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Archivio › Fuori Binario n. 273 · Maggio 2025 › pagina 8

ATTUALITÀ

Ho un prurito antifascista

Francesco Martinelli · Fuori Binario n. 273, Maggio 2025, pagina 8

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Sezione: ATTUALITÀ | Autore: Francesco Martinelli

Dall'alba al tramonto aspettiamo una scintilla, che non arriva. Chi invece avanza, lo fa con una sola parola da offrire: Insorgiamo!

Giovani e vecchi aspettano la rivoluzione, nascosta nel bunker della loro mente. Dall'alba al tramonto aspettiamo una scintilla, che non arriva. Intanto, alle 20.30, vediamo guerre, sepolte in trincea e risorte al sole in forma di droni. I fascisti avanzano mesti, mentre noi tremiamo di un tremore atavico, prodotto dal nostro DNA antifascista. La mia non è paura, è solo l'inverno sterile portato dalle destre europee. Nella propria resistenza, qualcuno cede, qualcun'altro crepa nelle galere. Altri invece mantecano idee e ideologie, in una carbonara yankee italo-tedesca e camorrista. Chi invece avanza, lo fa con una sola parola da offrire, assieme ai propri corpi: Insorgiamo! Siamo fragili per quanto antichi, ma più antica di noi è la terra e la natura soffre con noi. Soffre l'anima del mondo che reclama i figli degli uomini e delle donne, cui ha dato residenza. Acceso e spento: è il metodo binario, il sistema con il quale ci hanno educato all'obbedienza. Chiedete a Fenoglio e alla città di Alba.

Quando senti che il corpo prude, senti salire un antico ballo eretico, o di San Vito, o forse una tarantella o un fuoco di Sant'Antonio. Ma c'è poco da fare, se non sappiamo come reagire. Viviamo in strada con le croste sulla testa, psoriasi sulla pelle, ansia e schizofrenia. Croste che rimangono sotto le unghie quando ti gratti, quando il prurito ti fa toccare, nonostante gli sguardi che non vorresti. A volte sono zecche, non le "zecche rosse con la kefiah" come dicono loro, i fascisti, ma zecche vere e proprie che ti succhiano il sangue. Decidi di non grattarti, ma prude comunque. Ti tocca fare come gli orsi sugli alberi, ma non basta. Allora crocifiggo me stesso su di un sentiero partigiano. Saluto tutte e tutti. Io vado a stare più in là, in letargo, e poi magari sparisco pure. Almeno non dovrei più sopportare questo disagio che sale ovunque. Poi però pensi alle cose belle della vita e ti viene una specie di singhiozzo, dove ogni singulto è un "NO, non così" e quindi risorgi e torni nelle strade, che non sono fatte per le sfilate o le parate, ma per il popolo che le vive e che le ha costruite. Allora la cara vecchia rivoluzione forse arriverà. E forse verrà il giorno in cui i vecchi padroni saranno buoni per il macello e non ce ne sarà di nuovi. In autunno cadranno le foglie e quest'anno saremo sempreverdi.

A volte lo penso davvero, sapete. Perché mi ricordo del comandante Ebio, tanti anni fa. Combatté contro i nazifascisti e i repubblichini di Salò. Venne colpito dalla mitraglia a pochi metri da casa sua dopo la liberazione e in occasione del compleanno di sua madre – motivo per cui lo aspettavano in agguato. Oggi niente è cambiato. Ma stavolta qui ci siamo noi.

Pagina 8 del numero 273 Uscito sul numero 273 (Maggio 2025), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero