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ATTUALITÀ

Nessuno tocchi Mondeggi

Jason Nardi · Fuori Binario n. 267, Novembre 2024, pagina 6

!Dal basso

Autore: Jason Nardi

Futuro incerto per la fattoria senza padroni, un'occupazione agricola da difendere e sostenere

Cari lettori di Fuori Binario, cominciamo con questo numero una specie di diario per aggiornarvi su quel che succede in quel di Mondeggi, un luogo speciale che in questi anni ha sperimentato e costruito una comunità diffusa intorno a un bene comune e che oggi è in piena trasformazione...

A pochi chilometri da Firenze, sulle colline di Bagno a Ripoli, (r)esiste la più grande occupazione agricola degli ultimi anni: 170 ettari di terreno agricolo, migliaia di ulivi coltivati collettivamente insieme a vigne, orti, frutteti, seminativi, sei casali e una grande villa medicea. Questa immensa tenuta, di proprietà pubblica (Provincia di Firenze), è stata abbandonata per anni dopo il fallimento dell'azienda che la gestiva e rischiava di essere privatizzata. In occasione dell'incontro nazionale di Genuino Clandestino del Novembre 2013, Terra Bene Comune Firenze avviò la campagna "Mondeggi Bene Comune -- Fattoria Senza Padroni", con la quale propose il recupero di tutta la fattoria attraverso l'uso dell'agricoltura contadina agro-ecologica: nasce così il comitato e il presidio che da oltre dieci anni cura queste terre, animando un intero territorio.

Dopo che la Città metropolitana (ex Provincia) di Firenze ha tentato di alienare il bene mettendolo all'asta per ben tre volte, si è finalmente deciso di investire i fondi messi a disposizione del PNRR, oltre 50 milioni di euro, per restaurare questo grande patrimonio, che resterà quindi pubblico. Il passaggio dall'occupazione delle terre al recupero pubblico del bene è delicato e va seguito con cura. Sicuramente segna una prima importante vittoria del comitato, che riesce così a rilanciare la questione del bene comune, ben diversa dal concetto di bene pubblico, perché prevede la custodia di quelle stesse terre da parte di una comunità aperta.

I cantieri sono stati avviati quest'anno, suddivisi in 5 lotti, e i lavori dovranno terminare entro il 2026. Il presidio, nel frattempo, ha lasciato le varie case che erano state occupate negli anni e si è concentrato nel casale di Cuculia; ma ad agosto è stato chiesto di liberarlo entro ottobre. L'accordo verbale con Città metropolitana era quello di non lasciare il casale finché non ne fosse stato pronto un altro. Lasciare scoperto il presidio, anche abitativo, di Mondeggi significa non solo riconsegnare all'abbandono ulivi, vigne, orti, e ora anche animali, cioè abbandonare la cura del territorio così tenacemente portata avanti; ma anche allentare le reti sociali che su questa esperienza si sono costruite in tutti questi anni.

L'assemblea pubblica dello scorso 28 settembre ha ribadito con forza l'idea di Mondeggi come bene comune e ha fatto appello a tutte le realtà associative che già vi partecipano e alle altre che si riconoscono nella Carta dei principi, di attivarsi. L'art. 118 della Costituzione (sulla sussidiarietà), la riforma del terzo settore (che prevede una coprogettazione partecipativa) e la legge regionale sui beni comuni possono fornire il quadro normativo entro il quale muoversi.

Fino ad oggi, il comitato non è riuscito ad avere interlocutori politici all'interno delle istituzioni locali, dialogando solo con i tecnici. Ma il futuro di Mondeggi non può giocarsi su questo piano. Il comitato e le altre 17 realtà associative che stanno costruendo insieme il progetto Mondeggi 2026 hanno richiesto un incontro alla neo eletta sindaca Sara Funaro. La sfida alla Città Metropolitana è lanciata. Vediamo se avrà l'intelligenza politica di raccoglierla.

Intanto proseguono gli eventi, dopo la scuola contadina, a dicembre parte la scuola di agroecologia. Info: www.mondeggibenecomune.org

Pagina 6 del numero 267 Uscito sul numero 267 (Novembre 2024), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero