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ATTUALITÀ
Brevi - Via Mariti e Oasi di Ponte a Greve
Vari (redazione, Comitato Area Verde San Lorenzo a Greve) · Fuori Binario n. 271, Marzo 2025, pagina 6
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Via Mariti un anno dopo
Basta morti sul lavoro! Facciamoci un parco! E poi i nomi dei 5 operai morti sotto il crollo del cantiere Esselunga di via Mariti un anno fa; queste le parole scandite al presidio che il 16 febbraio ha animato il quartiere, con interventi di sindacati di base e voci di varie parti del movimento fiorentino, ma anche la testimonianza del Comitato 29 giugno di Viareggio. Proprio il verde pubblico è stata da sempre la richiesta che gli abitanti hanno fatto fin da quando l'edificio dell'Ex Panificio militare era ancora in piedi.
Il vecchio progetto di 250 appartamenti è stato affossato dalla forte reazione di chi dentro e fuori Palazzo Vecchio si era opposto, ma dopo anni di stallo, Esselunga si è aggiudicata l'acquisto dell'area. Ci sono voluti ben 8 anni prima che i lavori potessero partire; e allora la fretta di aprire gli 8.000 metri quadrati di centro commerciale, la rincorsa sfrenata al profitto, il sistema scellerato dei subappalti concorrono all'esito finale: uno dei peggiori incidenti sul lavoro degli ultimi anni.
Il quartiere deve essere risarcito da scelte urbanistiche che finora lo hanno penalizzato. Non altro cemento, ma un parco, che possa essere goduto da chi lo ha da sempre richiesto, e come ora rivendica l'Assemblea 16 febbraio. (ODZ)
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Difendiamo l'Oasi di Ponte a Greve
In 20 anni l'area verde si è ridotta di due terzi. "L'aria è avvelenata, piantate più alberi!"
Comitato Area Verde San Lorenzo a Greve
A Firenze c'è un luogo speciale, dove gli alberi sembrano avere una voce: salutano i passanti, accolgono chi si ferma e offrono il loro abbraccio silenzioso. Questi alberi sono stati amati, curati e cresciuti in un ambiente che li ha fatti diventare maestosi.
Questo luogo è il Campone di Ponte a Greve. Qui, nel 2000, è nata una grande Coop, un punto di riferimento per molti. Successivamente è arrivata anche la tramvia – fermata Nenni-Torregalli – con i suoi due parcheggi scambiatori costantemente esauriti.
Se vi trovate da queste parti, fate una sosta, ma non solo per lo shopping: fermatevi per ammirare qualcosa di unico, finché sarà possibile. Sì, perché il futuro di questi alberi è incerto. C'è chi pensa di abbatterli per fare spazio a nuovo cemento.
Stiamo parlando di una decina di "bagolari", giovani alberi di appena 25 anni. Sono in ottima salute, con davanti a loro una prospettiva di vita che può superare i tre secoli. Con le loro chiome ampie e rigogliose, offrono ombra, bellezza e una barriera naturale contro l'inquinamento, qualità indispensabili in un contesto urbano.
Questi alberi furono piantati nel 2000, quando la Coop, per compensare l'impatto ambientale, donò al Comune 35mila metri quadrati di verde. Oggi, ne restano solo 15mila metri. Gli altri 20mila sono stati mangiati dal cemento e dal catrame. Così l'aria nel quartiere si è ammalata, anzi a dire la verità si è avvelenata. Non solo. D'estate si trasforma in una delle cinque isole di calore della città, con temperature che arrivano oltre i 40 gradi.
Per questo motivo, da anni, è nato un Comitato per difendere il verde rimasto con i suoi bagolari. Al Comune chiediamo di dire basta a nuovo cemento e catrame e di fare scelte precise per aumentare il verde. La nostra proposta è concreta: abbiamo chiesto che venga creata, proprio di fronte al grande parcheggio della Coop – la principale fonte di inquinamento della zona – una grande "oasi verde" con un progetto di rimboschimento significativo. Non vogliamo nuove costruzioni, ma un vero grande bosco che migliori la qualità dell'aria e riduca il calore.
Gli esperti lo confermano: più gli alberi sono vicini alle fonti di emissioni inquinanti, più è efficace la loro azione di bonifica. Quello che proponiamo non è un sogno irrealizzabile, ma una scelta razionale, a tutela dell'interesse collettivo. Difendere il verde significa tutelare il bene comune di una comunità in sofferenza.
Questa proposta interessa a qualcuno? Siamo pronti a dialogare, ma soprattutto a difendere ciò che rimane del nostro quartiere e della nostra salute.
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Uscito sul numero 271 (Marzo 2025), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
