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ATTUALITÀ
Cultura underground
Jacopo Stefani, Francesco Martinelli · Fuori Binario n. 262, Maggio 2024, pagina 4
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Rubrica: ATTUALITÀ | Autori: Jacopo Stefani e Francesco Martinelli
Marco vende libri a offerta libera nel sottopasso delle Cure dove si è creata una piccola comunità pacifica e solidale
Sarebbe bello nel quartiere avere una bancarella di libri, magari nella piazza delle Cure di Firenze, quando c'è il mercato. È quello che piacerebbe fare a Marco, che faticosamente sta ripartendo da zero, e che ha lanciato in questo senso un appello alle istituzioni, finora con scarsa risposta. Di origine italo-thailandese, ci racconta di aver perso il lavoro solo sei mesi fa. Dopo un periodo di crisi che l'ha condotto sulla strada, riceve una donazione di alcuni libri. Allora pensa di ripartire dalle sue passioni, dalla dignità di una professione della cultura. Ne è nata una vera libreria di strada, dove persino lui è rimasto sorpreso da quanto "nessun libro sia invendibile".
L'amore per i libri sembrerebbe l'unica cosa che ha in comune con la sua socia Giulia, diplomata al linguistico e impegnata nel servizio civile. Ma non è vero. Parlandone con lei emerge il senso di straniamento che entrambi sentono rispetto a una società da decenni sembra offrire ai propri figli soltanto carrierismo, consumismo, culto della personalità. "Possibile che noi siamo davvero così strani, così diversi?" Già: possibile?
Intanto, nelle due ore passate insieme, abbiamo chiacchierato e condiviso il pranzo, offerto a tutti da una signora del quartiere. I passanti salutano, fanno domande, si complimentano e riconoscono anche noi intrusi di Fuori Binario. In molti si fermano a curiosare, comprare, chiedere un libro o un fumetto; edizioni, anche rare, tutte accuratamente catalogate. Oppure si fermano per un saluto e due chiacchiere. È così che anche Giulia, quando Marco era agli inizi, l'ha incontrato.
Nel sottopassaggio vivono almeno cinque persone che condividono gli spazi pacificamente, e anzi spesso ricevono aiuto dai librai, o viceversa contribuiscono al lavoro. Evidentemente qualcuno trovava la cosa strana, perché Marco ricorda che in un certo periodo si era diffusa la voce che avesse stabilito un "racket degli affitti" per senza fissa dimora (di per sé già una bella contraddizione).
Ma la storia di integrazione fra quartiere e sottopasso è antica, e nasce per l'azione di Totò "Dinamite", soprannominato dalla stampa anche "L'Angelo delle Cure". Totò nel 1994 iniziò a prendersi cura degli spazi, allora abbandonati dalle istituzioni. Da allora li ha sempre tenuti puliti e ha garantito un senso di sicurezza, anche la notte, ben più sostanziale di quello offerto dalle idee cosmetiche e istituzionali di "ordine pubblico". Forse, senza di lui, Marco e Giulia non avremmo potuto incontrarli qui. Si tratta della dimostrazione di un semplice fatto: dove c'è comunità e mutualismo non c'è delinquenza, perché sono le stesse persone che abitano gli spazi a volerne garantire la vivibilità.
Marco conclude la nostra chiacchierata estendendo il suo appello: ci sono realtà resistenti nella nostra città interessate a collaborare e ospitare un suo banchino? Se il fare rete e il fare cultura sono due cardini del costruire un mondo differente, forse anche il suo contributo non sarebbe da sottovalutare.
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Uscito sul numero 262 (Maggio 2024), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
