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DIRITTI
Parole come gabbie
Cristina Niccoletti · Fuori Binario n. 264, Estate 2024, pagina 7
!Diritti
Autrice: Cristina Niccoletti
Con questo articolo Cristina Niccoletti inizia una riflessione sulla condizione femminile ai giorni nostri in una città come Firenze, a partire da esperienze di vita vissuta. Il campo di indagine sarà concentrato in particolare sui vissuti di donne che hanno attraversato periodi di difficoltà, anche in relazione alla mancanza di lavoro e di una abitazione dove vivere. Perché, se la situazione delle persone senza dimora è difficilissima quando si tratta di uomini, quella delle donne lo è incomparabilmente di più, per maggiore vulnerabilità aggravata dalla mentalità sessista imperante. In questo primo pezzo, grazie alla testimonianza di Lucia, affronta in modo lieve la questione culturale che complica la vita di tutte le donne. (Mariella Marzuoli)
Ripensando alla mia infanzia, ho notato che la maggior parte dei giochi che avevo erano finalizzati a creare la casalinga perfetta. Faccio alcuni esempi: la cucina, il dolce forno, oggetti per pulire la casa e, ultimo non ultimo, un bambolotto che piange, fa le bizze, fa la pipì addosso e vuole essere anche cambiato. Tutto questo mi dà l'idea che fosse già tutto pronto per abituare la bambina che ero a un futuro già prefabbricato.
Ma tutto questo è normale?
Recentemente ho ascoltato un intervento dell'attrice Paola Cortellesi molto interessante che riprende un testo dell'enigmista e docente di Semiotica della creatività Stefano Bartezzaghi, dove si spiega come l'influenza patriarcale nel lessico sia discriminante verso le donne. Ad esempio (cito a memoria):
Un uomo di strada: un uomo del popolo. Una donna di strada: una… prostituta.
Un uomo disponibile; un uomo gentile e premuroso. Una donna disponibile: una… mignotta.
Un uomo con un passato: un uomo che ha avuto una vita, in qualche caso non particolarmente onesta, ma che vale la pena di raccontare. Una donna con un passato: una…
Un uomo di mondo: un gran signore. Una donna di mondo: un gran… mignotta.
Uno che batte: un tennista che serve la palla. Una che batte: …
È evidente che alcune parole che al maschile hanno significati positivi, se declinate al femminile hanno una valenza completamente stravolta in senso dispregiativo. Come nella mia esperienza di bambina, alcuni giochi non sono semplici giochi e non hanno un significato neutro, così anche le parole non possono essere usate a caso, ma in maniera consapevole.
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Uscito sul numero 264 (Estate 2024), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
