Archivio › n. 266

Archivio › Fuori Binario n. 266 · Ottobre 2024 › pagina 9

CITTÀ NASCOSTA

La periferia sotto sotto

Francesco Martinelli, Jacopo Stefani · Fuori Binario n. 266, Ottobre 2024, pagina 9

!Città nascosta

Rubrica: CITTÀ NASCOSTA | Autori: Francesco Martinelli, Jacopo Stefani

Il nostro viaggio underground prosegue a Rifredi dove i binari della ferrovia diventano un limite invalicabile

Come piccoli topi di città ci aggiriamo tra le giunture delle strade di questa Firenze, nei raccordi delle periferie, abbandonati dal buon senso istituzionale, cercando la chiave del ragionamento creativo che li ha modellati e le realtà che li abitano. Siamo partiti dal quartiere delle Cure e abbiamo attraversato la città insieme ai lettori di questi ultimi numeri del giornale. I sottopassi proseguono con cadenza regolare, arrivando via via verso i due che attraversano la stazione di Rifredi. Un tempo erano fra i meno sicuri, ma oggi sembra che il degrado sia stato sospinto, come per un movimento naturale generato dalle politiche securitarie di riqualificazione, verso il quartiere Lippi, che si stende loro accanto, a metà strada tra ciò che voleva essere e ciò che è.

Incontriamo M., un abitante del quartiere, che ci accompagna per un tratto del nostro viaggio. Ci racconta di quando è stato testimone oculare, tre mesi fa, di un tentativo di stupro nel sottopasso che collega il quartiere a via Reginaldo Giuliani. Poi ci mostra il sentiero che da lì, attraverso una stradina sterrata chiamata dai locali "il boschetto", porta verso la stazione. Nonostante sbocchi su strade percorse anche da ragazzini che tornano dalla scuola, c'è uno slargo dove abitualmente si recano sex workers e clienti, per la consumazione di un socialmente accettato sfruttamento di un'antica merce. Quel che è peggio, il sottobosco è costellato dei tristi resti dell'emarginazione: siringhe, boccette per il crack, preservativi e fazzoletti appallottolati.

Questi 300-400 metri quadri di alberelli terminano bruscamente sia andando verso la stazione di Rifredi che, allontanandosi ancora di più dalla ferrovia, dove inizia il giardino - ben più curato - che costeggia il cimitero.

Ringraziamo e salutiamo M. e ci avviamo verso la stazione. Qui tutto è oggi un po' più ordinato; ma abbiano bene impressi nella memoria i molteplici presunti suicidi avvenuti in questo tratto ferroviario, liquidati in breve dalla cronaca cittadina.

E se volessimo evitare questi sottopassaggi per raggiungere a piedi via Giuliani? Ci sarebbe un ponte che passa sopra i binari, ma sono segnalati continui guasti all'ascensore. Rimangono allora le scale, che già sono un problema per chi non ha buone gambe. Ma non basta: il sovrappasso è chiuso ogni giorno tra le ore 20 e le 6 del mattino, a causa di una non meglio specificata responsabilità gestionale tra comune, ferrovie e guardie giurate. In realtà si può trovare chiuso anche fuori orario, a seconda delle giornate, senza una logica chiara (telefonando al numero di emergenza affisso alla porta si risolve poco), creando un vicolo cieco nel quartiere. Sta al pedone chiedersi se vale la pena tentare la sorte o fare un paio di chilometri in più a piedi, tornando sui propri passi.

Noi intanto riprendiamo il nostro viaggio e vi auguriamo buona fortuna!

Pagina 9 del numero 266 Uscito sul numero 266 (Ottobre 2024), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero