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Rubriche - Femminismi, Un mondo ganzo
Vari (Marta Benettin, Fabio Bussonati) · Fuori Binario n. 278, Novembre 2025, pagina 12
!Rubriche - Femminismi, Un mondo ganzo
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Orfani di femminicidio
Rubrica: FEMMINISMI | Autore: Marta Benettin
Si chiamano "orfani speciali": bambini e ragazzi che perdono la madre per mano del padre, o di un uomo che avrebbe dovuto proteggerli. Non affrontano solo un lutto, ma un trauma che li priva di entrambi i genitori: uno ucciso, l'altro in carcere o morto suicida. In un caso su tre erano presenti all'uccisione della madre e in tutti i casi hanno assistito per anni alle violenze. In Italia la legge 4/2018 riconosce loro diritti specifici – patrocinio gratuito, assistenza psicologica, borse di studio – ma manca ancora un sistema di rilevazione ufficiale dei dati. Eppure, secondo Stefania Bartoccetti, presidente dell'Osservatorio nazionale indipendente sugli orfani di femminicidio, sono oltre 3.500. Tre volte orfani: delle madri, dei padri, dello Stato. Nel 2020 l'impresa sociale "Con i Bambini", nata per attuare i programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, lanciò il bando "A braccia aperte", primo tentativo concreto di costruire una rete di sostegno. In quasi quattro anni gli enti partecipanti hanno intercettato 450 orfani e presi in carico 250. La difficoltà più grande? Rintracciarli. In assenza di un archivio, le reti lavorano ancora sfogliando faldoni cartacei, affidandosi alla memoria di operatori o ai servizi sociali locali. Anche la legge 53/2022, che dispone la raccolta di statistiche sulla violenza di genere, non li menziona. La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio chiede da tempo l'istituzione di un registro nazionale. Quando arriverà? Nel frattempo a ottobre 2025 ripartono i progetti di "A braccia aperte". Attendiamo l'intervento dello Stato.
Approfondimenti: focus book A braccia aperte – pubblicato da VITA. Progetto Violenza Assistita - Ass. Artemisia https://www.artemisiacentroantiviolenza.it
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Il Sol dell'avvenire
Rubrica: UN MONDO GANZO È POSSIBILE | Autore: Fabio Bussonati
È già da un pò di tempo che non riesco a liberarmi del pensiero di come sia possibile che un governante qualunque annunci, senza tema di smentita, il progetto di costruire un milione e cinquecentomila bunker in cemento, immagino armato, sul confine; ora, per fare un bunker ci vuole molto più cemento che per fare una casa popolare e penso che un piano di edilizia pubblica che comprendesse la costruzione di un milione e cinquecentomila appartamenti sarebbe in grado di risollevare il Pil, oltre all'umore, di uno qualunque dei nostri paesi.
Questa riflessione però rischia di farci dimenticare il nostro obiettivo primario, ossia la transizione alle fonti energetiche rinnovabili dal basso: la metà, il 50% dei consumi possono essere risparmiati con interventi minimi, spesso si tratta di cambiare qualcosa nel proprio stile di vita e poco più; il Sole e il vento ci danno luce e forza quasi tutti i giorni, gratis, le fonti fossili invece hanno un prezzo volatile e a deciderlo non siamo noi. Come tutte le cose, quello che può cambiare il corso delle storie sono le conoscenze che i popoli riescono a mettere a frutto. Oggi, con dei semplici corsi di alfabetizzazione solare possiamo mettere i nostri nipoti in condizione di darci la luce per l'ora che appare buia e per il domani che appare radioso, "il Sol dell'Avvenire".
Va detto che tutto ciò da solo non basterà a far rinascere il paese: si dovranno fornire moduli di continuità permanente minimi a chi non ha le possibilità economiche di procurarseli, fare orti di pace in tutti i parcheggi, sviluppare la coltivazione della canapa industriale con tutta la sua filiera in maniera massiccia; dovrebbe essere direttamente l'esercito a prendere in carico questo impegno, perché è altamente strategico togliere dall'atmosfera velocemente più anidride carbonica possibile ma è anche conveniente dato il prezzo delle quote di carbonio.
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Uscito sul numero 278 (Novembre 2025), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
