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MOBILITÀ
Repressione senza sicurezza
Tiziano Carducci · Fuori Binario n. 269, Gennaio 2025, pagina 4
!Mobilità
Autore: Tiziano Carducci — Rete Firenze 30
La riforma del Codice della strada finge severità mentre ostacola ciclabili, autovelox e zone 30
Il Parlamento ha definitivamente approvato la riforma del Codice della strada, ignorando mesi di proteste delle associazioni di familiari delle vittime della strada e dei movimenti per la mobilità sostenibile. Anche ANCI ha ritirato le proprie perplessità, dopo il richiamo alla disciplina di coalizione per i sindaci di centrodestra. I temi emersi sulla stampa riguardano l'inasprimento delle sanzioni e gli obblighi per i monopattini. Misure che non risolvono il problema della sicurezza e danneggiano la mobilità leggera.
Partiamo dai monopattini: come ogni nuovo mezzo furono accolti come una stranezza, un giocattolo, non un oggetto adatto alle strade. Col tempo però, il suo utilizzo si è esteso ed è stato conosciuto e normalizzato. Ora però, obbligo di casco e assicurazione e l'inspiegabile divieto di circolazione sulle piste ciclabili ne porteranno la graduale estinzione.
Veniamo all'inasprimento delle sanzioni, inefficace ai fini della sicurezza: aumenterebbe la vostra attenzione alla guida sapere di rischiare 600 euro anziché 300 euro di multa? L'altra misura riguarda la guida "a seguito di assunzione" anziché "sotto l'effetto" di sostanze stupefacenti. Una misura di stampo repressivo e non preventivo su un tema che, a parte emozionare i proibizionisti, riguarda meno del 4% degli incidenti delle nostre strade.
Come e dove avvengono invece gli incidenti? Al 73% nelle aree urbane, principalmente per distrazione, mancata precedenza e velocità. Una piaga, questa sì, da numeri drammatici: 3.039 morti, 224.634 feriti di cui quasi 17.000 gravi nel 2023. Numeri gradualmente in calo negli ultimi decenni ma stabili negli ultimi anni. Per creare più sicurezza nell'ambiente urbano è necessario organizzare lo spazio pubblico, dando priorità a chi è alla base della piramide della vulnerabilità: chi si muove a piedi o in bici.
La riforma, al contrario, lega le mani alle amministrazioni locali, rendendo più complesse le procedure sia per l'introduzione di zone 30, che per l'installazione di sistemi di controllo della velocità: strumenti tanto odiati quanto necessari, con una buona pianificazione, per tutelare le vite umane in città. Inoltre, saranno depotenziati strumenti innovativi e diffusi in tutta Europa per la mobilità ciclistica (corsie ciclabili, case avanzate, ossia lo spazio per ciclisti in prima fila a un incrocio, e doppio senso ciclabile).
In breve: grandi proclami con multe e repressione, ma strizzando l'occhio agli "amici di Fleximan" con una silente crociata anti-controlli. Una riforma che ci rende tutti meno sicuri, allontanandoci dall'obiettivo "zero vittime" del 2050. Tuttavia, la partita non è chiusa, la riforma prevede una delega al Governo per dettagliare le norme nel prossimo anno: come associazioni continueremo a dar battaglia. Una zona 30 ti salva la vita e la rende migliore.
www.firenze30.it
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Uscito sul numero 269 (Gennaio 2025), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
