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SEGNALAZIONI
Alfabeto - 21 proposte
Felice Simeone · Fuori Binario n. 261, Aprile 2024, pagina 8
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Rubrica: SEGNALAZIONI | A cura di: Felice Simeone
Ogni mese 21 proposte di cose, eventi, persone e fatti interessanti da scoprire, per costruire insieme una società più giusta: podcast, libri, film, canzoni, mostre, spettacoli, siti, laboratori.
A come ANTIFASCISMO — Siamo ad Aprile. Il 25 ricordiamo la liberazione dal fascismo. Negli anni, questa ricorrenza è diventata pretesto di divisione politica invece che occasione di unità. Subito dopo il 25 Aprile del 1945, qualche storico disse che aver ammazzato Mussolini non significava necessariamente di aver ucciso il fascismo. In un suo intervento pubblico di un paio d'anni fa, Michela Murgia affermò senza mezzi termini, da par suo, che siamo ormai al punto in cui i fascisti non si nascondono più, anzi ostentano le proprie idee, che non hanno niente di nostalgico. Dobbiamo allora salutare con gratitudine il libro Storie di Antifascismo senza Retorica, che Arturo Bertoldi e Max Collini hanno pubblicato per l'editore PeoplePub. "Senza retorica, perché", si legge, "è nelle parole semplici, forti, nei gesti concreti di solidarietà contro la barbarie, che sta il senso vero dell'antifascismo. Nessuna conquista democratica, nessuna Costituzione figlia della Resistenza può dirsi acquisita per sempre e il presente non fa che ribadirlo ogni giorno".
B come BASAGLIA — Ci viene raccontato che in Italia non c'è mai stata una rivoluzione. Questo potrebbe essere vero se si intende per rivoluzione solo la sommossa armata, le barricate, i moschetti. Se si allarga la definizione, allora, bisogna ammettere che in Italia è avvenuta una rivoluzione unica al mondo, progressista, pacifica: la chiusura dei manicomi sancita dalla legge 180. Questa legge fu l'epilogo di una profonda revisione del rapporto tra medico e paziente ispirata, e in gran parte guidata, da Franco Basaglia. I manicomi erano luoghi di tortura fisica e psicologica, ideati con il solo scopo di rimuovere i matti dalla vista dei normali. Fu proprio il concetto ambiguo di normalità, e le follie fatte in suo nome, che Basaglia volle disintegrare. A cento anni dalla sua nascita, la storica Vanessa Roghi, ricostruisce la figura di Basaglia e il processo che portò alla 180 nel podcast "Gli archivi della Follia" che scandaglia le tracce lasciate da quella rivoluzione negli archivi della Rai.
C come CLANDESTINI — Lo status di clandestino è il prodotto di leggi che nulla hanno a che fare con la persona migrante e la sua storia. Negli anni, abbiamo assistito spesso a come si può diventare immigrati irregolari, fuori legge, dall'oggi al domani senza aver commesso nessun reato, ma per il semplice effetto di un decreto. Purtroppo, non siamo vecchi abbastanza da ricordare che cento anni fa il passaporto non esisteva; si viaggiava senza documenti. Non ci si deve stupire, allora, se l'immigrazione illegale esiste ancora, nonostante leggi ed operazioni di polizia che dovrebbero scongiurarne l'esistenza. Ne Il secolo mobile - storia dell'immigrazione illegale in Europa (Mondadori) Gabriele del Grande ricostruisce questo stato delle cose senza perdere di vista il contesto globale della decolonizzazione, della segregazione razziale oltreoceano, della guerra fredda, dell'ascesa dei movimenti islamisti, del ritorno della Cina e dell'India sulla scena mondiale e del boom demografico – e in prospettiva economico – dell'Africa.
D come DITTATURA — Il ventennio fascista è stato analizzato, documentato, rappresentato, descritto. Di come l'Italia è stata condotta in quella sventura, delle condizioni che l'hanno determinata, ne siamo un po' meno consci. Nel documentario "Nascita di una dittatura", Sergio Zavoli va a colmare quel vuoto di conoscenza, mostrando, attraverso le voci di molti protagonisti e testimoni, come l'ambizione personale di Mussolini non sarebbe mai stata sufficiente per imporre una dittatura per vent'anni. Senza il supporto attivo di professionisti, tecnici, giornalisti, e soprattutto finanziatori, oggi ricorderemmo il fascismo solo come un fenomeno folkloristico con un megalomane alla sua testa. Presagiamo che la Rai non trasmetterà questo documentario sui canali in chiaro nei giorni intorno al 25 Aprile. Nascita di una dittatura, però, è comunque disponibile gratuitamente sulla piattaforma raiplay.it.
E come EUFEMISMI — Ad una donna viene diagnosticato un cancro al seno molto aggressivo. Si tratta di Anne Boyer, appena entrata nei suoi '40, mamma single, poeta. Inizia così un percorso di scoperta della realtà che poi diventerà un libro, "Non Morire", pubblicato in Italia da La Nave di Teseo. Il libro è un'analisi di cosa vuol dire contrarre una malattia invalidante nella società capitalistica. "Chi muore" scrive Anne Boyer, "e chi no del complesso di patologia chiamate 'cancro al seno' lo determina lo stipendio, l'istruzione, il sesso, lo stato familiare, l'accesso alle cure, la razza, l'età." Non Morire ha vinto il Premio Pulitzer nel 2020. Non è una novità editoriale. L'idea di riparlarne ora ce l'ha data la lettera con cui Anne Boyer si è dimessa dal New York Times Magazine a fine 2023: "Non posso scrivere di poesia tra i toni 'ragionevoli' di coloro che mirano ad acclimatarci a questa sofferenza irragionevole. Niente più eufemismi macabri. Niente più paesaggi infernali igienizzati verbalmente. Niente più bugie guerrafondaie."
F come FESTIVAL — Nonostante l'occupazione, nonostante i bombardamenti, nonostante la diaspora, i palestinesi producono cultura. A marzo di quest'anno, si è tenuto in Australia il Palestinian Film Festival, una serie di proiezioni di film prodotti in Palestina, o sulla Palestina, da cui emergono le diverse facce della vita e della cultura di una società sotto occupazione. Gli organizzatori dichiarano che il festival ha l'obiettivo di promuovere il dialogo interculturale e far conoscere lo stile di vita dei palestinesi attraverso film dalla spiccata creatività e capaci di stimolare l'occhio critico con cui si guarda la realtà, non solo in medio oriente. Il programma propone film che spaziano dalla pratica quotidiana dello sport come strumento di resilienza (il surf, le arrampicate, il calcio) alla realtà politica con un documentario dedicato a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela della Palestina. Ci incuriosisce il cartone animato Zoo, che racconta di un bambino alla ricerca del suo pallone perso nello zoo più brutto del mondo, e del suo incontro con un cucciolo di tigre che seguirà il bambino alla ricerca, entrambi, di un posto dove poter giocare in pace.
G come GALTUNG — Il 17 febbraio di quest'anno è morto Johan Galtung. La notizia della sua morte è stata sepolta dalle bombe che stanno scuotendo il pianeta. E non poteva essere altrimenti: Galtung è stato uno stratega della pace. Se avessimo chiesto a Galtung "che fare?" dopo l'invasione dell'Ucraina, dopo gli attentati del 7 ottobre ad Israele, durante il genocidio a Gaza, lui avrebbe avuto più di una risposta, cioè, più di una possibile strategia pratica ed efficiente per risolvere i conflitti senza spargere sangue. Galtung è stato tutto tranne che un pacifista ideale o ideologico. Il suo impegno per la pace si fondava su una constatazione banale: si fa la guerra perché ci si prepara continuamente alla guerra; la pace è possibile ovunque si voglia costruirla, con impegno duraturo, intelligenza, e capacità tecniche. Abbiamo mai sentito parlare di governi che investono per la pace? Non ci vuole tanto a capire questa cosa, eppure Galtung era l'unico a dirla. Chi continuerà a farlo?
H come HEBRON — A febbraio di quest'anno, il compositore Cristian Carrara ha presentato al teatro Pavarotti-Freni di Modena l'opera Voci da Hebron, su libretto di Sandro Cappelletto. Hebron è una città sacra alle tre religioni monoteiste, luogo in cui riposano i patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe. È anche il luogo dove nel 1994 un membro della Lega di difesa ebraica uccise 29 persone raccolte in una moschea. Un luogo dove la vita, oggi, è diventata quasi impossibile. Un destino beffardo per questa città, Hebron, il cui nome arabo, Al-Khalil, vuol dire amico. È in questo contesto che Sandro Cappelletto e Cristian Carrara hanno deciso di raccontare in musica la storia di un vecchio patriarca colto nel momento in cui si deve separare dalla moglie e decide di lasciare le sue terre a Ruth, una studentessa israeliana di agraria, e Mohammad, un archeologo arabo. Questa suddivisione delle terre del vecchio è una miccia che fa esplodere il conflitto fra i due ragazzi, e che costringerà il vecchio a lasciare Hebron non prima di imporre ai due ragazzi che dovranno stare insieme sulle sue terre.
I come IRAN — Sono passati quasi vent'anni da quando nei cinema si potè assistere a Persepolis, un cartone animato per adulti e non, trasposto dal fumetto omonimo di Marjane Satrapi, una disegnatrice iraniana che all'epoca nessuno conosceva. Persepolis, infatti, racconta con immagini essenziali ma molto comunicative, venti anni della vita di una ragazza che cresce cercando di non farsi schiacciare dagli eventi che si trova ad attraversare: la rivoluzione islamica, la guerra con l'Iraq, gli arresti e le esecuzioni di parenti molto cari, l'asfissia delle regole imposte alle donne (di cui il film, molto efficacemente, rivela l'assurdità che sfocia nel ridicolo), l'emigrazione e lo scontro-incontro con l'occidente in cui alla fine è costretta a rifugiarsi. Marjane Satrapi oggi si potrebbe chiamare Masha Amini. In Iran non è cambiato niente: i giovani o emigrano, o muoiono nelle manifestazioni contro un regime che di religioso non ha più niente, ammesso che l'abbia mai avuto.
L come LINGUA — Il 40% delle 7.000 lingue parlate nel mondo scomparirà entro la fine degli anni 2020 perché i loro parlanti si estingueranno. Ma perdere una lingua vuol dire perdere una cultura, una visione del mondo. Nel tentativo di attirare l'attenzione su questa perdita imminente e cercare di rivitalizzare questo patrimonio linguistico, l'UNESCO ha indetto la Decade Internazionale delle lingue indigene, 2022-2032. Fra le attività sostenute, c'è la pubblicazione de "La cosa più preziosa", un libro con testi del linguista Brasiliano Victor Santos e le illustrazioni dell'artista italiana Anna Forlati. Il libro nasce dal desiderio di Santos di trasmettere a giovani e bambini l'importanza della lingua, non solo per comunicare, ma per penetrare la realtà, e per questo la lingua è la via maestra per penetrare dentro altri mondi. Il libro è pubblicato in Italia da Terre di Mezzo, i cugini di Fuori Binario, nella traduzione di Vera Gheno.
M come MERDA — Anche chi negli anni '70 non era ancora nato conosce, o ha sentito parlare, di fumetti come Sturmtruppen e Cattivik. Erano creazioni di uno stesso autore, Bonvi, che riverberano ancora oggi di una luce particolare. L'Editoriale Cosmo, però, ha deciso di ripubblicare per intero una serie atipica sia per gli anni in cui fu creata, sia per il suo autore, sia per il pubblico abituale del fumetto. Si tratta di Cronache del Dopobomba, ambientate in un futuro ipotetico in cui la bomba atomica ha distrutto il pianeta e i protagonisti (umani, umanoidi, ed altre forme viventi improbabili) interagiscono e comunicano quasi senza parlare. I conflitti e la competizione per la sopravvivenza sono le forze che muovono le cronache, e per questo l'opera è stata definita horror, o dark humor. Fu lo stesso Bonvi a darne un'interpretazione spiazzante, suggerendo al lettore che i detriti che riempiono le scene non sono necessariamente generati da un'esplosione: la bomba, in realtà, potrebbe essere un ordigno che sparge rifiuti. Basta guardarsi intorno per farsi venire il dubbio che questa bomba immaginaria sia esplosa veramente "il Dopobomba è una scusa. – disse Bonvi serissimo – La bomba non verrà mai: verrà la merda!"
N come NANNA — Il rischio che corre qualsiasi tradizione è quello di cristallizzarsi in una immobilità che prima o poi ne determina la sterilità. Questo rischio non lo corre l'ampio movimento di rinnovamento della musica salentina, di cui l'ultimo disco di Maria Mazzotta, "Onde", ne è espressione. Mazzotta si forma nelle schiere del Canzoniere Grecanico Salentino, gruppo che negli ultimi anni ha suscitato l'interesse di un pubblico internazionale. In Onde, Maria Mazzotta canta in dialetto; i ritmi sono sia quelli indiavolati della pizzica che quelli dei canti di lavoro contadino, che fluiscono, quasi a trovare quiete, nella gemma Nanna de core (traccia n. 10). Ma gli arrangiamenti approfittano dell'elettronica e proiettano il canto degli oppressi dalla taranta, ragno fantastico che inietta un veleno simbolico, in un futuro in cui, inevitabilmente, ci sarà ancora bisogno di esorcizzarlo.
O come OCCUPAZIONE — Nelle guerre che stiamo attraversando, i bambini hanno pagato un prezzo altissimo con sofferenze e morte (vedi la lettera R). A Gaza, il numero dei bambini uccisi dall'esercito Israeliano ha superato 10.000. Ma come spiegare ai nostri bambini, quelli per cui, fortunatamente, la guerra è solo evento televisivo, la guerra e l'uccisione di bambini? Ci ha provato la disegnatrice Erica Silvestri con Il mio nome è Amal, una storia palestinese, pubblicato dalla casa editrice Kairos. Il libro è un'esperienza: sfogliando le tavole, da destra a sinistra come nella lettura dell'arabo, il lettore o la lettrice torna indietro nel tempo e "libera", pezzo dopo pezzo, i territori palestinesi. Da una pagina all'altra, viene "smantellata" l'occupazione militare che le politiche dei governi israeliani hanno costruito per decenni, seguendo i ricordi di chi ha vissuto in una terra differente: la Palestina prima del 1948. Un libro dedicato agli uomini, alle donne, ai bambini e alle bambine palestinesi, esempio di dignità e capacità di resistenza.
P come PAZ — Pazienza un altro podcast è, appunto, un podcast che Guido Piccoli ha creato per celebrare l'amico Andrea Pazienza, Paz. La cosa interessante è che disponibile sul sito della Radio Televisione della Svizzera Italiana (RSI). Sono cinque episodi di mezz'ora l'uno che ripercorrono la vicenda di Paz, il "Caravaggio" del fumetto, dall'inizio della carriera fino alla tragica morte per overdose. Guido Piccoli sembra confessare a se stesso di non saper poi tanto dell'amico, e così va a ricercare i pezzi che gli mancano dalle persone che furono più vicine a Paz: famigliari, fidanzate, amici, committenti. Il Genio di Andrea Pazienza si distingue da quello dei pur talentuosi disegnatori che animarono gli anni '60 e '70 (un altro, Bonvi, è ricordato in questo stesso Alfabeto alla lettera M). Fra le voci del podcast, comunque, sembra anche di vedere gli aghi delle siringhe che distrussero le anime di questi artisti, e quella di Paz in particolare. Al di là della vicenda storica, comunque, Guido Piccoli parte da un presupposto che ci sentiamo di condividere: Paz è più attuale che mai; parla ai giovani della generazione tech, e anche ai meno giovani, quelli, cioè, che hanno conosciuto il telefono con la ruota per comporre i numeri.
Q come QUOTAZIONI — Che ci piaccia o no, la finanza condiziona le nostre vite. Siamo spesso indotti, e a ragione, a vedere nella finanza il meccanismo con cui i forti diventano sempre più forti. In realtà, la finanza è solo uno strumento neutro con cui gestire i soldi che uno ha, pochi o tanti che siano. Comprenderne i meccanismi, capire le quotazioni, potrebbe avere degli effetti profondi sulle cose di questo mondo. Gli speculatori cinici, gli sfruttatori senza scrupoli, basano il proprio potere non tanto su capitali enormi o possibilità tecnologiche degne di un extraterrestre. No. Il loro vantaggio deriva dalla nostra ignoranza. Una alfabetizzazione finanziaria di massa cambierebbe il mondo. Ne sono convinti la Fondazione Finanza Etica, Valori.it e Banca Etica che hanno creato la piattaforma valorilab.it dove si trovano testi, video, giochi, percorsi didattici gratuiti che hanno lo scopo di agevolare la comprensione dei meccanismi dei mercati finanziari e dei loro effetti sulla società.
R come RIFLESSIONI — Nel settembre 2014, Sami frequentava la seconda elementare ed era terminata da pochi giorni l'Operazione Margine di Protezione con la quale gli israeliani avevano inteso fermare il lancio di missili da Gaza da parte di Hamas. "Ero nella casa di mio nonno - scrive Sami a scuola. Ci hanno sparato. Siamo scappati. Ci hanno sparato ancora. La casa non c'è più. La mia bicicletta è tutta rotta". Inizia così la riflessione di Bruno Maida sulla complessa realtà dei bambini in guerra, pubblicata sul blog lucysullacultura.com col titolo Vittime, testimoni, soldati: i bambini in guerra. La realtà con cui ci si è confrontati poco è che, secondo il rapporto Stop The War on Children 2023 di Save The Children, nel 2022 sono stati 468 milioni i bambini nel mondo che hanno vissuto in una zona di guerra. I bambini, scrive Maida, sono attori attivi nelle guerre, vengono usati in diversi modi, ma sono soprattutto testimoni: i disegni con cui raccontano la guerra sono documenti storici a tutti gli effetti.
S come SOLIDARIETÀ — Negli ultimi mesi, molti artisti hanno apertamente invocato il Cessate il Fuoco a Gaza: attori, registi, musicisti hanno esposto striscioni espliciti sui loro palcoscenici. La scena punk internazionale è andata oltre: No Genocide: A Benefit for Mutual Aid in Gaza è una compilation di brani punk, anzi, peace-punk, per raccogliere fondi per diverse associazioni umanitarie di Gaza, fra cui, Medici Senza Frontiere, Palestinian Children's Relief Fund, ANERA. La compilation è stata fortemente voluta dal gruppo peace-punk The Dissidents, e contiene 18 brani, molti inediti, di gruppi affermati come Witch Hunt, The Pist, Mischief Brew, Mankind. Si può comprare on-line su bandcamp.com pagandola quanto si vuole e decidendo se versare l'importo direttamente ad una delle organizzazioni umanitarie che operano a Gaza.
T come TESTIMONIANZA — C'è un solo popolo sulla faccia della terra che non ha mai dichiarato guerra a nessuno, non possiede un esercito, non possiede una terra: sono i Rom. Non c'è bisogno di ricordare i nomignoli crudeli con cui siamo abituati a chiamarli. Il pregiudizio contro di loro viene da lontano. Paola Trevisan ha pubblicato per le edizioni Viella il libro-testimonianza "La persecuzione dei rom e dei sinti nell'Italia fascista", dove incrocia le informazioni degli archivi con i ricordi personali di Sinti e Rom. Il volume ricostruisce per la prima volta le politiche anti zingari del regime fascista e la loro ricaduta su rom e sinti che vivevano in Italia: prima pensati indistintamente come vagabondi stranieri da respingere ed espellere, poi sottoposti al confino di polizia e forzatamente trasferiti. Raramente, nel dopoguerra, le memorie delle persecuzioni subite sono uscite dallo stretto ambito delle famiglie e il loro mancato riconoscimento come vittime del regime fascista ha favorito la negazione dei diritti di cittadinanza a coloro che oggi vivono in Italia.
U come UNICO — Socrates viene celebrato come uno dei più grandi giocatori brasiliani. Era il capitano della nazionale brasiliana nel 1982. Morì il 4 Dicembre del 2011, nello stesso giorno in cui il Corinthians, la squadra di cui era stato capitano, vinceva il campionato. Fin qui, quella di Socrates assomiglia alla storia di tanti altri sportivi. A segnarne l'unicità fu ciò che successe allo stadio quel 4 Dicembre prima della partita: gli spettatori si alzarono in piedi e, in onore del loro capitano scomparso, alzarono il pugno sinistro al cielo. Socrates fu il simbolo della resistenza al regime militare in Brasile, tanto che promosse la Democrazia Corinthiana, un modo di autogestione dello spogliatoio in aperta polemica contro l'autoritarismo dei colonnelli. Socrates giocò nella Fiorentina nel 1984-1985. "L'Italia mi interessa perché posso imparare certe cose direttamente sui libri. [...] Sono qui per leggere Gramsci in lingua originale." Alessandro Leogrande lo ricorda nel podcast di raiplaysound.it "Socrates: il calciatore rivoluzionario".
V come VERSI — Un tratto distintivo di Fuori Binario sono le sue poesie. Sono presenze non programmate, che trovano posto fra le notizie perché sono altrettanto necessarie a capire il mondo che ci circonda. A scriverle sono gli stessi redattori del giornale, ed è molto probabile che il distributore da cui avete preso questa copia ne abbia scritta qualcuna. Il valore di una poesia è nella sua verità; e le poesie di Fuori Binario sono vere. Il criterio di verità è lo stesso a cui aderiva la poeta Patrizia Cavalli, una delle voci letterarie più alte che abbiamo avuto in Italia. Chi non la conosce può scoprirla con il documentario "Le mie poesie non cambieranno il mondo" di Francesco Piccolo e Annalena Benini, disponibile su raiplay. Il documentario fa emergere il carattere informale e dolcemente ribelle di Patrizia Cavalli, che legge molte delle sue poesie, da cui si intravedono le pieghe di una vita in cui hanno contato, e contano, l'amore, le amicizie, le parole, la malattia. Le sue poesie ci sarebbero state bene su Fuori Binario.
Z come ZERO — "Zero Carcere" è il titolo dell'ultimo capitolo del libro per bambini e ragazzi Il carcere è un mondo di carta - Un abbecedario sul carcere (Momo Edizioni), di Valentina Calderone e Marica Fantauzzi. Si tratta, appunto, di un Alfabeto sul carcere, dove le autrici cercano di spiegare la natura e la storia di una istituzione che si potrebbe pensare inevitabile, mentre invece è solo il frutto di una visione vigliacca della società. Che cos'è il carcere? Da ragazzi ci insegnano che è il posto dove finiscono i "cattivi". Crescendo diventa sempre più una minaccia permanente (eppure sfocata) per tutti. Ma nessuno sa cos'è il carcere fino a che il carcere non entra nella sua vita. "Di carcere si deve poter parlare" dice Luigi Manconi nella postfazione, "e questo libro lo fa, nella speranza che i ragazzi siano abbastanza maturi e liberi dai pregiudizi da poter immaginare e realizzare un sistema delle pene che, a differenza di quello attuale, non mortifichi e umili la dignità della persona".
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Uscito sul numero 261 (Aprile 2024), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
