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PALESTINA
Complici di genocidio
Fuori Binario · Fuori Binario n. 276, Settembre 2025, pagina 4
!Complici di genocidio
Sezione: PALESTINA | Autore: Fuori Binario
Israele verso la soluzione finale per Gaza e Cisgiordania e lo fa con armi anche italiane: la Storia ci giudicherà
Settantamila morti, almeno quelli "ufficiali". Migliaia di bambini amputati, orfani, o uccisi mentre erano in fila per il cibo. Ovunque morte e distruzione. Salute mentale pregiudicata per intere esistenze. Cos'è questo se non un genocidio? Netanyahu vuole per Gaza una soluzione finale, liberarsi dei palestinesi per sempre, occupare la Striscia e la Cisgiordania. Lo denunciamo nel nostro piccolo da ormai quasi due anni. Ma Israele può fare tutto questo - assassinare, affamare, distruggere le vite e il futuro di centinaia di migliaia di palestinesi - solo e soltanto perché noi del sedicente "Occidente civilizzato" glielo permettiamo. Davvero pensiamo di non avere nessuna responsabilità nella morte e nelle sofferenze del popolo palestinese?
Abbiamo chiesto un parere alla docente di Diritto internazionale Micaela Frulli, nostra lettrice: "Mai come adesso dobbiamo garantire il massimo sostegno alle attività della Corte penale internazionale nel far rispettare il diritto internazionale e nel far valere le responsabilità per le gravissime violazioni a cui stiamo assistendo, ovunque esse avvengano e da chiunque siano commesse. Occorre perciò richiamare con forza i governi degli Stati europei ai loro obblighi giuridici e alle loro responsabilità politiche". Lo Statuto di Roma che istituisce la Corte Penale Internazionale prevede infatti varie forme di responsabilità. Fra queste anche la complicità, l'aiuto e il favoreggiamento nei confronti di compie un crimine. "In particolare - ci ricorda ancora Frulli - c'è l'articolo 25, paragrafo 3, lettera C che prevede che si possa essere considerati responsabili penalmente se si è sostanzialmente agito allo scopo di agevolare la commissione di un reato, favorendolo anche attraverso la fornitura di mezzi per la sua commissione".
In questo contesto che tipo di responsabilità hanno Giorgia Meloni e i suoi pari europei che sostengono Israele? Per restare al nostro paese, secondo l'organizzazione Archivio Disarmo, l'Italia sta continuando a fornire armi a Israele. Si tratta di sistemi di arma costruiti dalla Leonardo (ma non solo), tecnologie per la navigazione aerea e spaziale, aerei, droni, radar e bombe, granate e siluri. AD denuncia "tutto ciò nonostante la Legge 185/1990 vieti l'invio di armamenti a Paesi coinvolti in conflitti".
Un'inchiesta di Altreconomia ci racconta come l'Italia abbia inviato a Israele materiali chiave per esplosivi e armi nucleari: cordoni detonanti, nitrato di ammonio e trizio: dal 7 ottobre 2023 il nostro Paese è diventato tra i principali esportatori di materiali a "duplice uso" verso Tel Aviv. Alcuni utilizzabili per le demolizioni controllate che stanno cancellando Gaza.
Dal canto suo, Tomaso Montanari lancia un appello durissimo contro il silenzio e la complicità delle democrazie occidentali. "A Gaza sta accadendo un genocidio, e non è una questione terminologica. Il governo Netanyahu ha più volte dichiarato l'intenzione di eliminare un intero popolo. E questo non riguarda solo Israele: è un genocidio anche europeo, occidentale, italiano, perché viene compiuto anche con le armi di Leonardo. I cittadini e le cittadine italiane devono sapere che, in loro nome, si sta verificando un genocidio". E arriva al merito della questione: "In quanto alleata di Israele, l'Italia potrà essere, anzi, io credo, sarà processata dalla Corte Internazionale di Giustizia come Stato. E i suoi rappresentanti saranno chiamati a rispondere alla Corte Penale Internazionale. Le condizioni previste dalla Convenzione del 1948 sul genocidio ci sono tutte".
In parlamento AVS ha intanto annunciato un esposto-denuncia alla Corte penale internazionale contro il governo italiano per "complicità nei crimini internazionali commessi a Gaza". Alla base della denuncia c'è "la prosecuzione del trasferimento di armi e materiali a Israele in un contesto di violazione del diritto internazionale da parte di Israele. I singoli membri del governo, responsabili delle decisioni di continuare a trasferire le armi, potrebbero essere ritenuti penalmente responsabili, se si dimostra che erano consapevoli che la loro attività ha agevolato crimini internazionali".
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Gaza casa nostra, prendiamoci il domicilio
Eleggere il domicilio a Gaza significa non cancellare quei luoghi che adesso stanno crollando sotto le bombe, significa credere nella ricostruzione di un Paese e di un popolo. Significa agire perché il mondo resti umano. È in circolazione un documento con l'invito, rivolto a tutti, di dichiarare che Gaza è il proprio domicilio elettivo. L'iniziativa è nata per dare un segnale forte di solidarietà a Gaza e di ammonimento alla comunità internazionale, nel disperato tentativo di fermare il progetto di Netanyahu di liberare Gaza e Israele dalla presenza sul territorio del popolo palestinese. Tra i promotori dell'appello: Raniero La Valle e il nostro Tomaso Montanari, mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo Presidente di Pax Christi e p. Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia, Elena Basile e Ginevra Bompiani, e molti altri, tra cui Fuori Binario. Secondo l'ordinamento italiano il domicilio, diverso dalla residenza, è il luogo riferito alle cure e agli interessi, e questo è effettivamente Gaza oggi per moltissime persone in tutto il mondo. Per aderire all'iniziativa scrivere all'indirizzo mail domiciliatigaza@primaloro.com. Nel sito Primaloro.com sarà pubblicato l'elenco dei nuovi domiciliati.
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Le chiavi della città a Francesca Albanese
Dopo Bari, anche Firenze deve dare un segnale chiaro di sostegno a Francesca Albanese, sotto attacco mediatico per il suo lavoro di relatrice speciale dell'Onu nei territori palestinesi occupati. È questo, in sintesi, il messaggio partito sulla piattaforma Change.org, dove è stata lanciata una petizione per far conferire con iter accelerato le Chiavi della città di Firenze alla giurista esperta in diritti umani, inviata a Gaza dalle Nazioni Unite. Dopo aver ricevuto la medesima onorificenza a Bari, Albanese è vittima di una campagna di delegittimazione per i risultati del suo rapporto su Gaza, nonostante questo sia stato puntualmente documentato e argomentato. Nelle motivazioni della petizione si legge: "Francesca Albanese ha svolto la sua missione in modo rigoroso e imparziale: condannando sia Hamas che Israele, denunciando crimini strutturali contro i palestinesi, proponendo misure concrete contro chi compie violazioni del diritto internazionale. Le sanzioni contro di lei rappresentano una minaccia alla legittimità della base giuridica dell'ONU sui diritti umani. Difendere il suo mandato significa difendere il diritto delle vittime a essere ascoltate".
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Airbnb cancelli gli annunci nei territori occupati
Duecento ospiti e gestori di Airbnb hanno scritto alla direzione della piattaforma chiedendo la cancellazione degli annunci sui territori palestinesi occupati: "Non possiamo risultare complici del genocidio". La richiesta è stata firmata a seguito della pubblicazione del rapporto delle Nazioni Unite presentato il 3 luglio 2025 dalla relatrice speciale Francesca Albanese in cui si denuncia che Airbnb e Booking offrono alloggi negli insediamenti israeliani dichiarati già illegali nel 2014, nei territori palestinesi occupati, in aperta violazione della Convenzione di Ginevra, della risoluzione 2334/2016 del Consiglio di sicurezza dell'ONU e del parere della Corte Internazionale di Giustizia del 2004. Le richieste: rimuovere tutte le inserzioni negli insediamenti illegali nei territori palestinesi occupati; pubblicare una posizione chiara e trasparente sull'uso della piattaforma in zone di conflitto e violazione dei diritti umani; aprire un confronto etico. Si continuano a raccogliere firme all'indirizzo: hostsforpalestine@tutamail.com.
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Uscito sul numero 276 (Settembre 2025), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
