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MILLE FOGLIE

La robinia di Rosano

Valentina Nicastro · Fuori Binario n. 263, Giugno 2024, pagina 12

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Rubrica: MILLE FOGLIE | Autrice: Valentina Nicastro

Non è una robinia qualsiasi quella che ho conosciuto grazie alla segnalazione di un'amica. Si trova in un'area di sosta di fronte alla bottega di Rosano, sosta molto gettonata per deliziose merende a suon di schiacciata e "vino bono" nel Comune di Rignano sull'Arno. Ha una corteccia rugosa e la sua circonferenza è di oltre 4 metri, a indicare un albero secolare degno di essere tutelato come albero monumentale.

Carlo Linneo, il naturalista con la smania delle classificazioni, le attribuì il nome scientifico di "Robinia", dal nome del botanico che nel XVII secolo l'aveva introdotta in Europa a scopo ornamentale, che si chiamava Jean Robin. All'epoca funzionava così, come se l'avesse inventata lui quella pianta, che probabilmente nell'America del Nord, da dove proveniva, esisteva da secoli o millenni.

Nel periodo della fioritura attorno alla robinia c'è tutto un ronzare, tutta una danza di api tra i suoi fiori bianchi posizionati a grappolo e da quella danza, da quel gran lavorare di insetti si ottiene (se così si può dire, perché il miele è delle api e non nostro) un miele dolce che profuma di acacia. Sarà per questo che la pianta è detta anche "pseudoacacia".

C'è chi come me cerca alberi per passione disinteressata, per amore di queste splendide creature vetuste, chi ne fa un lavoro, chi scrive un libro o cento libri su di essi. La sostanza non cambia: gli alberi sono la memoria e la storia di ognuno di noi.

Pagina 12 del numero 263 Uscito sul numero 263 (Giugno 2024), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero