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Rubriche - Millefoglie, Femminismi

Vari (Valentina Nicastro, Marta Benettin) · Fuori Binario n. 266, Ottobre 2024, pagina 11

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La cipressa di Fiesole

Rubrica: MILLEFOGLIE | Autrice: Valentina Nicastro

Stavolta andiamo a conoscere un individuo vivente di altra specie, fiero rappresentante della società vegetale, un bellissimo albero che vive a Fiesole. Fiesole è un Comune a sé ma le sue geografie sono pienamente parte del paesaggio culturale fiorentino e viceversa, intendendo per paesaggio culturale quell'opera combinata della natura e dell'uomo, qualcosa di grande valore scenico e culturale, omogeneo, familiare e impresso nella memoria collettiva.

Appena si esce dal paese si imbocca via del Bargellino, una stradina stretta che scende per poi risalire, dove un cartello di legno riporta la scritta "via della cipressa". Lì a pochi metri c'è un casolare abbandonato e ci si immerge tra ulivi e querce, tra i mille colori di fiori selvatici, un paesaggio quasi incontaminato che si allunga verso la valle del Mugnone.

A breve distanza si raggiunge una radura erbosa, dalla quale emerge in tutta la sua meraviglia "la cipressa", albero monumentale dal valore paesaggistico inestimabile presente nell'elenco regionale del Misaaf per le sue eccezionali caratteristiche di altezza (16 metri) di longevità e di circonferenza (3 metri). Si tratta di un esemplare singolo di cipresso comune (Cupressus sempervirens) che per la particolare forma della chioma non fastigiata (cioè non conica) viene gergalmente definito "cipressa". Il suo apparato radicale si sviluppa sulla roccia inglobandola. È un albero degno di essere censito tra i monumentali, degno di venire cercato, trovato e ammirato. Lasciandolo, allontanandomi da lui, mi sono voltata indietro più volte per esser certa di che esista davvero un cavaliere verde tanto nobile e prezioso.

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Bastava chiedere

Rubrica: FEMMINISMI | Autrice: Marta Benettin

Vorrei sapere a quante donne è capitato di sentirsi rispondere "bastava chiedere" quando, tornando a casa, sono inciampate sulla montagna di vestiti da lavare o nei piatti da mettere in lavastoviglie che però, guarda caso, va svuotata. "Bastava chiedere": ed è là che la furia omicida deve fare i conti con il principio nonviolento che abbiamo abbracciato e che ci ha impedito, ad oggi, di comprare una mazza da baseball per rispondere.

L'EIGE, l'European Institute for Gender Equality dice che in Italia il 72% delle donne (con o senza figli) si occupa delle faccende domestiche, rispetto ad appena il 34% degli uomini, ma che questo divario si sta lentamente riducendo. Quello di cui non parlano le statistiche è del "carico mentale", quel peso invisibile che molte donne portano sulle spalle, la lista infinita delle faccende domestiche da pianificare e dell'organizzazione dei figli piccoli se ci sono. Le Mrs Wolf che devono continuamente risolvere problemi, mentre l'uomo al massimo svolge i compiti che gli vengono indicati. Un vero e proprio lavoro che il più delle volte viene completamente sottovalutato, ma che concretamente esaurisce le energie mentali e fisiche delle donne lasciandole in una condizione nettamente svantaggiata.

Suggerimenti: 1. Ricordati che l'uomo non è bravo perché "dà una mano" ma fa solo la sua parte, il suo dovere in casa sua e coi suoi figli. 2. Scegliete insieme gli impegni di cui non ti devi occupare dalla A alla Z (lavopiatti? Attività pomeridiane dei figli?) e poi vivi da fruitrice, possibilmente senza sensi di colpa. Se gli uomini riescono a viversela beati, possiamo farlo anche noi.

Pagina 11 del numero 266 Uscito sul numero 266 (Ottobre 2024), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero