenere una soluzione".

Ma come si arriva al presidio? Il nucleo familiare che ha ricevuto lo sfratto si rivolge a uno degli sportelli della rete, che prende in carico il caso, studiando le possibili soluzioni alternative. "Al presidio dobbiamo arrivare preparati – spiega Targetti – con tutti gli argomenti necessari per ottenere un rinvio, quello che viene chiamato il 'tempo di grazia'. E anche gli inquilini devono essere preparati sul comportamento da tenere, su quello che devono dire e fare per arrivare a una mediazione. Io personalmente, solo due volte sono stato portato via con la forza".

I militanti della rete si presentano il giorno dello sfratto esecutivo, solo se chiamati dagli inquilini. Arrivano alle 8.30 ed entrano in casa, dove aspettano l'arrivo dell'ufficiale giudiziario, accompagnato dalla forza pubblica e dagli avvocati della proprietà, spesso anche dagli stessi proprietari. "Cerchiamo di far capire agli inquilini che non devono vergognarsi di dire la verità all'ufficiale giudiziario – spiega Targetti –, ossia che non sono in grado di uscire perché non sanno dove andare". A quel punto inizia la mediazione, che può durare anche due o tre ore. È la rete antisfratto a presentare le alternative, chiedendo il rinvio: in attesa di una risposta per l'inserimento nella graduatoria dell'emergenza sfratti, per esempio, che dà diritto a un alloggio popolare per 4 anni + 4, oppure viene proposto di pagare una certa cifra, da contrattare, per i mesi che mancano all'assegnazione di una casa Erp. "Il più delle volte un accordo si trova – continua Targetti –, sono le forze dell'ordine stesse a spingere in questa direzione, mentre l'ufficiale giudiziario è sempre dalla parte della proprietà".

Per due volte però non è andata così e Sandro, insieme ad altri militanti, è stato portato fuori di peso, anche se la denuncia poi non è mai arrivata. In un caso, l'inquilino era salito all'ultimo piano e Marzia del Movimento di lotta per la casa ha convinto gli agenti a lasciarla andare, perché conosceva quella persona e voleva andare a vedere cosa stava facendo. Infatti, quando è arrivata su, lui aveva in mano un rasoio, pronto a un atto di autolesionismo. Marzia è riuscita a fermarlo e l'ha accompagnato fuori.

"Ci vuole poco a entrare nel tunnel dello sfratto – conclude Targetti – potrebbe capitare a chiunque. I nuclei familiari che seguiamo spesso sono composti da lavoratori precari, donne sole con figli minori, anziani soli, donne che hanno subito violenza, persone andate in crisi con il Covid e che non si sono mai riprese. Bastano due mesi di morosità per ricevere lo sfratto. Per i precari, per esempio, basta pochissimo a diventare morosi e dopo rimettersi in pari e risalire la china è difficile, se non c'è un evento nuovo, come per esempio un lavoro a tempo pieno e indeterminato".

Solidarietà, lotta e mutuo soccorso! È il motto della Rete Antisfratto Area Fiorentina. Quattro sportelli aperti sul territorio. Cinque numeri di telefono a disposizione per appuntamenti e consulenze. Una media di 70 sfratti evitati ogni anno, con i propri corpi seduti al tavolo di cucina o sul tappeto del salotto, con in bocca una frase banale, eppure potente: non ce ne andiamo perché queste persone non sanno dove andare.

Pagina 2 del numero 279 Uscito sul numero 279 (Dicembre 2025), a pagina 2. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero