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ATTUALITÀ
La musica può fare politica
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 272, Aprile 2025, pagina 14
!Attualità
Sezione: ATTUALITÀ | Autore: Clara Baldasseroni
"Credo ancora nell'impegno dell'artista": così Chiara Riondino, cantautrice e interprete dai tempi del Collettivo Victor Jara
Come è iniziata la storia del Collettivo?
I fondatori del gruppo furono mio fratello David, Silvano Panichi, Massimo Fagioli, Alessandro Fani ed io, a cui poi si aggiunse l'ottimo musicista e attore Daniele Trambusti. Nel 1973 ci fu il colpo di stato in Cile e decidemmo di darci il nome di Victor Jara, un eccellente musicista che fu sequestrato e ucciso dopo una violenta tortura ad opera del regime di Pinochet. Ci esibimmo a partire dal '74 con un'esperienza collettiva che mirava a stare nel presente con una forma di controinformazione politica in chiave satirica.
In un momento storico in cui impegno politico e personale si coinvolgevano in maniera inestricabile io ero una studentessa al primo anno delle superiori. Era il periodo in cui c'era un Isolotto molto attivo con Enzo Mazzi, alla Badia Fiesolana c'era Ernesto Balducci. Una Firenze che oggi non c'è più. Mio fratello mi coinvolse in questa esperienza e scrivemmo dei testi in cui cercavo di fissare i fatti che accadevano in parole e musica, come scatti di 'fotografie'. Per citarne uno la canzone Le Murate racconta la cronaca della rivolta che avvenne nel carcere dove morì il detenuto Giancarlo Del Padrone.
Qual era il contesto politico?
Ciò che abbiamo rimosso sono le stragi neofasciste che attraversarono gli Anni di piombo che arrivarono fino alla strage di Bologna in cui morirono 80 persone. In risposta avvennero grandi manifestazioni di massa con scontri. Negli anni '70 si lottò per i diritti e si ottennero conquiste importantissime (il divorzio, l'aborto, lo statuto dei lavoratori…). Adesso stanno cercando di cancellarle.
Attualmente il contesto sociale sembra cambiato
Ormai la situazione è critica a livello mondiale, i lavoratori sono sempre più sotto ricatto, soprattutto le donne. Ci sono alcune persone che nel giro di 24 ore si ritrovano a dormire per strada. Se il Comune di Firenze sceglie di vendere la città a multinazionali che occupano interi edifici per farci B&B con fini speculativi, si va verso un turismo sbrigativo e di massa che riempie la città di mercanti improvvisati. Ovviamente il ricavato non andrà mai per la risoluzione del problema dei senza tetto. Per non sciupare la città vetrina servirà farli spostare ai margini e renderli ancora più invisibili.
Si può fare arte e insieme politica?
Noi ai tempi principalmente credevamo in quello che facevamo senza pensare ai soldi, ci riunivamo su un tema politico o di costume e costruivamo un canovaccio da sviluppare improvvisando. Così come ieri, ancora oggi continuo a comporre canzoni e a partecipare a lavori teatrali o concerti strettamente connessi alle tematiche di impegno civile. Interpretando il clima odierno si possono fare ancora molte cose perché viviamo in una società piena di contraddizioni con una forbice tra chi ha troppo e chi non ha niente. Per creare e fruire di produzioni artistiche servono degli spazi, ma sono poco disponibili per un problema di amministrazione e di scelte politiche.
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Uscito sul numero 272 (Aprile 2025), a pagina 14. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
