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Archivio › Fuori Binario n. 274 · Giugno 2025 › pagina 12

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Rubriche - Femminismi, Millefoglie, Un mondo ganzo

Vari (Marta Benettin, Valentina Nicastro, Fabio Bussonati) · Fuori Binario n. 274, Giugno 2025, pagina 12

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Farmaci per soli uomini

Rubrica: FEMMINISMI | Autore: Marta Benettin

I farmaci salvano vite, ma spesso lo fanno "sulla fiducia", soprattutto quando il paziente è una donna. Fino a pochi anni fa, infatti, la maggior parte dei farmaci veniva testata esclusivamente su uomini caucasici giovani, sani, di 70 kg. Le donne – con ormoni fluttuanti, possibili gravidanze, metabolismo diverso – erano considerate troppo "complicate". Eppure le donne consumano tra il 20 e il 30% di farmaci in più rispetto agli uomini.

Secondo l'OMS, le donne hanno un rischio fino a 1,7 volte maggiore di sviluppare effetti collaterali e rappresentano il 60% dei ricoveri per reazioni avverse. Non è solo una questione biologica: è una questione culturale.

Come scrive il farmacologo Silvio Garattini: "Le donne ricevono farmaci studiati solo nel maschio".

In Italia siamo migliorati, il decreto Lorenzin del 2018 ha introdotto finalmente l'obbligo di test anche sulle donne, ma riguarda solo i farmaci nuovi e non specifica quale percentuale. E nel 2023 l'Osservatorio dedicato alla Medicina di Genere (MdG) ha pubblicato le "Linee di indirizzo per l'applicazione della Medicina di Genere nella ricerca e negli studi preclinici e clinici" con lo scopo di fornire una guida pratica per la stesura di studi e protocolli di ricerca che tengano conto di sesso e genere.

Ma la strada è ancora lunga, perché ad oggi in Italia spesso solo il 20% delle donne partecipa alle fasi cruciali della sperimentazione dei farmaci (dati Fondazione Veronesi).

Una medicina davvero equa parte dalla consapevolezza che il corpo femminile esiste, reagisce, metabolizza, soffre e guarisce in modi diversi.

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Il giuggiolo di San Donato

Rubrica: MILLEFOGLIE | Autore: Valentina Nicastro

Sul colle di San Donato, nel Comune di Calenzano, è possibile ammirare un bellissimo esemplare di matusalemme vegetale: si chiama tecnicamente Ziziphus jujuba ed è un giuggiolo che porta benissimo i suoi 122 anni, trascorsi a vegetare maestoso nella casa del contado appartenente alla tenuta di San Donato, immerso tra gli ulivi e vigneti. Questa pianta è assai negletta, così come lo sono i suoi frutti dolciastri e lievemente allappanti, perché le standardizzazioni e i prezzi imposti dal mercato hanno sacrificato moltissime varietà di frutta, da tempo già scomparse ma molte ancora rischiano di scomparire dalle nostre tavole, perché la richiesta è scarsa e la produzione costosa. Ci sono infatti frutti che i bambini nativi digitali non hanno avuto l'opportunità di conoscere ed apprezzare, semplicemente per le scelte della grande distribuzione: tra questi i corbezzoli, le nespole, le mele cotogne e l'uva spina. Anche le giuggiole sono inserite nel novero dei frutti dimenticati e tipiche di questa stagione, eppure hanno innumerevoli proprietà nutritive e medicinali e sono stati studiati con attenzione e valorizzati anche dalla medicina cinese.

Pur essendo una pianta originaria delle aree tropicali dell'Asia, il giuggiolo si è propagato anche in Africa dove è una specie molto comune, nell'Estremo Oriente e in tutto il bacino del Mediterraneo. Un tempo era diffusissimo anche in Europa ed era ben conosciuto dai Romani, che lo introdussero nel continente e lo importarono per primi in Italia. Nel Rinascimento dai suoi frutti si ricavava un liquore inebriante che la famiglia dei Gonzaga pare offrisse ai suoi ospiti: è forse da questo liquore che deriva l'antico detto "andare in brodo di giuggiole", a significare uno stato di euforia. La droga, cioè la parte di pianta contenente i principi attivi, è costituita dai semi essiccati, che contengono principalmente flavonoidi, saponine, acidi organici, beta carotene e un'alta percentuale di vitamina C.

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Forse...

Rubrica: UN MONDO GANZO È POSSIBILE | Autore: Fabio Bussonati

Se vuoi vendere il tuo petrolio fuori mercato devi eliminare la concorrenza, per cui ci si inventa un nemico a caso e si dirottano i soldi già decisi per implementare gli apporti delle fonti energetiche rinnovabili e si danno a chi costruisce bombe, ma nel frattempo l'emergenza dei cambiamenti climatici diventa gigante; quest'anno abbiamo sperimentato cosa comporta l'aver superato il grado e mezzo che non dovevamo superare, S. Andrea a Rovezzano, il paese dove vivo è andato sott'acqua come mezz'Italia; allora, questo che vediamo è lo scenario "business as usual" che vuol dire continuare a bruciare il petrolio fin che ce n'è e che prevede un incremento delle temperature entro la fine del secolo corrente dai due gradi e mezzo ai cinque.

Ci saranno problemi anche per trovare da mangiare ma cosa spaventa di più sono i "feedback positivi" che il sistema Terra riserva: i nostri boschi sono già adesso resi fragili da estati più calde e siccitose e bruceranno per un nonnulla producendo altra anidride carbonica e perdendo la capacità di assorbirne, poi viene il deserto.

Questo è un fenomeno di retroazione automatica autoalimentante, e non è il solo, ma ci possiamo fermare anche qui, d'altra parte se davanti a chi bombarda gli ospedali ci voltiamo dall'altra parte vuol dire che l'umanità è morta già e quindi, in realtà, l'estinzione è a portata di mano.

Ma ci sono ancora speranze, se, come ha osservato una volta Erne Robertson (allora al Biomass Institute di Winnipeg), "ci sono tre modi di ottenere un materiale strutturale da calcare: a) tagliarlo in blocchi – poco interessante, b) scaldarlo ad una temperatura di migliaia di gradi fino a trasformarlo in cemento Portland – poco elegante, c) darne da mangiare dei pezzetti a una gallina da cui riemerge nel giro di dodici ore in forma di guscio d'uovo, parecchie volte più resistente del cemento Portland. Evidentemente la gallina sa qualcosa che a noi sfugge".

(dal capitolo "Il ruolo dell'efficienza energetica" di Amory Lovins, in Greenpeace "Clima" del 1992).

Un mondo ganzo è possibile è anche un libro! Edito da Fuori Binario, raccoglie i primi sette anni della rubrica, con tutti i disegni dell'Autore. Lo potete richiedere in sede oppure al vostro venditore di fiducia.

Pagina 12 del numero 274 Uscito sul numero 274 (Giugno 2025), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero