Archivio › Fuori Binario n. 272 · Aprile 2025 › pagina 2
RITRATTI
Una suora speciale
Jacopo Stefani · Fuori Binario n. 272, Aprile 2025, pagina 2
!Ritratti
Sezione: RITRATTI | Autore: Jacopo Stefani
Studiosa di Dante e del Medioevo, è la custode del Cimitero degli Inglesi che mantiene e restaura con un gruppo di rom inseriti in un progetto di inclusione e lavoro
Suor Julia Bolton Holloway è nata in Inghilterra, è stata professoressa di studi medievali negli Stati Uniti per poi prendere il velo. Dopo un periodo in Inghilterra, è tornata nella sua Firenze, che già conosceva per i suoi studi sui manoscritti danteschi, dove è stata prima curatrice della Casa Guidi, poi Custode del "Cimitero degli Inglesi". Con lei lavorano diverse persone della comunità Rom, fra cui Mihai, diffusore di Fuori Binario. L'intervista è stata condotta in inglese, la traduzione è mia.
Può dirci qualcosa della sua storia? Come è diventata la custode del Cimitero?
I miei genitori erano scrittori e giornalisti in India e Canada. Sono nata nel 1937 a Londra, a Marylebone, dove aveva vissuto Elizabeth Barrett Browning. Sono andata in America a 16 anni, ho studiato alla San Jose State University e completato il dottorato all'Università della California, a Berkeley, per poi insegnare a Princeton e Boulder. Dopo entrai nel convento anglicano-cattolico, in Inghilterra, dove ero stata a scuola. Ritornai quindi a Firenze, dove spesso mi ero recata in estate per studiare manoscritti danteschi alla Laurenziana e altre biblioteche. Fui curatrice della Casa Guidi; poi, poiché avevo curato l'opera di Elizabeth Barret Browning per la Penguin, fui contattata da Gerard Kraft, presidente della Chiesa Riformata Svizzera a Firenze. Il Cimitero è di possesso della Chiesa, ma c'era bisogno di qualcuno che lo salvasse. Kraft mi disse di trovare un milione di euro per restaurarlo. Io gli risposi che non avevo i soldi, ma avremmo potuto farlo lo stesso tramite l'amore e la conoscenza. Ed è stato così.
In tutti questi anni passati come custode, lei ha continuato a lavorare come studiosa e scrittrice. Può dirci qualcosa delle sue pubblicazioni, e di come si rapportano a Firenze?
Quasi tutti i miei tanti libri hanno un rapporto con Firenze, con Dante Alighieri, con il suo maestro Brunetto Latini, con scrittrici sepolte nel Cimitero, come Elizabeth Barrett Browning e Frances Trollope, che lavorò contro la schiavitù. Il mio ultimo libro è un'opera immensa che tratta tutto quello che c'è da sapere sul Cimitero. Inoltre al momento stiamo proponendo mappe di "cacce al tesoro", per i fiorentini e i turisti, relative alla Firenze di Dante, a quella delle sette Opere della Misericordia, dei santi fiorentini, la Firenze dei Savonarola di George Eliot e quella di Elizabeth Barrett Browning.
Come ha conosciuto Mihai? Avete lavorato molto insieme, al Cimitero?
I Rom mi chiesero di lavorare al giardino e al restauro delle tombe vandalizzate. Mihai fu uno dei molti che mi capitò di conoscere, insegnando loro l'alfabeto. Quando fu grande abbastanza da lavorare lo pagai prima con i voucher INPS, poi con contratti di due ore al giorno. I Rom sanno fare tutte le cose che servono, anche se sono analfabeti; sono fabbri, carpentieri, muratori, giardinieri, cuochi, sanno fare le pulizie. Costruiscono da soli gli scaffali della biblioteca. Il progetto che li coinvolge si chiama "Dalle tombe alle culle", e sono loro a fare anche le culle! Il suo obiettivo centrale è permettere ai bambini di andare a scuola, mentre gli adulti imparano a leggere e scrivere. Nel caso di Mihai, l'ho assunto anche per pulire il pavimento della Santissima Annunziata, perché la sua iscrizione latina lo paragona al pavimento del Tempio che Salomone aveva costruito a Gerusalemme.
Lei è anche la presidentessa dell'Associazione Aureo Anello, fondata con un duplice obiettivo: mantenere e valorizzare il Cimitero, e realizzare progetti di promozione sociale. Partiamo dalla prima cosa: ce ne può parlare?
Ci occupiamo di restaurare e fare ricerca sul cimitero, abbiamo costruito una biblioteca, lavoriamo all'alfabetizzazione dei Rom e costruiamo un confronto fra la storia ottocentesca della lotta alla schiavitù con quello che è successo nel Novecento ai Rom. In Romania questo popolo era schiavizzato dai monasteri e dai nobili fin da prima di Colombo, e lo è rimasto fino alla pubblicazione della Capanna dello Zio Tom di Harriet Beecher Stowe. Poi furono colpiti dall'Olocausto. Oggi i Rom in questo posto possono apprendere da Hebe Wilcock, che viene dall'Inghilterra, come fare incisioni sul marmo, da Enrico Giannini come creare facsimili del Libro del Chiodo, dal CNR come restaurare tombe, come marmorizzare e rilegare libri ecc.
Cosa ci può dire dei progetti sociali dell'Associazione, e in particolare di quello di cui si parla nel libro di Mihai, "Agata Smeralda"?
Il progetto Agata Smeralda del professor Mauro Barsi, insieme con la mia pensione di professoressa universitaria, ci aiuta ogni mese a offrire uno stipendio a dieci madri e a una vedova che possono in questo modo rimanere in Romania con i loro bambini; garantiamo loro anche un centro didattico con biblioteca: è la prima volta che le loro case vedono dei libri. Così le madri non devono rimanere a Firenze a mendicare per poter inviare soldi alle nonne, con cui erano rimasti i bambini. Per l'inverno offriamo anche qualche soldo in più per la legna, in modo da non rischiare che debbano bruciare i libri. Abbiamo aiutato anche con degli alloggi migliori in Romania, per esempio installando delle finestre per il ricambio d'aria, una misura di prevenzione contro la TBC più economica della cura con medicine e ospedali.
- intervista
- suora
- Dante
- Medioevo
- Cimitero degli Inglesi
- Rom
- inclusione
- lavoro
- restauro
- alfabetizzazione
- schiavitù
- Olocausto
- Romania
- Agata Smeralda
- Aureo Anello
- patrimonio culturale
- volontariato
Uscito sul numero 272 (Aprile 2025), a pagina 2. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
