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TRENTENNALE
Saper scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 261, Aprile 2024, pagina 7
!Trentennale
Sezione: TRENTENNALE | Autrice: Clara Baldasseroni, redattrice e distributrice di Fuori Binario
Clara ripensa al suo ruolo all'interno del giornale e al senso di questa esperienza: tra libertà e riscatto personale
Sembra passato un attimo da quando - era il 2007 - ho iniziato a partecipare alle attività del giornale di strada Fuori Binario, e invece sono trascorsi 17 anni. Da allora scrivo, distribuisco e faccio la volontaria al giornale insieme al mio compagno, Balù. Siamo arrivati a diffondere più di 1000 copie al mese, con picchi anche di 1800: un successo! È stato chiaro da subito il valore di un'esperienza come quella di Fuori Binario, proprio in quanto pubblicazione autogestita e autofinanziata. Ci abbiamo creduto e abbiamo anche noi contribuito ad alimentare un pensiero libero, capace di cavarsela con impegno tra censura, insidie, complicità.
Un domani da pubblicista
Sono anche una scrittrice e, grazie alla redazione, ho intrapreso un percorso per diventare giornalista pubblicista. Con il mio impegno cerco di testimoniare che non esistono sconfitti o vinti nella storia, ma esiste ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. E compito della scrittura è anche far sì che tutto ciò possa emergere in modo accettabile, anche a distanza di molto tempo.
Ho ripensato al senso di questa mia esperienza in occasione dell'incontro che si è svolto il 22 febbraio a Firenze per i trenta anni di Fuori Binario. Una giornata di dibattito e di confronto, cui hanno preso parte anche rappresentanti di altri giornali di strada come Piazza Grande (Bologna), Scarp de' tennis (Milano, anche altre città), l'Osservatore di Strada (Roma), Zebra (Bolzano e Bressanone).
Tutte realtà che fanno parte di una rete internazionale, la International Network of Street Papers (INSP), che è stata creata nel 1994 a Glasgow, in Scozia, e che rappresenta 100 giornali di strada in 35 paesi del mondo. L'INSP organizza annualmente una conferenza per i propri membri e fornisce assistenza tecnica e una rete di servizi per gli operatori del settore. Il nostro giornale è parte di questo mondo. Fuori Binario racconta la storia degli oppressi e non solo resiste ma prosegue nel suo cammino, migliorando la sua proposta di informazione, con contenuti sempre più interessanti, e la sua veste grafica.
Con il nostro lavoro cerchiamo di rispondere ad un'esigenza fondamentale: non solo avere un'idea indipendente, ma anche essere efficacemente informati. Oggi c'è da bisogno di districarsi nella marea delle informazioni, di interpretare messaggi e simboli criptici, di combattere i tentativi di censura, che sia palese o occulta.
E allora, qual è, secondo me, l'interesse che muove il giornale? E come posso conciliare questa mia attività con la ricerca di risoluzioni concrete? Molti vivono secondo diktat sociali imposti, che non facilitano l'espressione personale e complicano la possibilità di realizzarsi. Tante situazioni sembrano sfuggire, anche con apparente leggerezza, quando prevale l'ipocrisia. Ma "l'impercettibile" pesantezza che rimane è difficile da nascondere, soprattutto quando ne scaturiscono stereotipi lesivi per l'individuo, che trasformano in negativo i ruoli che ricopriamo.
Mai abbandonarsi alla sconfitta
È impossibile restare muti, abbandonandosi alla sconfitta. Viene sempre il desiderio di riscattarsi dalle brutte situazioni, anche se si incontreranno ostacoli interiori che potranno apparire insormontabili, fino al punto di far venire la voglia di rinunciare. È qui lo spazio di Fuori Binario, strumento coraggioso, che accompagna molte delle nostre riflessioni personali più creative, contro ogni generalizzazione, stimolando la discussione caso per caso. Seguire la giusta strada è l'esperienza più entusiasmante che esista e se scriviamo è perché vorremmo raccontarla e condividerla con voi, per me, per noi, per tutti, nessuno escluso...
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L'Osservatore di strada — È il giornale di strada del Vaticano. Fondato nel giugno del 2022, si dichiara "non un giornale per i poveri, ma con i poveri", per "dare spazio e voce a chi è ferito dalla vita". Per Papa Francesco si tratta di un progetto "entusiasmante".
Piazza Grande — Tendere un giornale è meglio che tendere una mano, con questo motto nasce nel 1994 il primo giornale di strada italiano, a Bologna. Al centro della linea editoriale i problemi dei senza dimora e la città vista "dal basso verso l'alto".
Scarp de' tenis — Obiettivo dichiarato del giornale milanese, nato nel 1994, è aiutare le persone in difficoltà a riconquistare autostima e dignità attraverso la vendita della rivista. La redazione produce un'informazione su temi sociali spesso ignorati.
Zebra — Zebra è l'unico giornale di strada bilingue: italiano e tedesco. Pubblicato in Alto Adige offre a chi è in difficoltà un'attività dignitosa e la possibilità di ottenere un piccolo guadagno. Nel mensile storie incoraggianti di persone speciali.
- redattrice
- distributrice
- 2007
- 17 anni
- 1000 copie al mese
- 1800 copie picchi
- pubblicista
- giornalista
- pensiero libero
- censura
- insidie
- complicit
- 22 febbraio
- trentennale
- Piazza Grande
- Scarp de' tenis
- Osservatore di Strada
- Zebra
- INSP
- International Network of Street Papers
- Glasgow 1994
- 100 giornali 35 paesi
- informazione indipendente
- riscatto
- sconfitta
- stereotipi
- democrazia
- espressione personale
- strumento coraggioso
- poesie
Uscito sul numero 261 (Aprile 2024), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
