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CONTROVENTO
Il giornalismo come missione
Ornella De Zordo · Fuori Binario n. 267, Novembre 2024, pagina 2
!Controvento
Rubrica: CONTROVENTO | Autrice: Ornella De Zordo
Prima donna reporter nell'America di fine '800, con le sue inchieste fece luce sulla dura vita delle lavoratrici e delle classi povere
Siamo a New York nel 1887. Una ragazza di 23 anni, collaboratrice del New York World diretto da Joseph Pulitzer, scrive uno dei migliori pezzi di giornalismo d'inchiesta del suo tempo. Guadagnandosi il titolo di prima donna reporter d'America, accetta coraggiosamente la proposta del suo direttore di farsi internare in uno degli istituti di igiene mentale di New York "per scrivere un resoconto completo e veritiero sul trattamento delle pazienti lì recluse, sui metodi di gestione e altro ancora." Riesce a fingersi squilibrata e viene dichiarata pazza dai vari medici che la visitano. Internata nel manicomio femminile di Blackwell, vi rimane per 10 giorni, sperimentando l'ignobile trattamento riservato alle recluse.
Da quell'esperienza durissima nasce un reportage di sei articoli (il primo uscito l'8 ottobre 1887), che testimonia il quadro agghiacciante di violenze fisiche e morali inflitte alle pazienti. Pubblicata con il titolo Dieci giorni in manicomio, l'inchiesta ha grande risonanza e dà il via a ispezioni interne e a un'indagine giudiziaria che porta a una gestione più umana del manicomio, un aumento delle cure delle recluse, esami più approfonditi sui singoli casi e altre modifiche che Bly aveva richiesto. "La più grande consolazione ottenuta dalla mia missione è che, a seguito della mia testimonianza, la commissione destinò un milione di dollari -- più di quanto mai fosse stato stanziato -- alla cura dei malati di mente".
L'impegno sociale, in particolar modo rivolto alla condizione delle donne nella società del suo tempo, aveva fin da giovanissima contraddistinto la vita di Nellie Bly, pseudonimo di Elizabeth Jane Cochran, nata il 5 maggio 1864 non lontano da Pittsburgh in Pennsylvania. Non ancora ventenne, viene notata dal direttore del Pittsburgh Dispatch George Madden, che dopo aver letto la sua lettera a commento di un articolo misogino intitolato "A cosa sono adatte le ragazze", le chiede di scrivere per il suo giornale e il 25 gennaio 1885 pubblica "Il puzzle delle ragazze". Nei suoi articoli Bly sostiene la causa delle donne povere, sottopagate, che lottano per far sopravvivere i figli: "Quelli che hanno tutti i beni di questo mondo possono rendersi conto di cosa significhi essere una povera lavoratrice, che vive in una o due stanze spoglie, senza un fuoco sufficiente per riscaldarsi, mentre i suoi vestiti logori si rifiutano di proteggerla dal vento e dal freddo, e che si nega il cibo necessario perché i suoi piccoli non soffrano la fame... mendicando un lavoro di qualsiasi tipo che le permetta di guadagnare abbastanza per pagare le stanze spoglie che chiama casa, nessuno che le parli gentilmente o la incoraggi, niente che renda la vita degna di essere vissuta?"
La difficile situazione delle lavoratrici è il tema su cui vuole concentrarsi nei suoi articoli, sottraendosi alla richiesta che le viene fatta, in quanto giornalista donna, di scrivere su giardinaggio, moda, società. Ma è la condizione di tutti gli sfruttati che vuol far emergere e, ad appena 21 anni, per raccontare la vita del popolo messicano va in Messico, da cui viene espulsa per aver criticato il presidente Porfirio Diaz in articoli poi raccolti nel volume Sei mesi in Messico.
Instancabile e ormai famosa per le sue inchieste sotto copertura, nel 1888 convince il suo editore Pulitzer a farle realizzare in concreto il famoso Giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne, accettando la sfida di un'impresa che appassionava l'opinione pubblica del tempo. Parte, da sola, per un viaggio che l'avrebbe portata per nave e ferrovia attraverso Inghilterra, Francia, Canale di Suez, Hong Kong, Singapore, Giappone per rientrare a San Francisco accolta come un'eroina dopo soli 72 giorni, 6 ore 11 minuti e 14 secondi.
La sua personalità è poliedrica e qualche anno dopo diviene presidente di una delle più importanti industrie femminili negli Stati Uniti, la Iron Clad Manufacturing Co. Ma la sua professione di giornalista ha la precedenza, e dal 1912 fino alla fine dei suoi giorni scriverà per il prestigioso Evening Journal, sul quale pubblica anche un reportage dalla Manifestazione per il Suffragio femminile del 1913 e articoli come corrispondente di guerra dal fronte orientale europeo durante il primo conflitto mondiale.
Giornalista e attivista, Nellie Bly ritrae dall'interno la condizione di coloro che sono emarginati e disobbedendo a regole e convenzioni scrive storie che avrebbero spostato l'ago della bilancia verso l'uguaglianza e il progresso, convinta che lo scopo del giornalismo fosse di migliorare una società ingiusta e discriminante.
Muore di polmonite a 57 anni e viene sepolta al Woodland Cemetery nel Bronx. Ma la sua presenza è ancora tangibile vicino ai resti del vecchio manicomio di Blackwell, dove dal 2021 sorge l'installazione dell'artista Amanda Matthews a lei dedicata chiamata "The Girl Puzzle Monument". Il monumento, uno dei pochi dedicati a figure femminili, si compone di cinque enormi volti, di Bly e di altre quattro donne, una asiatica, una afroamericana, una ragazza giovanissima, una anziana attivista LGBTQ+. Sono donne che hanno lottato per la libertà e l'emancipazione, commemorate per sempre accanto a Nellie Bly, il cui volto è fuso in bronzo argentato. Gli altri volti sono in puro bronzo, e ognuno di loro è reso in sezioni parziali, giganteschi pezzi di un puzzle che in prospettiva vanno a comporre un insieme, una totalità che allude alla potenza che le donne assumono se lottano insieme per i loro diritti.
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Uscito sul numero 267 (Novembre 2024), a pagina 2. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
