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BASTA GUERRA
Un ebreo fuori dal coro
Riccardo Michelucci · Fuori Binario n. 272, Aprile 2025, pagina 7
!Basta guerra
Sezione: BASTA GUERRA | Autore: Riccardo Michelucci
Il giornalista David Guetta esce dalla comunità ebraica fiorentina: "Non posso tollerare l'indifferenza per il massacro di civili a Gaza"
L'unica voce fuori dal coro è anche una delle voci radiofoniche più note in città. David Guetta, oltre quarant'anni di onorato servizio nelle radiocronache della Fiorentina, è uscito dalla comunità ebraica di Firenze in aperta polemica con le posizioni che ha assunto dopo il 7 ottobre e ha aderito all'appello della diaspora ebraica contro il genocidio a Gaza. "Israele ha risposto alla barbarie di Hamas nel peggiore nei modi e io vivo quanto sta accadendo in questi mesi con l'angoscia dell'ebreo ateo e un senso di colpa crescente. L'unica cosa che potevo fare era prendere le distanze dal mondo dell'ebraismo cittadino che finge di non vedere il massacro di civili innocenti in corso nella Striscia".
Quella di Firenze, riunita attorno alla sinagoga di via Farini è una delle più antiche comunità ebraiche italiane. "Abbandonarla - garantisce il giornalista fiorentino - è stata una scelta estremamente sofferta e di sicuro non rientrerò finché i miei correligionari non ammetteranno che ciò che Netanyahu sta facendo a Gaza è una porcheria". La famiglia di David Guetta è da sempre molto legata alla comunità ebraica a cominciare da sua sorella, che insegna all'università di Firenze. Due dei suoi fratelli vivono attualmente in Israele e come quasi tutte le famiglie ebree fiorentine ha avuto parenti deportati e morti nella Shoah. "Io stesso ho trascorso l'infanzia alla scuola ebraica e sono stato indottrinato a pensare che Israele avesse sempre ragione su tutto a prescindere", ci spiega. "Certo Israele ha le sue ragioni ma ci sono anche le ragioni dei palestinesi e quelle nessuno le ascolta, perché sono considerati un popolo inferiore. Questo è razzismo". "Si parla sempre degli ostaggi in mano a Hamas ma all'interno del mondo ebraico cittadino a nessuno sembra interessare la sorte delle migliaia di civili palestinesi uccisi, un terzo dei quali sono bambini, e ciò mi crea un disagio enorme".
In realtà, il disagio di Guetta nei confronti della politica di Israele risale a molto tempo fa, come si evince dal suo blog, in cui parla ovviamente di calcio ma dove ogni tanto compare anche qualche post sulla situazione in Medio Oriente. Da tempo sostiene che essere ebreo non significa automaticamente essere israeliano o filo-israeliano. Nella sua lunga carriera di giornalista sportivo – sempre al seguito della Fiorentina – gli è capitato anche di subire attacchi ignobili da parte di alcuni tifosi viola. Anni fa ricevette lettere anonime che lo prendevano di mira in quanto ebreo, comparvero scritte antisemite contro di lui e persino uno striscione allo stadio. È acqua passata ma fa ancora male.
Come tutti i membri della comunità ebraica, anche lui si è chiesto cosa avrebbe dovuto fare Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre. "Di sicuro non ciò che ha fatto, una reazione del tutto sproporzionata, come se per stanare i mafiosi avessero bombardato la Sicilia". Ma quella di Guetta è una delle poche voci fuori dal coro: a Firenze forse è addirittura l'unica. "Trovo del tutto inspiegabile l'arroccamento delle comunità ebraiche italiane che continuano a mostrarsi indifferenti di fronte a decine di migliaia di morti", conclude. "Un atteggiamento che nasce dal sentimento ebraico di autodifesa, dalla scarsa considerazione per i palestinesi e da una certa presunzione, un dogma di infallibilità che spinge molti ebrei a ritenersi il popolo eletto. Ma eletto da chi?".
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Uscito sul numero 272 (Aprile 2025), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
